Special Olympics: due lettere da Bormio

Special Olympics: due lettere da Bormio

Special Olympics: due lettere da Bormio

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Torniamo a Bormio?
Facciamolo grazie a due lettere della mamma e della sorella di due atleti.

Lettera di una madre al figlio autistico
15 febbraio 2017 –
“In partenza per Bormio, già sul pullman, ho notato che non volevi sederti accanto a papà come fai di solito, ma vicino a Lory…Hai mangiato la piadina senza togliere la carta che l’avvolgeva, per buttarla, come fai di solito… Ti guardavo e questo mi faceva ben sperare, quando però ho visto il tuo impegno sul campo, guadagnandoti per due volte il 3° posto e il 2° nella staffetta, mi sono detta “:
QUESTA VOLTA CE L’ABBIAMO FATTA!”
Sono passati 4 anni dalla prima volta al Sestriere, quando il tuo coach Luciano ti metteva la prima volta le ciaspole ai piedi e tu non le volevi, dicevi quasi gridando: “Levamele, levamele!” E quanta pazienza Marina e Dome per insegnarti!.
Adesso le indossi “fiero” e sei anche impaziente di gareggiare.

Ti sei meritato l’applauso e la considerazione dei tuoi compagni di squadra, tanto da premiarti per il tuo comportamento tenuto durante tutta la settimana. Un regalo che resterà prezioso non per il valore ma perché l’hai meritato e lo so che per te è tanto difficile rispettare le regole.

Tua sorella che alla sera mi chiamava “come va Sergio?” ed io rispondevo “Bene, Bene”…ma quasi non mi sembrava vero!
I tuoi progressi sono per me una vittoria, la vittoria di una vita spesa a cercare ogni giorno la chiave per entrare nel tuo mondo così complesso.

Vedi quante cose belle può fare Special Olympics?

Tanta emozione per tua madre, sei bello come il sole amore mio, grazie di esistere”.

Tua mamma

GRAZIE per Bormio
15 febbraio 2017 –

“GRAZIE!
Alla fine di questa settimana di emozioni intense sento il desiderio, quasi fisico, di ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dei Giochi Nazionali Invernali di Bormio a cui mia sorella Sonia ha partecipato per la prima volta.
Sonia ha 43 anni e un ritardo mentale dalla nascita. Fino a 10 anni fa, circa, viveva una vita tranquilla e che probabilmente si potrebbe definire “felice” nonostante l’assenza di relazioni sociali extra familiari. Poi l’incontro con un laboratorio di lavoro protetto che, grazie a Nina, la responsabile, le ha dato la possibilità di relazionarsi con gli altri, di crescere nelle abilità sia manuali che sociali e, soprattutto, di costruirsi uno spazio tutto suo fuori dal contesto familiare.
L’incontro con Special Olympics e la squadra dei Cissaca Bulls Alessandria ha dato il via a quella che io interpreto come seconda fase della crescita personale di Sonia, della sua appartenenza al mondo.
Quando l’ho accompagnata al primo allenamento, mai avrei immaginato di scrivere oggi queste parole. Credevo, anzi, che non avrebbe voluto continuare. Quanto ci sbagliamo, a volte.
Sonia si è innamorata della pallacanestro, ma si è innamorata ancor più dell’appartenenza ad una squadra, dei suoi compagni e di Coach Petrozzi che l’hanno subito accolta e coi quali si è creato un rapporto bellissimo.
Non si perde un allenamento per nessun motivo! E il caffè post allenamento coi compagni è diventato un appuntamento fisso. Dall’appartenenza al mondo all’esserne cittadina a pieno titolo…questo passaggio così difficile non solo nella pratica ma anche nel pensiero, l’affermazione dell’identità e della piena dignità della persona, bene, questo passaggio è avvenuto nell’agosto 2016 per un puro colpo di fortuna…un post su FB in cui una neonata associazione sportiva di Albisola, Eunike, annunciava un collegiale di nuoto aperto a tutti gli interessati.
E’ stato un attimo. Una telefonata, qualche informazione e…”Sonia, ti piacerebbe andare a fare allenamenti di nuoto per 5 giorni, da sola?” “Io si! Io voglio andare, ma tu non vieni? Che bello”…ecco, la gioia di non essere voluti! Il momento in cui capisci che non ha così bisogno di te come pensi…il momento in cui comprendi che è pronta.
Il collegiale di Asti è stato un successo straordinario grazie alle amicizie nate tra nuotatori e ai tecnici di Eunike Eleonora Ferrari e Serena Taccetti che supportate da un gruppo di volontari favolosi hanno fatto magie.
Perciò a ottobre, quando iniziano gli allenamenti di ciaspole sulla spiaggia di Albisola…”Sonia, ti va di provare?” beh, la risposta è nelle immagini, nei sorrisi e nelle emozioni dei giorni appena trascorsi. Due sabati al mese una piccola trasferta da Alessandria ad Albisola e subito, quello che sembrava un sacrificio, è diventato un piacere. Conoscere gli altri atleti, i loro genitori e parenti, e chiacchierare davanti al mare bevendo un caffè scambiandosi esperienze, conoscenze. Abbiamo vinto tutti. Gli atleti che adorano Eleonora e Serena, e noi familiari (che adoriamo Eleonora e Serena!) che abbiamo trovato un nuovo spazio e nuove opportunità.

Quindi GRAZIE. Grazie a Eleonora Ferrari e Serena Taccetti.
Grazie a Special Olympics, un’organizzazione spettacolare che non tralascia nulla e che rende ogni avvenimento davvero speciale. Quindi a tutti voi, dal Presidente all’ultimo volontario (in ordine di tempo) grazie di cuore. Grazie alla città di Bormio per l’accoglienza e la partecipazione calorose.

E grazie ai tecnici perché riescono a coniugare con apparente semplicità, una grande sensibilità, capacità tecniche che permettono anche ai “profani” l’approccio ad un nuovo sport e quel che fa la differenza: creare un gruppo! E tutto con una umiltà ammirevole. Sarebbe bello poter spiegare davvero ciò che rappresenta per noi familiari vederli tornare cresciuti ogni volta. Io ci ho provato, ma non ho trovato le parole…perciò mi limito ad un semplice ma enorme GRAZIE!
E, ultimo, ma non ultimo, grazie a tutti gli atleti per tutto ciò che ci ricordano ogni giorno: spontaneità, coraggio, fatica, sacrificio, amicizia, solidarietà, gioia di vivere. Grazie a Alex, Gigi, Luca, Marco B., Marco R. e Sonia (in rigoroso ordine alfabetico).
Mi hanno detto che in questi momenti le lacrime di gioia valgono…meno male.
Grazie a tutti voi”.

Katia Salice (orgogliosamente sorella di Sonia Salice Atleta Special Olympics).

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