Sanremo 2021 | La serata delle canzoni d’autore

Sanremo 2021 | La serata delle canzoni d’autore

Sanremo 2021 | La serata delle canzoni d’autore

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Niente pallone questa volta sul campo luccicoso dell’Ariston. In osservanza dell’antica regola non scritta dei campetti infatti il proprietario del pallone, una volta lontano dal rettangolo di gioco, ha sempre il diritto di portarsi via la palla, sia essa di cuoio, di gomma, o anche di spugna. E così ha fatto Avincola, fuori dalla competizione insieme alla sua sfera bianca e nera, nonostante un brano intitolato calcisticamente “Goal!”. Perciò in una serata senza particolari guizzi, a tenere banco è stato il dinamico duo Amedeus – Fiorello, affiancati per l’occasione da un’emozionata Elodie, in veste di co-conduttrice e ospite cantante. Le sue performance, su un medley-mash up dei successi di Sanremo e della musica internazionale prima e poi in “Mai così” di Mina in chiusura con il trio jazz dei suoi anni di gavetta, sono stati dei momenti di sincera qualità in uno scenario altrimenti piuttosto avaro di grande bellezza.

Partendo subito in quarta con una gag à la Achille Lauro di Fiorello, la sfida degli altri quattro giovani – passano in finale Davide Shorty e Wrongonyou, i due meno giovani del lotto, ma di certo anche più preparati. Peccato per Greta Zuccoli, mentre per i Gemelli Dellai, il risultato ottenuto pare già ampiamente incredibile – e innumerevoli frizzi e lazzi in caduta libera di ascolti, le 13 canzoni in gara sono state spalmate su 5 ore abbondanti di varietà, rendendo così l’intero carrozzone davvero difficile da sostenere, ma si sa, l’evento è l’evento e lo show deve pur sempre andare avanti.

Senza Ibra, impegnato nel turno infrasettimanale con l’Udinese – match per la cronaca concluso col paraggio di 1-1 al quale il bomber rossonero comunque non ha preso parte per via di un infortunio muscolare – il capoclaque di una manifestazione che lui stesso ha precisato chiamarsi “Festival di Zlatan” si è collegato in video per salutare Davide Astori a tre anni dalla scomparsa, ma anche, ricalcando la stessa linea comica già collaudata nella prima puntata, per ricordare ad Amadeus di andare subito a nanna. Un piccolo spazio dedicato allo sport, tuttavia, è stato impiegato per raccontare la vicenda umana e atletica del marciatore Alex Schwazer, recentemente riabilitato dalla giustizia ordinaria, ma non ancora da quella sportiva, dopo il caso ancora tutto da risolvere delle provette alterate che lo hanno allontanato ormai da 4 anni e mezzo dalle competizioni di ogni ordine e grado.

Le canzoni della seconda serata poi, sono passate lentamente nel corso degli eventi, lasciando i necessari dubbi di un secondo e forse anche terzo ascolto. Accolta da una platea popolata da palloncini – tra i quali ne spiccava uno piuttosto goliardico, vedere per credere – ha aperto la Kermesse, Orietta Berti, con quel vestito che le stava costando l’intervento delle forze armate riunite, con un’ovvia interpretazione iperclassica, ma piena di cuore. Così anche Bugo, redivivo e tentennante sul palco dopo la nota performance della precedente edizione. Brano piacevole e sghembo che la giuria demoscopica ha piazzato in ultima posizione, mentre un gongolantissimo Morgan, brindando per l’occasione, non si è fatto sfuggire l’opportunità di pubblicare sui suoi profili social una versione completa del tormentone “Le brutte intenzioni, la maleducazione, etc etc”, che l’anno scorso ha fatto il giro del web. Ancora, buona prova per una ritmata Malika Ayane, così come per La Rappresentante di Lista e i funambolici Extraliscio con Davide Toffolo. Molto meno incisivi invece Random, Gio Evan e anche un po’ Gaia, la cui canzone comunque avrà di certo vita lunga dopo i cinque appuntamenti della manifestazione. In ultimo, una bella conferma per Willie Peyote che rimanda al “monologo della locura” della serie cult “Boris” e il gioco dello scatolone de Lo Stato Sociale che, loro malgrado, non ripete nemmeno di sfuggita il numero della “vecchia che balla”. La giuria demoscopica infine premia un po’ prevedibilmente beniamini dell’airplay come Ermal Meta e Irama, ma al momento i giochi sono ancora tutti aperti. Stasera infatti, nella puntata dedicata alle canzoni d’autore della musica italiana, a pesare sul verdetto finale sarà l’orchestra, con un certo prevedibile stravolgimento di prospettive.
Tutti i 26 artisti in gara saranno quindi alle prese, in compagnia o in solitaria, con le loro personali interpretazioni di brani del canzoniere nostrano, alcuni dei quali nemmeno così immediati per il grande pubblico.

Francesco Renga con Casadilego – “Una ragione di più” (Ornella Vanoni, 1969)
Coma_Cose con Alberto Radius e Mamakass – “Il mio canto libero” (Lucio Battisti, 1972)
Gaia con Lous And The Yakuza – “Mi sono innamorato di te” (Luigi Tenco, 1962)
Irama – “Cirano” (Francesco Guccini, 1996)
Fulminacci con Valerio Lundini e Roy Paci – “Penso positivo” (Jovanotti, 1994)
Madame – “Prisencolinensinainciusol” (Adriano Celentano, 1972)
Willie Peyote con Samuele Bersani – “Giudizi Universali” (Samuele Bersani, 1997)
Orietta Berti con Le Deva – “Io che amo solo te” (Sergio Endrigo)
Ermal Meta con Napoli Mandolin Orchestra – “Caruso” (Lucio Dalla, 1986)
Fasma con Nesli – “La fine” (Nesli, 2009)
Arisa con Michele Bravi – “Quando” (Pino Daniele, 1991)
Gio Evan con i cantanti di The Voice Senior – “Gli anni” (883, 1995)
Maneskin con Manuel Agnelli – “Amandoti” (CCCP – Fedeli alla Linea, 1990)
Malika Ayane – “Insieme a te non ci sto più” (Caterina Caselli, 1968)
Aiello con Vegas Jones – “Gianna” (Rino Gaetano, 1978)
Max Gazzè con Daniele Silvestri e M.M.B. – “Del Mondo” (C.S.I., 1994)
Ghemon con i Neri Per Caso – medley “Donne”/“Acqua e sapone”/“La canzone del sole” (Zucchero, 1985/Stadio, 1983/Lucio Battisti, 1971)
La Rappresentante di Lista con Donatella Rettore – “Splendido Splendente” (Donatella Rettore, 1979)
Noemi con Neffa – “Prima di andare via” (Neffa, 2003)
Random con The Kolors – “Ragazzo fortunato” (Jovanotti, 1992)
Colapesce e Dimartino – “Povera Patria” (Franco Battiato, 1991)
Annalisa con Federico Poggipollini – “La musica è finita” (Ornella Vanoni, 1967)
Bugo con i Pinguini Tattici Nucleari – “Un’avventura” (Lucio Battisti, 1968)
Lo Stato Sociale con Sergio Rubini e “I lavoratori dello spettacolo” – “Non è per sempre” (Afterhours, 1999)
Extralisco & Davide Toffolo con Peter Pichler – “Rosamunda” (Gabriella Ferri, 1975)
Francesca Michielin & Fedez – medley “Del Verde”/“Le cose in comune” (Calcutta, 2015/Daniele Silvestri, 1995)

In apertura di programma, i Negramaro si confronteranno con il classico di Lucio Dalla 4/3/1943, in ricordo del cantautore bolognese, nato proprio oggi e che cinquant’anni fa ha calcato il palco di Sanremo con il brano che porta per titolo la sua data di nascita. La forza scorre quindi potente al Festival, ma mai quanto in Ibra, ça va sans dire. Vedremo piuttosto quanto ne resterà in corpo ai palloncini, agli applausi finti, al carrellino porta fiori e soprattutto al pubblico, a notte fonda.

 

(Credits: Getty Images)

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