Tanta politica, meno cinema agli oscar

Tanta politica, meno cinema agli oscar

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Non è un periodo felice per il cinema americano, probabilmente il peggiore della storia.

Non tanto per una mancanza di soldi quanto di idee, di autoralità spinta dalla capacità registica di grandi maestri o qualche giovane in ascesa a cui sia permesso fare cinema senza filtro.
Gli uffici marketing delle major contano più dei registi e confezionano prodotti incelofanati, film già visti e pensati per un pubblico preconfezionato che si accontenta di qualche film plastificato per passare due ore. I giovani di 15 anni oggi ne hanno 20? Rifacciamo un nuovo Spider man per la quinta volta. Liam Neeson ha avuto successo con “Io vi troverò?” facciamogli fare lo stesso film all’infinito, in cui minacciano la sua famiglia e lui si vendica sterminandoli tutti.

La Marvel ripesca un supereroe da portare sullo schermo ogni minuto, le produzioni confezionano come un’industria dolciaria di largo consumo prequel, sequel, reboot e spin off, al punto che quando ti siedi al cinema ti accorgi di aver già visto in un’altra versione lo stesso film, pur eccellente professionalmente.

Persino Night Shyamalan è stato costretto a girare il terzo episodio di una trilogia che poteva restare anche solo al primo film: “Umbreakeable”. Invece, “spintaneamente” ha girato “Split”e poi “Glass” che almeno ha riportato il regista indiano (naturalizzato americano) ad un buon livello.

Gli oscar sono invece ostaggio della politica e le logiche perverse del politicamente corretto, che finisce con l’essere scorretto verso il buon cinema.
Lo dimostra la clamorosa esclusione dai premi di “The mule “, il film che vede Clint Eastwood nei panni di un ottantenne rimasto solo e senza soldi che si mette a fare il corriere della droga per il cartello per un signore della droga come El Chapo. Se fosse stata una scelta qualitativa, ritenendo semplicemente “The mule” non all’altezza di un eventuale statuetta come miglior film si sarebbe potuto discutere, la presenza tuttavia di “Black Panther” tra le nominations toglie ogni dubbio e rilancia il concetto che in mezzo a ottimi film ci deve essere spazio per altre logiche che non hanno a che vedere con il cinema. Tra l’altro tra tutti i film Marvel Black Panther è uno dei più noiosi, con effetti già visti e una regia ordinaria, salvo il coraggio di affrontare nel sottotraccia temi etici.

Tra gli altri nominati come miglior pellicola BlacKkKlansman, con Spike Lee che affronta con più registri comunicativi la storia di un poliziotto di colore che si infiltra nel Klu Klux Klan facendosi impersonare da un collega, Bohemian rhapsody, che ha goduto di un ottima critica ed è stato apprezzato in Italia, The favourite, che racconta la lotta di potere tra due donne a corte nel diciottesimo secolo le quali giocano la carte della loro influenza politica in un’era in cui era concesso poco margine a qualunque donna non fosse una regina, Green book, che ripropone il rapporto prima complicato poi indissolubile come in “A spasso con Daisy” e “Quasi amici”, con un Viggo Mortensen insolito e convincente.

C’è poi uno dei favoriti per la statuetta: Roma di Alfonso Cuaron, che, a dispetto del titolo si svolge in un Messico in bianco e nero, A star is born con la coppia Bradley Cooper e Lady Gaga e Vice con un irriconoscibile Christian Bale nei panni di un sinistro Dick Cheney, accompagnato da Amy Adams, tanto diversa nell’acconciatura per somigliare alla moglie Lynne. Nel complesso ottimi film a cui manca l’acuto, non ci sono capolavori o grandi favoriti, anche se Roma e La favorita hanno ottenuto 10 nominations a testa.

Dietro a questi film che dovrebbero rappresentare il meglio del cinema americano c’è un cinema spento, grigio che pensa solo agli incassi. Dal cinema europeo proviene un piccolo splendido film polacco: “Cold war” mentre il cinema italiano pur avendo migliorato la media qualitativa continua a produrre poche pellicole dal respiro internazionale e quest’anno non ha un suo film tra i prescelti.

(Credits: Getty Images)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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