Goggia-Brignone

Federica Brignone

Federica Brignone ha dominato le piste di tutto il mondo con la grinta di una tigre delle nevi. Ha portato a casa la Coppa del Mondo generale, quella di discesa e anche quella di gigante. Ha vinto dieci gare, è salita sul podio sedici volte, ha conquistato l’oro iridato in gigante e l’argento in superG. Eppure, a livello economico, il trionfo di Brignone nella stagione 2024-2025 racconta un’altra storia: prestigiosa, sì, ma ancora lontana dai fasti di sport più remunerativi come tennis, calcio o ciclismo.

Quasi 680mila franchi svizzeri… senza contare gli sponsor

In totale, Federica Brignone ha portato a casa 679.100 franchi svizzeri, che corrispondono a circa 713.000 euro. Questa cifra, fornita dalla Federazione Internazionale di Sci, deriva interamente dai piazzamenti ottenuti nel corso della stagione. Tutto nero su bianco: 470.000 franchi per le dieci vittorie in Coppa del Mondo, 22.000 per un secondo posto, 60.000 per cinque terzi posti, 9.000 per un quarto posto, 21.000 per due quinti, 3.500 per un nono. A questi si aggiungono i premi dei Mondiali: 57.600 franchi per l’oro e 36.000 per l’argento.

Un bottino importante, che la colloca prima assoluta nella classifica dei guadagni della stagione, davanti a Lara Gut-Behrami (356.190 franchi) e Sofia Goggia (262.690). Ma attenzione: tutto questo è frutto solo dei premi sportivi. I compensi da sponsor, bonus privati o contratti pubblicitari non sono noti, e possono variare moltissimo.

Una coppa brillante, ma senza prezzo

Nel suo palmarès c’è di tutto: sette Coppe del Mondo in carriera, tre medaglie olimpiche, podi a raffica. Eppure, la seconda Sfera di Cristallo conquistata quest’anno da Brignone – la più ambita da qualunque sciatrice – non ha portato un solo franco. Proprio così: non esiste alcun premio economico diretto per chi vince la classifica generale della Coppa del Mondo. Lo stesso vale per i trofei di specialità.

Quando lo sci impallidisce davanti ad altri sport

È proprio su questo punto che il confronto con altri sport diventa inevitabile. Per non parlare del calcio, negli sport estivi più ricchi, come il tennis, è frequente che un solo successo di alto livello garantisca introiti superiori all’intero bottino raccolto da Brignone nell’arco di tutta la stagione invernale. E anche nel ciclismo, le grandi corse garantiscono premi molto più sostanziosi. In sostanza, anche da regina dello sci, Federica ha guadagnato meno di un ottavo di quanto portato a casa da un top 30 dell’ATP o di un gregario in una squadra ciclistica World Tour.

Una sproporzione che molte atlete e atleti delle discipline invernali conoscono bene. Nonostante la visibilità, l’appeal e l’importanza dei risultati, lo sci alpino continua a restare un universo meno ricco, almeno per quanto riguarda i premi diretti.

Verso Milano-Cortina 2026: il sogno continua

Eppure, Brignone non sembra preoccuparsene e guarda già avanti. Dopo una stagione praticamente perfetta, il conto alla rovescia è partito: nel 2026 ci saranno le Olimpiadi di casa. E per Federica c’è la possibilità di scrivere altre pagine di storia dello sci italiano. Davanti al pubblico di casa.