L’isola di Gazza

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L’isola di Gazza

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Quando c’è di mezzo Paul Gascoigne i colpi di testa non mancano di certo. Pure quando si tratta di un reality show in Honduras. L’ex centrocampista della Lazio sarà infatti uno dei protagonisti della nuova edizione de “L’Isola dei Famosi”, al via proprio questa sera, 15 marzo 2021. Con un cast di stelle e stelline al solito piuttosto variegato con Angela Melillo, Beppe Braida, Brando Giorgi, Daniela Martani, Drusilla Gucci Ludolf, Elisa Isoardi, Visconte Ferdinando Guglielmotti, Francesca Lodo, Gilles Rocca, Roberto Ciufoli, Vera Gemma, Valentina Persia, Miryea Stabile e un montepremi di 100.000 euro in gettoni d’oro (di cui la metà da destinare a un ente benefico a scelta del vincitore), il mitico Gazza proverà a suo modo a liberarsi dai soliti fantasmi che lo accompagnano da una vita, dentro e fuori dal campo.

Così, il giocatore che riuscì ad ammonire un arbitro – era il 30 novembre 1995, quando Gascoigne, in formazione nei Rangers, raccolse il cartellino giallo perso nel rettangolo di gioco dall’arbitro, mimandone il gesto per restituirlo al legittimo proprietario, ricavando, tra le risate di tutto lo stadio, un’ammonizione, questa volta del tutto regolare – ritorna ancora una volta ad essere un protagonista di primo piano, circondato da quelle telecamere che tanto ha amato da calciatore. Proprio come ha avuto modo di dimostrare nei suoi anni alla Lazio, dal 1992 al 1995, e poi nei Glasgow Rangers e nel Middlesbrough, tra colpi di testa, buffonate e un animo da eterno fanciullino incompreso, Gazza è stato coinvolto in lungo flirt con il centro dell’attenzione, trasformando il più delle volte le sue bizzarre gag in perle di follia tragicomica dove l’eccesso è stata quasi sempre la regola.

Come quando festeggiò il proprio passaggio al Tottenham con un party lungo tre giorni e trentotto bottiglie di Dom Perignon, oppure quando arrivò in campo con una criniera leonina di oltre 200 ciocche di capelli rossicci applicata direttamente alla sua chioma già diradata. “Volevo assomigliare a Mick Hucknall, il cantante dei Simply Red e invece sembro mia madre negli anni Quaranta”, fu la sua uscita durante le sue apparizioni pubbliche, secondo un collaudato umorismo da pub che non ha mai smesso di assecondare. Fin dalle giovanili nel Newcastle non si è mai fatto mancare un carattere ai limiti surreale, tanto che il presidente lo descrisse presto come “un George Best senza cervello”, da una parte facendogli un complimento incredibile da calciatore e dall’altra molto meno come individuo.

Nei suoi anni d’oro ha formato con Dino Zoff una delle più improbabili coppie comiche non solo del calcio, ma dell’entertainment in generale. Con il portiere dell’Italia del 1982 si è spesso accompagnato in autobus, anche se completamente nudo, e ne ha ogni volta esaltato la sua proverbiale inflessibilità. Un po’ come Benny Hill con il malcapitato Jackie Wright, l’anziano che ne subiva di ogni, a cominciare dai colpetti sulla testa calva, Paul è stato autore di prodezze impossibili, velate da una patina di drammatica follia che ne hanno caratterizzato tutta l’attività agonistica. D’altronde, chi altro avrebbe potuto picchiettare la capoccia di un distinto e attempato signore entrato negli spogliatoi, che altri non era che Gianni Agnelli, o chi durante un silenzio stampa poteva rilasciare un discreto ruttino ai giornalisti, o, ancora, allenarsi vestito da Orso Baloo, affidare il fischietto di Mister Zeman a un tacchino? Estroso sempre e ovunque, anche quando si propose ai suoi compagni del Tottenham per recuperare una palla lanciato un po’ troppo oltre i confini del centro sportivo e tornare dopo due giorni, esclamando trionfante. “l’ho presa!”.

Di “gazzate” è pieno l’intero curriculum di Paul, capace di infarcire tutta un’intera carriera di stravizi, galloni di alcol e diete sregolate di ogni sorta – “Gascoigne ha fatto più di chiunque altro per il Mars dai tempi di Marianne Faithfull”, ha osservato maliziosamente l’Indipendent nel 1988 (…e se le cronache dicono che forse l’episodio della Fathfull non è mai accaduto, resta comunque una delle migliori perle rock, anche a distanza di oltre cinquant’anni). Gazza nel mondo del pallone rappresenta così un personaggio unico nel suo genere, un giocatore che si è divertito a trasformare ogni sua impresa, agonistica e non, in una gran pagliacciata, malgrado un talento eccezionale mai davvero espresso a pieno regime a causa dalle sue stesse pericolose inclinazioni. La partecipazione al nuovo show di Canale 5, restituisce ora l’immagine di un ex sportivo reduce soprattutto dall’essere proprio Paul Gascoigne, che dopo aver sfidato la vita per oltre cinquant’anni prova a rimettersi in gioco sopravvivendo a uno spettacolo televisivo ambientato in un’isola deserta. E chissà se, per uno che di prove letali ne ha passate tante, nella spiaggia dell’Isola non possa ritrovare il ragazzino ingenuo che è stato un tempo. Quello che si era innamorato del calcio.

 
(Credits: Getty Images)

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