COUNTDOWN: NORRIE 10, LAZIO-INTER 4, 3 AI LADRI DI SCARPE, WANDA-ICARDI 1

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Il meglio e il peggio dello sport del fine settimana

Haitem Jabeur Fathallah, l’infinito

E’ morto a 32 anni il cestista della Fortitudo Messina: la notizia è arrivata dall’ospedale di Reggio Calabria dove era stato portato per un malore che lo aveva colpito in campo nella sfida contro la Dierre Reggio, valida per il campionato di Serie C Gold. Fathallah si è accasciato e ha perso i sensi prima che i soccorsi potessero intervenire. Nato ad Agrigento, vantava oltre 250 presenze nei campionati senior di basket.

Cameron Norrie 10

Il trionfo a Indian Wells gli vale il gradino più alto del podio. Percorso netto, quello dell’attuale numero 15 ATP, che ha sviluppato un gioco sempre migliore con il passare dei giorni. In campo dai trentaduesimi di finale, ha liquidato (lasciando sempre un set) Sandgren, Bautista, Paul. Poi, 2-0 netto, fatto fuori Schwartzman e  Dimitrov. In finale, vecchia legge del tennis sempre universale come quella nel calcio che chi sbaglia il primo calcio di rigore poi vince la serie, ha battuto in rimonta Basilashvili, concedendosi la passerella del terzo set, una pura formalità. Per Norrie: primo giocatore fuori dalla top 25 (ha iniziato il torneo col numero 26) a vincere a Indian Wells dopo Ivan Ljubicic nel 2010, primo Masters 1000, primo britannico in classifica Atp e scacco matto a Sinner, visto che coi punti guadagnati lo scavalca nel ranking Atp race che vale per l’accesso alle Finali di Torino. Chiedere di più, in così poco tempo, sarebbe un’offesa alla buona sorte.

Lewandowski 9 e il Bayern Monaco 8

Dategli il pallone d’Oro, altrimenti né si rimedia al maltolto di un anno fa, quando gli sarebbe spettato di diritto e non l’ha avuto nessuno, né si rende giustizia a un campione intramontabile che ha pochi eguali al mondo da diverse stagioni. Ancora due reti firmate da Robert Lewandowski nel 5-1 esterno rifilato al Bayer Leverkusen da quella macchina da gol che è il Bayern Monaco. Anche in questo caso, club eguagliato da pochi altri se si analizza l’andamento del decennio che ha preceduto. Progettualità, linea verde, un campione alla volta in barba all’allenatore di turno. Chiunque si sieda su quella panchina, stavolta il fortunato è Nagelsmann, fa benissimo. Chapeau.

Spalletti e il Napoli 8

Un punto per ogni vittoria in campionato. Enplein, filotto di otto successi in altrettante gare e testa della classifica con 24 punti all’attivo. Luciano Spalletti è partito alla grande e sul fatto che il tecnico toscano potesse imprimere una marcia trionfale sotto il Vesuvio vi erano pochi dubbi. Perché a Napoli, negli ultimi anni, sono passati grandi allenatori – Benitez, Sarri e Ancelotti su tutti – e ciascuno, a modo suo a impresso un marchio. Merito di un club che, nonostante i giudizi non sempre positivi su Aurelio De Laurentiis, dimostra di avere le idee chiare e di dare seguito ai progetti cominciati, anche quando gli eventi diventano più negativi. Uomini chiave al posto giusto, tecnici competenti (vale per tutti il nome di Giuntoli), rosa all’altezza con elementi di spicco che ne sono una ossatura: Koulibaly, Insigne, Osihmen. Intorno a loro, ottimi interpreti che garantiscono equilibrio, sostanza, affidabilità, serietà e attaccamento alla maglia. Il tocco di Spalletti si vede eccome: squadra solida, bilanciata, veloce. Resta da capire se stavolta a Spalletti riesca l’impresa di assicurare continuità ai risultati senza perdere, alla lunga, pezzi per strada. 

Ai maratoneti 8

Il keniano Elisha Rotich, ha vinto la maratona umini di Parigi in 2 ore 4 minuti e 23 secondi; quella donne è andata all’etiope Tigist Memuye. L’etiope Tola Abdera Adisa con il tempo di 59’54 ha vinto la 46 la RomaOstia Half Marathon, precedendo l’italiano Daniele Meucci. Tra le donne la keniana Joyce Tele ha vinto in volata con 1.06.35 sulla connazionale Betty Kibet Chepkemoi. Quale fatica e abnegazione vi sia dietro la disciplina lo può capire, forse, solo un runner. E non è mica vero che la strada è sempre dalla tua parte: a volte elegante, sembra si sia vestita a sera per te. A volte balorda, sembra si prenda gioco di te.

Warholm e Hassan 8

Il norvegese Karsten Warholm –  fenomeno dei 400 ostacoli e detentore del record del mondo conquistato a Tokyo 2020 – e l’olandese Sifan Hassan – fuoriclasse del mezzofondo, vincitrice di due medaglie d’oro nei 5000 e 10.000 ai Giochi giapponesi – sono gli atleti europei dell’anno per il 2021 incoronati nella serata dei premi Golden Tracks a Losanna. Niente da fare per Marcell Jacobs, protagonista della doppia impresa d’oro alle Olimpiadi con il trionfo nei 100 metri e nella 4×100 metri, che era tra i nominati ma è tornato a casa a mani vuote.

Lazio-Inter 4

Passi tutta la settimana lavorativa dove non vedi l’ora di goderti il weekend sul tuo amato divano, saltellando tra un campionato di calcio e l’altro come se tu fossi un critico sportivo degno di nota. Dopo lo stress che già è alle stelle dopo l’ansia da prestazione per capire su quale piattaforma potrai vedere le partite e se una di queste piattaforme decide di funzionare o no, arrivi alle 18 del sabato, sei lì, buono buono a gustarti la tua serata calcistica in tranquillità pronto per goderti il primo dei due big match di questa giornata di Serie A. Entrano in campo i giocatori, la partita inizia, si gioca. Perisic su rigore, vantaggio Inter. Fine primo tempo. Ripresa. Immobile su rigore. La Lazio pareggia. Ora la partita si fa più interessante. Felipe Anderson all’81’ segna il gol del 2-1 e da lì, succede di tutto. Praticamente se qualcuno in quel momento è andato al bagno ha lasciato una partita di calcio per ritrovarsi una di pugilato. Sport molto bello, per carità, ma tu volevi vedere una partita di pallone. In sintesi: la partita è finita 3-1, abbiamo visto un cartellino rosso, nove gialli e 25 falli fischiati. Per fortuna che sono gemellati, sennò erano dolori veri, botte da orbi come in quel famoso incontro tra McGregor e Facchinetti. Ma questa è un’altra storia.

Ai ladri di scarpe di Indian Wells 3

A Firenze un ladro misterioso entra nei negozi di calzature e ruba sempre una sola scarpa. Perché? Riuscirà il commissario Tentenna a risolvere il caso? 

È il sunto di un libro di Marco Lovato ma quel personaggio, entrato a far parte della letteratura moderna, ha deciso di saltare giù dalle pagine dei libri e farsi un giro nella vita vera. Anche a Cameron Norrie durante il torneo di Indian Wells è accaduto quanto capitato a Andy Murray: al vincitore, tuttavia, hanno portato via solo le scarpe (tre paia) mentre a Murray anche l’anello nuziale (bottino poi prontamente restituito dopo un appello social). Qualcuno ha preso di mira gli inglesi? Qualche nottambulo accumula snickers per poi rivenderle su internet? In attesa che il commissario Tentenna decida di intraprendere questo nuovo viaggio Oltreoceano, si spera almeno che ne faccia buon uso chi ne ha bisogno. Le attenuanti, certo, non cancellano il reato ma lo connotano sotto differenti prospettive. 

Wanda e Icardi 1

Lei trova lui, lui non la rispetta e va con altre allora lei cede alle lusinghe dell’amico di lui, con cui giocava insieme. Poi lui e l’altro lui cominciano a giocare in squadre diverse ma lei, che intanto s’è lasciata con lui, segue l’altro lui in capo al mondo. Fanno figli, filmini per i social, foto che diventano spaccati di vita, lei comincia a curare gli interessi professionali dell’altro lui e non è che gli faccia proprio dei gran favori perché intanto l’altro lui s’è messo contro mezza squadra per le frasi sibilline di lei, che si mette in moto per trovare un altro club all’altro lui. Sotto la torre Eiffel – lei e l’altro lui – sono dei gran romanticoni e ogni tanto tornano a riposarsi nell’attico milanese con piscina vista San Siro. Poi, un giorno, mentre l’altro lui è incasinato con la squadra di club perché nel gruppo degli argentini come lui è entrato anche un certo Messi – che era amico di lui e di riflesso nemico dell’altro lui – lei twitta una frase sibillina in cui si capisce che tra lei e l’altro lui è tutto finito. Colpa dell’altro lui, che ha incontrato l’altra lei: argentina come lei, anche l’altra lei. Lei prima scrive e poi cancella. Poi riscrive e posta una foto in cui lei è senza anello e le pare che la mano sia molto più bella così. L’altro lui non dice nulla, tace. Sarà con l’altra lei? E lui, nel frattempo, che fine avrà fatto, dopo essere sparito e non aver fatto più parlare di sé se non le volte che aveva voglia di rivedere i suoi figli, che vivono con lei e l’altro lui insieme ai figli avuti successivamente dall’altro lui con lei? Intanto l’altro lui sul campo non è che proprio faccia sfracelli e per molti non è altri se non il compagno di lei, che nel frattempo è diventata più famosa di lui e dell’altro lui. TO BE CONTINUED…

Conor McGregor, ma perché?

Vale quanto detto in altre occasioni. I grandi pugili si rendono onore tra loro nel modo che conoscono quando salgono sul ring. E che ogni pugile degno di questo nome disconosce quando scende dal ring. L’ultima presunta aggressione (ci sono fior di testimoni ma il condizionale resta d’obbligo non conoscendo i fatti, se ne occuperà la magistratura) di Conor McGregor ai danni di Francesco Facchinetti consente al campione dell’MMA di tornare alla ribalta per eventi che non hanno nulla a che fare con lo sport. Nel corso dell’ultimo week end, McGregor era a Roma e pare non si sia fatto mancare nulla: in Vaticano per il battesimo dell’ultimogenito, una festa con aggressione a Facchinetti, un saluto all’allenatore della Roma José Mourinho e una sera in compagnia di Johnny Depp a sorseggiare un whisky prodotto dall’irlandese. Tra diavolo e acquasanta. Dev’essere come dicono i nonni: avvezzi allo shottino, poi si perde la brocca.    

(Credits: Getty Image)

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