SERIE A, IL PAGELLONE DELLA TREDICESIMA GIORNATA

SERIE A, IL PAGELLONE DELLA TREDICESIMA GIORNATA

SERIE A, IL PAGELLONE DELLA TREDICESIMA GIORNATA

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Dopo un’attenta analisi sulla giornata passata di Serie A, pare cosa buona e giusta stilare una sorta di pagellone. Tanto per farvi capire meglio a che livelli siamo: perché non siamo qui ad asciugare l’acqua sugli scogli.

I MIGLIORI

9

per l’Inter di Inzaghi che ospita il Napoli di Spalletti in un incontro senza esclusione di colpi. Nel vero senso della parola. La partita qui la fa principalmente l’Inter che ha iniziato il match consapevole di giocare contro la prima della classe, mica una a caso, quindi già la tensione era alle stelle perché come sbagli un match c’è subito un’altra lì pronta a prendere il tuo posto. Così giusto per viverla in maniera serena. Lautaro fa gol e chiede scusa ai suoi tifosi per il rigore sbagliato nel derby contro il Milan ed è tutto talmente poetico che non vorremmo che vi foste persi il miracolo di Handanovic sul tiro di Mario Rui. Ma tranquilli, anche Samir non se ne era accorto.

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anche alla Fiorentina. Andando a ritroso c’è da scorrere parecchio per trovare una prestazione bella come quella contro il Milan. Poi, insomma, non è che giocavano contro gli amatori Oratorio Lainate, eh. Giusto con la prima in classifica e con un armadio svedese a 7 ante che ha fatto pure doppietta ma non è bastato.
Come ciliegina sulla torta, abbiamo visto un Vlahovic mostruoso, che si conferma una delle punte migliori d’Europa che i trapani della Bosch possono solo che inviare.

8

all’Atalanta. La Dea è lì, quarta a 3 punti dall’Inter. Ospita lo Spezia di Thiago Motta, segna 5 gol, mette in ombra gli ospiti, li rispedisce a casa e Motta a fine partita dichiara “Gasperini è il mio esempio”. Tutta questa bontà d’animo nemmeno nella casa nella prateria. Motta insegnaci a vivere.

8

al Venezia. Cioè, non solo ha vinto la scorsa giornata contro la Roma, ma anche in trasferta a Bologna! Hai capito il Venezia, tutto zitto zitto che in due giornate guadagna 6 punti. Bisogna vedere se è un momento particolarmente buono come quando a scuola ti interrogavano sull’unico argomento dove sei stato attento (più comunemente chiamata botta di c**o) o se invece potrebbe essere una vera e propria spina nel fianco per molte squadre. Ma qui, come diceva il buon Battisti “lo scopriremo solo vivendo”.

7

alla Roma. Buoni lì che forse si riprende. La squadra di Mourinho va a Genova, gioca un primo tempo dove di emozionante c’è stato giusto il fischio dell’intervallo. Poi rientrano, al 75’ Mou decide di far entrare Felix al posto di Shomurodov e taaaaac: scacco matto! Felix fa doppietta e porta i 3 punti nella capitale. Ma non è finita qui: l’attaccante del 2003, come tutti i diciottenni, desiderava tanto un paio di scarpe, poi fa doppietta e Mou, colto da una sorta di istinto paterno, gliele compra…e Babbo Natale MUTO.

7

alla Juve. La Vecchia Signora è come la Panda 750: non molla mai. Quando pensi che non è più il giaguaro di una volta, lei prende e ti fa doppietta contro la Lazio dell’ex Sarri. Così, tanto per non farti mai dormire sonni tranquilli.

7

alla Sampdoria. Dopo giorni in cui si parlava della panchina che ballava la tarantella di D’Aversa, la Doria ti tira fuori questa vittoria fondamentale contro la Salernitana. Le buone prestazioni vanno premiate, ma la strada è ancora lunga e piena di buche che via Togliatti a Roma è niente in confronto.

Un 6 politico

lo diamo a Sassuolo e Cagliari che hanno fatto il proprio compitino ma senza emozionare. Non ci scomponiamo troppo e rimaniamo neutri come la Svizzera attendendo prestazioni più rilevanti per assegnare un voto diverso. Siamo come i prof di educazione fisica. Valutiamo e valutiamo, poi in fase di scrutini ci dobbiamo esporre e non regaleremo niente a nessuno che non siamo la Befana.

I PEGGIORI

5

al Napoli. La partita contro l’Inter sta tutta nella reazione di Spalletti al gol sbagliato da Mertens che avrebbe regalato almeno un punto ai partenopei: spalmato a terra come lo stracchino sul pane. Ti si capisce Luciano, ci siamo sentiti tutti lo stracchino sul pane almeno una volta nella vita. Ma potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere. (cit)

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al Milan. La doppietta speranza di Ibra è stata utile come la forchetta nel brodo, ma sarà per la prossima. Magari meglio fare un controllo prima ai guantoni di Tătărușanu che se sono di nuovo cosparsi d’olio come sabato scorso, riprendere un gol come il primo della Fiorentina è un volo.

5

alla Lazio. La Nord omaggia Immobile, lui si commuove e vediamo lacrime sincere da parte di chi alla Lazio ha dato tanto. Poi La Juve vince all’Olimpico e finisce lì tutta la poesia.

4.5

a Salernitana, Bologna, Genoa, Spezia. Nessuna di queste si merita la sufficienza, ma noi vogliamo comunque essere positivi e sperare che sia stata solo una giornata storta e niente più. Ma potevamo anche dire qualcosina in più e allora sarà quel che sarà. Chi vivrà vedrà. Oggi ci sei, domani chissà. Non ci sono più le mezze stagioni. Il nuoto è uno sport completo. Si stava meglio quando si stava peggio. Sono sempre i migliori che se ne vanno. Qui una volta era tutta campagna. Non è tanto il caldo quanto l’umidità.

TOP MOMENT DELLA GIORNATA

10

per il RITORNO DI SHEVCHENKO IN SERIE A alla guida del Genoa. Non è andata benissimo, ma vedere Sheva in campo è come la parmigiana della nonna la domenica: ti emozioni solo a guardarla.

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a Vlahovic che segna una doppietta contro la squadra dove gioca il suo mito Ibrahimovic. Per fortuna è il suo mito, pensa se non gli piaceva quanti ne poteva fare.

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come i minuti filati di partita che siamo riusciti a vedere senza interruzioni. Se è vero che la pazienza è la virtù dei forti, noi siamo una generazione di invincibili. Anche questa giornata, DAZN ha forgiato i nostri caratteri mettendo a dura prova quel servizio di tazzine da caffè del 1912 messo in bella mostra sul mobile accanto alla tv.
Salvo anche questa volta!

(Credits: Getty Image)

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