Oscar 2021 | Tra favoriti e underdog

Oscar 2021 | Tra favoriti e underdog

Oscar 2021 | Tra favoriti e underdog

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Mentre in Italia s’intravede uno spiraglio per la riapertura delle sale, Los Angeles plays itself con i Premi Oscar di questa travagliata stagione cinematografica. Tra titoli rimandati a data da destinarsi e posticipi forzati, l’intima serata di gala con solo 170 invitati “in presenza” si svolgerà tra diverse location dalla città degli angeli. Ricco il parterre di divi che calcheranno il palco del Dolby Theatre: tra le star confermate presenzieranno Brad Pitt, Halle Berry, Reese Witherspoon, Renée Zellweger, Joaquin Phoenix, Harrison Ford e Laura Dern.

 

MIGLIOR FILM, NOMADLAND IN POLE POSITION
La statuetta più ambita sembra essere destinata all’opera della regista cinese Chloé Zaho. Nomadland, interpretato da una splendida Frances MacDormand, ha già fatto incetta di numerosi premi collaterali dell’industria hollywoodiana e dovrebbe sbaragliare la concorrenza anche agli Oscar.

Attenzione però a dare tutto per scontato: ricorderete nella scorsa edizione l’incredibile vittoria del film coreano Parasite. Partiva da underdog rispetto a C’era una volta a… Hollywood, 1917 e soprattutto Joker. Potrebbe aver senso puntare su Minari, vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance e del Golden Globe al miglior film straniero. Si tratta di una produzione americana (produttore: Brad Pitt), sull’emigrazione e l’adattamento di una famiglia coreana negli anni ’80, sotto l’egida del neoliberismo reaganiano.

Anche se dato come secondo favorito, non crediamo che Il processo ai Chicago 7, scritto e diretto dalla vecchia volpe Aaron Sorkin, riesca a spuntarla nella principale categoria. In epoca #metoo, va tenuta sott’occhio lascalata nei pronostici di Una donna promettente, un revenge movie che non fa sconti allo spettatore e mette sul tavolo tematiche che potrebbero far traballare le decisioni dell’Academy.

 

REGIA, ATTORE PROTAGONISTA E NON PROTAGONISTA
Non ci dilunghiamo troppo su queste categorie che non dovrebbero riservare sorprese. Per la regia è ancora Nomadland di Chloe Zaho a essere il favorito. Segue con un netto distacco David Fincher con il grandeur dell’Hollywood che fu in Mank.

Come attore non protagonista aspettiamoci l’Oscar postumo a Chadwick Boseman per Ma Rainey’s Black Bottom, già vincitore del Golden Globe e del Critics’ Choice Award. Difficile per Anthony Hopkins, in nomination con lo struggente The Father, scalzare la vittoria dell’attore afroamericano.

Dovrebbe avere vita facile anche Daniel Kaluuya nella categoria di miglior attore non protagonista per la sua interpretazione del leader delle Black Panther Fred Hampton nel biopic Judas and the Black Messiah.

 

MIGLIOR ATTRICE, VIOLA DAVIS O CAREY MULLIGAN?
Probabilmente la sezione con più punti interrogativi.
Partiamo dalla bellissima Vanessa Kirby, vincitrice della Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia, e candidata con l’ottimo Pieces of a Woman: ha poche probabilità di vittoria.

La statuetta infatti sarà contesa dalle altre quattro candidate: Carey Mulligan (Una donna promettente) e Viola Davis (Ma Rainey’s Black Bottom) tra le principali favorite, con la prima che sta risalendo nelle valutazioni degli analisti.

Subito dopo troviamo Frances MacDormand (Nomadland) e Day Andra (The United States vs. Billie Holyday), ma crediamo che sarà un testa a testa tra le prime due.

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Per la miglior sceneggiatura originale la sfida è tra Il processo a Chicago 7 e Una donna promettente.

Di solito l’Academy, soprattutto negli ultimi anni, compensa le premiazioni: di conseguenza, se Una donna promettente riuscirà a conquistare qualche statuetta in altre categorie, è molto probabile che il film di Sorkin possa spuntarla.

 

PREMI TECNICI
Cristopher Nolan con il suo Tenet ha la chance di portarsi a casa la statuetta per i miglior effetti speciali, mentre l’Italia compare nella categoria per il miglior trucco e acconciatura con il Pinocchio di Matteo Garrone.

Parte da seconda favorita invece Laura Pausini che ha conquistato la nomination alla Miglior Canzone con Io sì (seen) per il film La vinta davanti a sé. Per la cantante italiana, che si esibirà durante la serata, sarà un testa a testa con Speak Now di Leslie Odom Jr. per Quella notte a Miami.

Trent Reznor e Atticus Ros potranno metter le mani sul loro secondo Oscar per la Miglior Colonna Sonora di Soul, dopo aver conquistato la statuetta nel 2011 per The Social Network.

 

(Credits: Getty Images)

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