LEO DICAPRIO, DA BUON CALIFORNIANO TUTTO LAKERS E MARE

LEO DICAPRIO, DA BUON CALIFORNIANO TUTTO LAKERS E MARE

LEO DICAPRIO, DA BUON CALIFORNIANO TUTTO LAKERS E MARE

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Chissà dove avrà trovato posto la maglia del Palermo che Victoria Cabello, all’epoca dei fatti inviata de “Le Iene” (era il 2005), gli riconsegnò nella scatola dei regali d’addio dopo aver definitivamente interrotto la loro relazione. Un indizio bello e buono per far sapere a tutti che si, anche Leo DiCaprio, in fondo ha un cuore che batte per il pallone. Perché mai abbia scelto proprio il Palermo, questo resta ancora oggi un mistero: magari sapeva che la maglia di quel Luca Toni un anno dopo sarebbe diventata davvero un oggetto da collezione, tenuto conto dei successi che l’attaccante avrebbe ottenuto sia a livello personale (la Scarpa d’Oro 2006), sia soprattutto a livello di squadra, col mondiale 2006 e i titolo conquistati con il Bayern in Germania. Sarebbe stato più credibile vederlo tifare Napoli, lui che ha antenati originari della Campania (precisamente di Alife, provincia di Caserta). Poco male: il calcio è comunque una passione, e Leo quel dono della ex non sembrò proprio volerlo rifiutare.

 

IL FALSO TWEET CONTRO ‘O NEY

Oggi che compie 47 anni (auguri), DiCaprio è più che mai una star a 360 gradi. Invidiato da tutto il mondo non solo per le sue interpretazioni sul set (l’ultima fatica, Don’t look up, è atteso su Netflix tra poco meno di un mese), ma anche per le tante belle donne avute e per gli appuntamenti mondani, sempre all’insegna della beneficienza e della solidarietà, con i quali ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale su tematiche legate anche all’ambiente e al sociale. Insomma, Leo è probabilmente il miglior attore della sua generazione, e come ogni buon italoamericano che si rispetti è anche un buon appassionato di sport. Già, ma sicuri che tifi Palermo? Nonostante nel board rosanero fino a poco tempo fa abbia figurato il newyorchese doc Tony Di Piazza, la risposta è certamente negativa. DiCaprio ha ben altre suggestioni legate al pallone: prima che il Covid fermasse il mondo e chiudesse gli stadi, non si era voluto perdere qualche bella sfida di Champions League che vedeva impegnate squadre del calibro di Paris Saint Germain e Liverpool. Addirittura fece rumore per un tweet, poi rivelatosi falso, nel quale criticava il brasiliano Neymar, reo di simulare e di essere pertanto “il miglior attore presente alla serata”. Ci cascò in pieno l’ex calciatore del Liverpool e della Roma Riise, ignorando che si trattasse di un fotomontaggio creato ad arte nella rete solo per il gusto di far ridere.

 

STAPLES CENTER, UNA SECONDA CASA

Più facile vedere DiCaprio in altri appuntamenti sportivi, rigorosamente seduto a bordo campo. Lo Staples Center, casa per eccellenza del popolo di Los Angeles, non poteva che essere uno dei suoi luoghi più frequentati: le gare interne dei Lakers, del resto, sono un’autentica parata di star. Leo non è che vada allo Staples tanto spesso, ma nelle serate che contano non si fa mancare nulla. C’era negli anni in cui i gialloviola dominavano con il duo composto da Shaq e Kobe, c’era anche quando a Hollywood è sbarcato LeBron, col quale condivide diversi ideali soprattutto a livello politico (entrambi sono sostenitori del partito democratico). Sempre col cappellino d’ordinanza in testa, con una marea di stemmi universitari sfoggiati a seconda dell’occasione e tante fidanzate ad accompagnarlo, da Gisele Bundchen (che sarebbe poi diventata la signora Brady) a Bar Rafaeli, sino a Camila Morrone, l’ultima ragazza in grado di conquistare il suo cuore. Il basket, in generale, è una delle disciplina che più di altre hanno affascinato Leo da giovane: una delle sue prime pellicole, The Basketball Diaries (in Italia conosciuta col titolo di Ritorno dal Nulla), lo vedeva protagonista nel ruolo di un giocatore segnato da problemi di dipendenza dall’eroina.

 

AVVENTURE ESTREME, ANCHE TROPPO

DiCaprio ha confessato solo da pochi anni di aver visto la morte in faccia quando, durante le registrazioni del documentario Before the Flood, per poco non stava per annegare durante un’immersione subacquea. A salvarlo contribuì in modo determinante l’amico e collega Edward Norton, ma in qualche modo Leo è sempre stato affascinato dal mondo marino, e in particolar modo da quello legato ai fondali. Certe volte però la ricerca ossessiva dell’adrenalina ha rischiato di tirargli brutti scherzi: in una intervista ha ammesso di aver rischiato di morire anche durante un volo con il paracadute, che si aprì in ritardo e appena prima di evitare una tragedia.

Da allora nessuno vuol più provare certe avventure estreme con me

ha ricordato tempo dopo, non senza mostrare un sorriso sul volto. DiCaprio peraltro da qualche mese è anche un testimonial di New Balance, il brand di abbigliamento e calzature che l’ha immortalato sul set dell’ultimo film proprio con un paio di 574 (il modello più famoso dell’azienda) ai piedi.

 

(Credits: Getty Image)

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