LE LACRIME DI ROD STEWART QUANDO IL CELTIC BATTÉ LEO MESSI

LE LACRIME DI ROD STEWART QUANDO IL CELTIC BATTÉ LEO MESSI

LE LACRIME DI ROD STEWART QUANDO IL CELTIC BATTÉ LEO MESSI

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Se non fosse stato per la musica, magari oggi staremmo qui a raccontare le gesta di uno dei migliori calciatori che lo storia di Scozia abbia mai dato in pasto alle folle. Se non fosse stato per la musica, Rod Stewart non sarebbe certamente quello che è diventato. Artista, compositore, cantante, attore e chi più ne ha più ne metta, ma a questo elenco il buon Rod vorrebbe senza dubbio vedere allegato anche il riconoscimento di grande tifoso di calcio. La sua passione giovanile, o meglio, quella che lo ha accompagnato di pari passo con la musica per tutti i 77 anni (che compie oggi), dimostrando un amore unico e viscerale per le “hoops” del Celtic e più in generale per la nazionale scozzese. Un habitué di Celtic Park, ma anche un attento conoscitore del football in tutte le sue sfaccettature, che lo hanno portato spesso e volentieri a far emergere il suo lato di vero appassionato e intenditore, al di sopra di ogni sospetto.

QUELLE LACRIME DOPO AVER BATTUTO MESSI

Vi basti sapere che una delle ultime uscite pubbliche di Rod, naturalmente legate al suo Celtic, riguardò una vera e propria “bacchettata” nei confronti del proprio club, reo di non aver concesso la “guardia d’onore” ai Rangers nel giorno in cui tornarono al Celtic Park da avversari con il titolo di campioni di Scozia in tasca, come non accadeva da 10 anni (nel 2021 gli acerrimi rivali del Celtic erano falliti e hanno dovuto riprendere quota dalla quarta serie nazionale).

Per favore, cresciamo, la vita è troppo breve per tenere un comportamento così infantile

disse senza mezzi termini rivolgendosi al manager John Kennedy. Per lui riconoscere i meriti altrui era normale, così come è normale vederlo indossare il suo abito verde d’ordinanza quando c’è da seguire la squadra del proprio cuore dagli spalti. E lo fa spesso anche in trasferta: in una delle ultime occasioni è stato visto all’Olimpico, quando gli scozzesi hanno disputato il match di Europa League contro la Lazio. Anche se l’immagine più iconica di tutte ha una data e un preciso motivo: 7 novembre 2012, giorno nel quale il Celtic ospita il Barcellona di Messi, capace di vincere due Champions nelle tre annate precedenti. Al gol di Watt che regala il 2-1 agli scozzesi, con il Celtic Park letteralmente in visibilio, le telecamere vanno su Stewart che in tribuna scoppia a piangere, tradito dall’emozione. Il suo manifesto che certifica una volta di più un amore sconfinato, ben evidenziato dal brano “You’re in my heart” che il cantante ha sempre affermato di aver scritto pensando agli “hoops”, come una sorta di dedica a postuma memoria del suo senso di appartenenza. Quel giorno il Celtic festeggiava 125 anni di storia. E Rod decise di farne parte, a modo suo.

ANCORA IN CAMPO, NONOSTANTE GLI ACCIACCHI

Quel video fece in fretta il giro del mondo, con milioni di visualizzazioni. Certo, nulla a che vedere con quelli dei grandi successi musicali dell’artista, che da piccolo aveva davvero pensato di diventare calciatore.

Mio padre lo voleva più di ogni altra cosa, ma io mi sentivo più portato per la musica.

Arrivò persino a fare un provino con il Brentford (era il 1961), ma senza fortuna. A calcio, però, Stewart ha continuato a giocare per divertimento. Anzi, al calcio ha detto semplicemente di averlo tirato fuori da brutti giri, perché soprattutto da adolescente era “costretto” ad andare a letto presto per poter poi andare a giocare il giorno dopo. Ancora oggi, nonostante l’età avanzata, quando può non disdegna di dare calci a un pallone. Anche se i terreni di gioco di Los Angeles, per sua stessa ammissione, sono troppo asciutti e tali da procurargli qualche acciacco. L’ultimo infortunio ha riguardato la caviglia, al punto da obbligarlo ad andare sotto i ferri. Chissà se a 77 anni anche per Rod sia arrivato o meno il tempo di dire basta. Aspettando che il Celtic torni a dettare legge in patria, e possibilmente a fare strada in Europa, lui continua a vivere la sua passione auspicando che l’altro suo grande amore, cioè la nazionale scozzese, ritrovi finalmente quel palcoscenico mondiale dal quale manca dal 1998. Per farlo dovrà battere prima l’Ucraina e poi una tra Galles e Austria. Un desiderio che Rod spera di vedere esaudito, magari poi festeggiandolo con un bel concerto, di quelli che solo lui sa regalare alla folla. Per dire ancora una volta al mondo “Da ya think I’m sexy”… Tanti auguri, Rod the mod.

(Credits: Getty Image)

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