Pelé, una canzone per i suoi ottant’anni

Pelé, una canzone per i suoi ottant’anni

Pelé, una canzone per i suoi ottant’anni

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Che con i piedi sia un portento della natura è ormai cosa nota da oltre mezzo secolo, meno celebri invece sono le sue incursioni nel mondo della musica. Nella singolare veste di cantante Edson Arantes do Nascimento, per tutti Pelé, c’è però finito in più di un’occasione, sempre più per divertimento che per intraprendere una nuova professione artistica. Un’attività ripetuta anche in vista del suo ottantesimo compleanno, il 23 ottobre, con il brano “Acredita no véio”, ovvero “Ascolta il vecchio”.

Come cantante, il numero 10 più famoso del mondo, non vuole fare certo paragoni scomodi con le sue qualità calcistiche, precisando che si tratta di una passione che si porta dietro fin dalla gioventù, ammaliato dai ritmi brasileiri di samba e bossanova. Già nel 1977 l’asso della Seleção aveva pubblicato un singolo dall’eloquente titolo “Meu Mundo É Uma Bola”, con tanto di foto di copertina in compagnia di pallone e chitarra.

La nuova “Acredita no véio” in collaborazione con il duo messicano vincitore del Grammy Rodrigo y Gabriela è in realtà una rivisitazione di un brano composto nel 2005 dallo stesso Pelé con il suo partner musicale abituale, il musicista e arrangiatore Ruria Duprat, noto ai più per il suo lavoro con Diana Krall e Ron Carter. Una canzone che affonda in una memoria lontana, quando l’asso brasiliano militava nel Santos. “Il nostro allenatore diceva che le sconfitte erano sempre colpa dei giocatori”, ha infatti ricordato il calciatore presentando il suo nuovo progetto, chiarendo poi un altro dettaglio: “Ma le vittorie erano figlie della macumba, la magia nera. Nella canzone scherzo su questa cosa: ovviamente con la macumba non si vince in ogni caso“.

Dal canto loro, i chitarristi Rodrigo Sànchez e Gabriela Quintero hanno aggiunto: “Essendo cresciuti a Città del Messico abbiamo sentito moltissime storie sulla vittoria di Pelé e della sua leggendaria nazionale ai mondiali di calcio del 1970 – lo storico 4-1 ai danni dell’Italia, ndr – che si svolsero proprio nel nostro paese. Per noi è stato un onore collaborare con lui”.

Una sorpresa quindi per i due musicisti e un po’ anche per il mondo intero, scoprire di avere a che fare non solo con il più grande giocatore di tutti i tempi, ma anche con un cantautore ironico e sensibile.

 

(Credits: Getty Images)

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Marco Di Milia Giornalista e autore, pieno di polvere e dischi. Ha trascorso molto tempo in compagnia di uno splendido mangiadischi rosso portatile, ascoltando il su... VAI ALLA PAGINA AUTORE