Un Napoli da riconfermare: De Laurentiis, tocca a te

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Un Napoli da riconfermare: De Laurentiis, tocca a te

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Il piacere per la vista e per il palato, quello dei buongustai scevri da condizionamenti di carattere sportivo-territoriale.
Il Napoli non può non scatenare euforia collettiva, raccogliere consensi unanimi, tutte le volte in cui si esibisce su di un campo di gioco. Soprattutto nelle trasferte, diventate ormai terra di conquista per la pattuglia sarriana che sta mettendo in fila record su record.
Si dirà: sì, ma non vince. Calma, tempo al tempo. E non è la solita frase buonista di chi preferisce diluire ad libitum certi traguardi, per difendere interessi che non coincidono con quelli dei tifosi. Cioè, la parte più pura del pallone made in Naples, ma anche quella più competente e consapevole che serve pazienza per costruire un progetto vincente, quando non si dispone delle risorse necessarie a strappare i top players dalle mani delle tue più immediate inseguitrici.

Nel Napoli del dopo Higuain era già tanto immaginare una stagione proiettata alla lotta per uno dei posti in Champions, immaginando una dignitosa figura nel girone della più importante competizione continentale. Non di più. Invece, il Napoli ha fatto anche meglio, gettando le basi per un futuro (prossimo) che possa essere anche vincente.
Il progetto tecnico è intrigante e consolidato, con le fondamenta infilate nella storia dei calciatori che vestono la maglia azzurra già da qualche anno, unitamente ai ragazzetti che stanno diventando grandi seguendo loro. Il percorso (vincente) del Napoli è già tracciato, ora tocca a De Laurentiis dimostrare la stessa voglia che i tifosi gli ricordano nei cori ogni domenica al San Paolo.
E può farlo non tanto con operazioni di acquisto che siano emorragiche per le casse del club, bensì trattenendo i big della squadra, gli uomini-chiave sui quali Sarri ha costruito la sua idea di gioco. Ghoulam, Koulibaly, Mertens: è difficile immaginare che uno di questi non vada via, però sarà decisivo muovere i passi affinché gli altri restino.
E Insigne? Non osiamo nemmeno immaginare un futuro lontano dalla maglia azzurra. Sta diventando il vero leader della squadra, della “sua” squadra, quella per la quale ha sempre dichiarato di voler essere un giorno la bandiera, con la fascia di capitano sul braccio ed uno scudetto da dedicare ai sei milioni di fan sparsi nel mondo. Bisogna solo assecondare i suoi legittimi desideri, bisogna che De Laurentiis, ora, faccia la sua parte.

 

(Credits: La Presse)

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Raffaele Auriemma Tifoso sfegatato del "Ciucciariello", è telecronista sportivo di Premium Sport, in cui racconta, con la sua inconfondibile voce, le partite del suo a... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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