COUNTDOWN: AI VERI CAPITANI 10, FURY-WILDER 9, AL BOCA JUNIORS 3

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Signorina Hoover! Pare che ci sia un errore sulla mia pagella: mi ha messo solamente “Buono”
in condotta.

Senti Lisa, a tutti serve una macchiolina sul proprio curriculum

Il meglio e il peggio del fine settimana di sport appena messo in archivio

Lo sport che vogliamo 10: il fascino degli sport professionistici dovrebbe riflettere – la cosiddetta funzione emulativa – il piacere di praticare lo sport. Da spettatore ad attore. Dal divano alla strada. Lasciando ad altri dibattimenti culturali e metodologici, ci si limita a recepire il successone della Giornata Nazionale “Lo Sport che vogliamo – Risorsa per le Comunità”, organizzata dall’Unione Sportiva ACLI lo scorso weekend su tutto il territorio nazionale. e realizzata in contemporanea in tutta Italia. Ha coinvolto 16 regioni, 39 province, 55 comuni per 60 eventi programmati e 53 attività motorie e sportive, «in luoghi simbolo di cittadinanza vissuta o negata da sostenere o rilanciare attraverso lo sport».

Fury-Wilder 9: incontro d’altri tempi. Si dice: il più emozionante di questo secolo. Si dice: tra i migliori in assoluto. Tyson Fury, in onore di Mike: non lasciatevi condizionare dalle maniglie dell’amore, semmai dalla evocatività del nome. Deontay Wilder, lo chiamano Bronze Bomber ma la suggestione sta in quel cognome che riporta a tutte le cose selvagge. Cinque volte al tappeto – due Fury e tre Wilder – ritmi elevati, colpi di scena e più in generale colpi. Colpi ovunque. Si sono resi onore nel modo che conoscono i pugili quando salgono sul ring. E che ogni pugile degno di questo nome disconosce quando scende dal ring.

Pogacar e Masnada 8,5: il Lombardia l’hanno vinto in due. Quante volte il ciclismo ha suggerito tale riflessione… poi, la verità è che vince comunque uno solo (Pogacar) e l’altro finisce secondo. Alcuni secondi, però, si celebrano. E non solo a tavola. Perché l’altra verità è che Pogacar e Masnada, nella stessa corsa, ne stavano facendo due differenti. Uno, lo sloveno, lì ci doveva stare: perché monumentale lo è in senso assoluto, uno dei Signori del ciclismo attuale. L’altro invece, l’italiano, lì – a un’incollatura dal primo a giovarsi la vittoria – ci poteva stare solo nei sogni dei giorni più propositivi. Tempesta quasi perfetta per Masnada: quel quasi è un vincolo lessicale cui obbliga proprio Pogacar che non ha mai dato la sensazione di poter essere impensierito.

Bottas e Verstappen 8: in Turchia la F1 parla la lingua della Mercedes ma a vincere e l’altro dei due. Bottas: «La decima vittoria, una delle più belle di sempre». Verstappen si accontenta del secondo posto che gli vale il primato provvisorio della classifica piloti perché Hamilton non è andato oltre la quinta posizione. Il resto del Mondiale dirà se al belga la seconda piazza di questo week end peserà come un macigno o ne alleggerirà la stagione. Per ora vale il detto: chi si contenta gode.

Cristiano Ronaldo 8: amichevole portoghese contro il Qatar vinta 3-0. Niente di che, in fondo. Se non fosse che è servita a CR7 per stabilire un nuovo record e diventare il calciatore con più presenze in una Nazionale europea. 181 con 112 gol all’attivo con la casacca portoghese. Sono i numeri, bellezza. E se non fosse che ultimamente Cassano ne sta facendo un uso smodato, ai limiti del copyright, verrebbe da dire che le chiacchiere se le porta via il vento.

Juventus femminile 8: trentesima vittoria consecutiva per le bianconere che, nella sesta di campionato, hanno battuto anche il Napoli. Non che Max Allegri debba guardarsi le spalle, ma il lavoro che sta facendo Joe Montemurro, da questa stagione sula panchina della squadra dopo riportato l’Arsenal Women al successo con record di punti e vittorie, ha un perché.

Francia e Italia 7,5: chissà se a qualcuno freghi davvero della Nations League. Però è stata una competizione gradevole, con partite di interesse e sprazzi di spettacolarità in campo. Francia, Spagna, Italia, Belgio: il meglio che offre in questo momento il panorama nazionale europeo. I transalpini vincono la competizione con un successo in rimonta, gli Azzurri archiviano la pratica dopo aver trovato il doppio vantaggio ed essersi difesi dal ritorno belga. Finale e finalina sono state a tutti gli effetti due finalissime. Della Francia si sapeva già e l’Europeo è stato solo un inciampo. Dell’Italia abbiamo imparato a capire che questa Nazionale è ormai una certezza.

Varese Basket 7: ci sono sconfitte e sconfitte. Se ti trovi di fronte a una delle migliori squadre di basket d’Europa e riesci a tenerle testa fino alla fine, vuol dire che, nonostante tutto, c’è da essere soddisfatti. Milano vince in volata ma il grande ex Alessandro Gentile, di cose da dire ne aveva. E le ha dette tutte: 25 punti e prova esemplare per abnegazione e carattere. Se quella dell’Armani è sembrata una serataccia, la causa si chiama Varese. 

Vanessa Ferrari 7: stavolta non è per meriti sportivi della ginnasta italiana.

«La cosa migliore è non privarsi di niente: non abbuffarsi, ma non fare del cibo un problema. Non bisogna alimentarsi seguendo diete improvvisate o informarsi sui social, se si vuole essere seguiti, ci si rivolge a un medico».

L’ha detto al Festival dello sport di Trento. E noi lo ridiciamo perché non fa mai male.

Boca Juniors 3: la rissa è dello scorso 21 luglio, contro i brasiliani dell’Atletico Mineiro in occasione del ritorno degli ottavi di finale della Coppa Libertadores (3-1 ai rigori dei brasiliani, dopo il doppio 0-0). Ciò che ne scaturisce è dello scorso week end: la Conmebol, ente calcistico del Sudamerica, ha così deciso. 6 giornate a Pavon e Villa, 5 a Rojo, 4 a Izquierdoz, 3 a Gonzalez e 2 a Javier García. Per i dirigenti Cascini e Delgado interdizione per due anni da ogni stadio, l’altro dirigente Somoza fermato per sei turni. Era partito tutto da qualche spintone tra i calciatori del Boca e i responsabili della sicurezza dello stadio nel tragitto per raggiungere gli spogliatoi. Da lì, maxi rissa tra dirigenti, calciatori e componenti degli staff di entrambe le società. La Polizia Militare era intervenuta con lo spray al peperoncino.

A Miki Sansoni, capitano, 10 tutta la vita; a certa gente 0: prima categoria veneta, Cisonese-San Michele Salsa. E’ il 25′ della prima frazione di gioco quando un calciatore del San Michele Salsa si rivolge all’arbitro per un confronto su una decisione assunta. Dagli spalti arriva un insulto a sfondo razziale. Miki Sansoni, il capitano ospite, fa il capitano: ritira la squadra. Se tale decisione costerà la sconfitta a tavolino per il San Michele Salsa non è dato saperlo ora ma è altrettanto difficile che qualcuno più del capitano del San Michele, dei suoi compagni e della società possa sentire la vittoria cucita sulla pelle.

(Credits: Getty Image)

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