Il secondo posto del Milan spiegato con 5 canzoni degli Stones

Il secondo posto del Milan spiegato con 5 canzoni degli Stones

Il secondo posto del Milan spiegato con 5 canzoni degli Stones

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Come tanti suoi colleghi, Mick Jagger è un grande aficionado di calcio. Il frontman dei Rolling Stones ama il soccer, ed è spesso sulle tribune (d’onore) degli stadi che ospitano i più importanti eventi calcistici. Per esempio nel 2014 era a Belo Horizonte per la semifinale dei mondiali brasiliani, che videro la Germania rifilare un perentorio 7-1 ai padroni di casa. Suo figlio, seduto accanto a lui, indossava la maglia verdeoro ed è bastato questo per bollare il buon Mick come “il Pe Frio”, il portasfiga. Pare infatti che Jagger vanti una lunga serie di episodi, diciamo sfortunati: ogni volta che si presenta allo stadio per tifare una squadra, mostrando o vestendo i colori della stessa, vincono gli altri. Che meni davvero sfiga oppure no, per la gioia di Milan e Juve la 73enne rockstar non siederà sui seggiolini di San Siro la sera del 22 ottobre. Ma alcune delle canzoni che ha cantato con i Rolling Stones ci danno una mano per inquadrare il momento d’oro dei rossoneri, che affrontano i Campioni d’Italia da secondi in classifica, e i motivi per cui la squadra sta ottenendo risultati ben oltre le più rosee aspettative d’inizio stagione.

Partiamo da Montella. È arrivato a Milano pensando di poter lavorare con una rosa di alto livello costruita con i (primi) soldi dei cinesi. E invece si è ritrovato un materiale umano non esattamente di prima fascia. Se ne è rammaricato più volte, anche pubblicamente, ma poi si è rimboccato le maniche e ha cominciato a lavorare. Perché i denari dal Sol Levante prima o poi arrivano e se portano ciliegie su un impasto già discreto, be’ allora la torta può riuscire davvero buona. You Can’t Always Get What You Want, ha pensato Vincenzo, ma se ci provi e riprovi, if you try sometimes, prima o poi you get what you need.

Montella si è mostrato un allenatore intelligente, oltre che capace, confermando le impressioni che aveva sempre destato. Perché pur predicando il verbo del possesso-palla e della qualità su cui si fonda il suo credo calcistico, ha costruito un sistema di gioco adatto a una rosa tecnicamente tutt’altro che sopraffina, fatto di prudenza e pazienza. Il risultato è che tutti si danno una mano e, udite udite, il Milan è tornato a sembrare una squadra compatta, vera. Un Gimme Shelter i versione rossonera, perchè se mancasse anche il collettivo oltre ai top-player, il disastro (cioè fallire per l’ennesima volta l’accesso alle coppe), it’s just a shot away, è a un tiro di schioppo.

Paradossalmente le vicende societarie, anche se ancora non chiarissime, hanno tolto pressione alla squadra. Tifosi e stampa sono consapevoli che si tratta di una stagione di transizione e hanno seguito con maggiore trepidazione la vicenda Maldini piuttosto che Chievo-Milan. Si ha l’impressione che i giocatori abbiano meno paura di sbagliare rispetto alle recenti annate. Come se, non avendo nulla da perdere, giocassero tutti più rilassati. Aspettare i “nuovi amici” della Sino Europe o come diavolo si chiama, si sta rivelando meno penalizzante del previsto. Waiting On A Friend, canterebbe Mick Jagger, someone I can cry to, qualcuno che in futuro si prenderà le responsabilità dei destini del Milan, sta togliendo responsabilità e pressione alla squadra. Dai risultati, sembra un bene.

Che poi, il futuro, non può che essere migliore del presente. I rossoneri vantano la rosa più giovane della serie A, una rivoluzione, che anche senza grandi investimenti potrà solo migliorare. I tanti giovani titolari fissi, da Niang a Romagnoli, da Donnarumma a Locatelli, non possono che beneficiare di una stagione simile. Insomma, Time Is On My Side dovrebbe essere la canzone dei Rolling Stones più suonata a Milanello.

Tutto quello che ho scritto fin’ora è possibile sostenerlo solo vedendo il bicchiere mezzo pieno. Ci vuole del gran ottimismo per non pensare a tutto quello che rende oggi i rossoneri la versione povera del Grande Milan che fino a pochi anni fa dominava ovunque. Ma alla vigilia di un Milan-Juve che, almeno guardando la classifica, è il più importante degli ultimi 4/5 anni, come si può non essere fiduciosi? Oggi le condizioni per giocarsela, la partita e la stagione, ci sono. Oggi si può essere ottimisti, pur con la consapevolezza che i dadi, quelli degli Stones di Tumbling Dice, hanno appena iniziato a rotolare. La sfida con la Juve per l’ambiente rossonero è come una canzone rock: un progetto di riscatto, che nella peggiore delle ipotesi diventerà il piacevole ricordo di averci provato.

(Credits: La Presse)

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Daniele Salomone Milanese classe 1979, è giornalista e direttore di Onstage - magazine, sito e pagine social di riferimento per la musica in Italia. Per Areaconcerti,... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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