Leonardo da Vinci. Un genio eterno, a cavallo di 5 secoli.

Leonardo da Vinci. Un genio eterno, a cavallo di 5 secoli.

Leonardo da Vinci. Un genio eterno, a cavallo di 5 secoli.

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Genio è un titolo troppo spesso abusato e invece meriterebbe parsimonia.
A meno che tu non abbia segnato il gol più bello di sempre e non ti chiami Diego Armando Maradona. A meno che tu non abbia riscritto le regole della fisica, rivoluzionato l’estetica dell’arte o il pensiero astratto, l’ingegneria o la meccanica, mettiti il cuore in pace: non sei un genio.

Se invece queste cose (con l’eccezione del gol) le hai fatte tutte insieme, allora non sei semplicemente un genio. Sei Leonardo Da Vinci.

A 500 anni dalla morte, Milano celebra la creatività visionaria di un innovatore senza uguali: Leonardo ha inventato la prospettiva aerea in pittura, ha progettato il primo elicottero, il primo paracadute e persino – udite udite! – il primo monumento equestre a un nobile condottiero… SENZA NOBILE CONDOTTIERO.

Sì, avete capito bene.

La storia è più o meno questa: nel 1482 Ludovico Sforza, signore di Milano, commissiona a Leonardo una statua in memoria del padre Francesco. Il Genio ci lavora per più di 10 anni. All’inizio progetta un tipico cavallo rampante con Francesco Sforza in groppa, ma nel 1491, giunge ad un cavallo su 4 zampe e senza cavaliere.

Perché? Per le dimensioni del progetto. 7 metri d’altezza per 15 tonnellate di bronzo, un colosso tale che le sole zampe posteriori non avrebbero retto. La più grade statua equestre del mondo, tanto maestosa da convincere il committente Ludovico ad accettarla come simbolo della magnificenza del padre, anche se del padre non v’era più traccia.

Purtroppo, quel progetto rivoluzionario non vide mai la luce. La minaccia di un’invasione francese spinse Milano a forgiare cannoni piuttosto che statue e del colosso rimase un modello in creta, distrutto più tardi proprio dai Francesi a colpi di balestra.

Quasi 5 secoli dopo, nel 1977, Charles Dent, un americano affascinato dal Cavallo incompiuto, riuscì a raccogliere i fondi per compiere l’opera. La statua, realizzata dalla scultrice Nina Akamu sui disegni originali, venne donata alla città di Milano nel ’99 ed è esposta da allora presso l’Ippodromo Snai San Siro.

Attorno a questo monumento straordinario, l’unico esistente su progetto di Leonardo, Snaitech, proprietaria dell’ippodromo, ha pensato a un programma degno della fantasia multiforme del Genio vinciano.

Si parte il 10 aprile con il Grand Opening all’Ippodromo: un DJ set internazionale, proiezioni spettacolari e l’inaugurazione di una serie di iniziative che dureranno fino a novembre.

Volete scoprirle o siete patiti di misteri tipo Codice da Vinci?

Innanzitutto, saranno realizzate 13 riproduzioni in scala del cavallo leonardesco, reinterpretate da altrettanti artisti contemporanei. In mostra all’Ippodromo per tutta la durata della Milano Design Week, verranno poi disseminate in vari punti della città: per scovarle potrete usare la App Leonardo Horse Project.

Sempre all’ippodromo potrà essere visitata una mostra multimediale realizzata in collaborazione con il Museo della Battaglia di Anghiari: gli studi anatomici sul cavallo, gli schizzi, i disegni e i cartoni preparatori della battaglia saranno il punto di partenza per esplorare una delle menti più brillanti della storia.

E per intraprendere questo viaggio a cavallo di 5 secoli, tra il progetto originale del primo designer della storia e le sue rivisitazioni contemporanee, basterà scaricare la App Leonardo Horse Project. Sia il Cavallo di Leonardo che le 13 reinterpretazioni d’artista, inquadrate con lo smartphone, prenderanno vita in un’esperienza in realtà aumentata: l’unica con la quale si possa raccontare davvero un Genio così grande.

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Roberto Tarditi Autore SNAI che tratta tutti gli sport, con le quote, presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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