PAOLA CORTELLESI E LA ROMA, UN AMORE FIGLIO DEL CAPITANO

PAOLA CORTELLESI E LA ROMA, UN AMORE FIGLIO DEL CAPITANO

PAOLA CORTELLESI E LA ROMA, UN AMORE FIGLIO DEL CAPITANO

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“Perché tifo Roma? Beh, a casa mia quell’altra squadra della capitale non poteva nemmeno essere nominata…”.

A mali estremi, estremi rimedi, avrà pensato Paola Cortellesi prima di guardarsi dallo scegliere la squadra giusta per cui tifare. Non che di calcio gliene importi poi chissà quanto: la passione per i colori giallorossi, se possibile, è stata più un’induzione che una vera e propria scelta.

È vero, non sono una grande appassionata, ma come tutti seguo un po’ le vicende calcistiche e di conseguenza una direzione la dovevo prendere. La Roma mi è sempre stata simpatica, ancor più quando è salito alla ribalta Francesco Totti, per il quale come ogni romano che si rispetti ho avuto una sorta di venerazione da subito. Quindi alla fine è stato facile per me affezionarmi alla Roma, ma è chiaro che se così non fosse stato noi avrei più potuto mettere piede in casa, sennò mio padre e mio fratello me l’avrebbero fatta pagare….

LA VERA “ROMANA DE ROMA”

Quarant’otto anni compiuti proprio il 24 novembre, Paola è più che mai una delle attrici e delle artiste più in voga da decenni nel variopinto mondo della tv italiana. Romana doc, e appunto romanista, s’è fatta conoscere al grande pubblico inizialmente come cantante (era sua la voce di Cacao Meravigliao, portata al successo nel corso di “Indietro Tutta” di Renzo Arbore a metà degli anni ’80), ma soprattutto come parodista e imitatrice all’interno dei Mai dire gol, col quale ha cominciato a collaborare alla fine del secolo scorso. La notorietà guadagnata negli anni in cui ha collaborato con la Gialappa’s Band gli ha di fatto aperto strade sin lì mica facili da esplorare: il cinema innanzitutto, che l’ha selezionata spesso per ruolo tanto comici, quanto drammatici. E ancora il teatro e la televisione, dove ha trovato una sua dimensione come conduttrice divenendo sempre più popolare. Sposata dal 2011 con lo sceneggiatore Riccardo Milani, ha una figlia (Laura) nata nel 2013.

LA NOTTE DELLO SCUDETTO, E CHI SE LA SCORDA PIÙ…

Nei ricordi di gioventù di Paola c’è spazio anche per il calcio, naturalmente a tinte giallorosse. Come la notte del 17 giugno 2001, quella del terzo (e sin qui ultimo) scudetto della storia romanista.

Dopo la partita col Parma, ricordo che partimmo con le mie amiche e andammo a far festa in centro fino all’alba. Fu una notte indimenticabile, divertente come poche altre ne ho vissute in tutta la mia vita. E mi piacerebbe un giorno riviverla, magari dopo aver visto alzare una… Champions.

Già, quella coppa che pure a Roma hanno visto passare davanti ai propri occhi nel 1984, portata via ai rigori dal Liverpool in una notte (quella si) stregata come nessun’altra. Sulla Roma di oggi ancora la Cortellesi non s’è espressa. D’altronde lei è rimasta affezionata a quella di Totti, e adesso che sono trascorsi quattro anni e mezzo dall’ultima volta in cui il capitano ha vestito la maglia giallorossa, magari anche un po’ del fuoco sacro della passione è andato affievolendo.

Ciò che mi commuove sono il talento e il carisma, lui incarna il talento della romanità più bella”, scrisse sulle colonne del Corriere della Sera l’indomani dell’ultima gara giocata dal numero 10, quella contro il Genoa del 28 maggio 2017, non prima di aver postato su Twitter una foto di Francesco con la maglia numero 10 e un “Grazie, immenso campione.

In fondo, se negli ultimi venti anni una delle domande più frequenti uscite dalla bocca dell’artista è stata “che ha fatto la Roma”, molto del merito è da attribuire proprio al fascino esercitato dal capitano. Icona a suo modo di Roma, tanto quanto la Cortellesi è destinata a diventarlo sotto un’altra veste.

(Credits: Getty Image)

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