ATP 250 BELGRADO FOGNINI-RUBLEV ATTO 8: FABIO E LA STORIA INFINITA CONTRO IL RUSSO

ATP 250 BELGRADO FOGNINI-RUBLEV ATTO 8: FABIO E LA STORIA INFINITA CONTRO IL RUSSO

ATP 250 BELGRADO FOGNINI-RUBLEV ATTO 8: FABIO E LA STORIA INFINITA CONTRO IL RUSSO

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C’era un numero da rimettere a posto, e Fabio Fognini non s’è fatto pregare. Lui che per la prima volta lunedì scorso si era ritrovato scaraventato fuori dalla top 50 mondiale e che non ha perso tempo per tornare in quello che da dieci anni a questa parte è il suo habitat naturale. Perché il prossimo 25 aprile saranno 526 le settimane trascorse in top 50, e questo grazie alla bella cavalcata che l’ha visto arrivare almeno sino alla semifinale dell’Open di Belgrado, dove dovrà vedersela con Andrej Rublev in un match dal pronostico più incerto di quanto non dica la classifica mondiale.

Perché Rublev è un signor giocatore, non a caso numero 8 al mondo, ma la terra non è necessariamente il suo pane quotidiano. E magari nella sua testa si starà insinuando il dubbio che qualcosa gli stia sfuggendo di mano, se è vero che il governo inglese (o meglio, il board di Wimbledon) gli ha appena comunicato che non potrà prendere parte allo slam sull’erba londinese, essendo di nazionalità russa (una misura che comunque sta scontentando tutti i tennisti e non solo, ma che potrebbe essere messa in atto anche in vista degli Internazionali d’Italia).

Fognini, insomma, ha una grande chance per guadagnare ulteriori posizioni e prendersi una finale che sarebbe comunque tanta roba, pensando anche al fatto che dall’altra parte della rete potrebbe trovare nientemeno che Nole Djokovic, atteso dalla sfida con Khachanov.

QUELLA VOGLIA DI SFIDARE DJOKOVIC A CASA SUA

Il proposito di sfidare in finale l’idolo di casa è forte in Fognini, che una semifinale in stagione l’aveva già raggiunta a Rio de Janeiro, battuto da quella furia umana che risponde al nome di Carlos Alcaraz.

Sarebbe bello poter giocare contro Nole qui, a casa sua. Sinceramente la partita contro Otte è stata molto condizionata dal vento, le condizioni non erano ottimali e pertanto è difficile poter commentare adeguatamente un match tanto inusuale e complicato. Non posso dire di essere soddisfatto di come ho giocato, ma di sicuro non c’erano le giuste condizioni per poter rendere al meglio. Contro Rublev sarà dura, ma spero almeno di poter disputare una gara “regolare”, con condizioni di vento tali da poterci consentire di esprimere il nostro gioco.

Quella col russo è una sorta di “classica” nella carriera del ligure: i due si sono affrontati per ben 7 volte in carriera, con un bilancio favorevole a Rublev che vinse il primo incrocio nel 2017 a Umago (terra rossa) per poi andare incontro a tre sconfitte consecutive nel biennio 2018-2019, con Fognini bravo a imporsi due volte sul cemento di Pechino nel China Open e una nel Masters 1000 di Montecarlo (quindi terra).

Nel 2021 i due sono tornati ad affrontarsi in tre occasioni e tutte hanno sorriso al numero 8 del mondo, vincitore nella sfida di ATP Cup disputata sul veloce di Melbourne, nel terzo turno di Wimbledon e infine nella sfida disputata a Montreal la scorsa estate, sempre sul veloce. Insomma, dire che i due si conoscono bene è fin troppo relativo: sul rosso teoricamente l’italiano ha un piccolo vantaggio perché conosce la superficie come le sue tasche, ma da qui a pensare che il pronostico possa pendere tutto dalla sua parte ce ne passa.

BATTERE UN TOP 10, DUE ANNI E MEZZO DOPO

Di sicuro c’è che Fognini, dopo le difficoltà che hanno condizionato e non poco la sua trasferta americana e quindi anche la marcia d’avvicinamento alla stagione sulla terra rossa europea, a Belgrado ha mostrato segnali di crescita importanti. E il fatto di essere tornato subito in top 50 è un bel segnale: vincendo contro Rublev guadagnerebbe almeno altre 4 posizioni, mentre dovesse vincere il torneo si accoderebbe alla 42 nientemeno che a Roger Federer, che non gioca da più di 9 mesi ormai ma che continua a scendere assai lentamente.

Chiaro che l’ostacolo è di quelli belli tosti: l’ultima volta che il 35enne di Arma di Taggia ha battuto un giocatore presente nella top 10 mondiale è stato nell’ottobre del 2019, quando superò Khachanov (all’epoca numero 9) a Shanghai. Chiaro però che Fognini, anche nel recente passato, ha dimostrato cosa significhi andare oltre i propri limiti, lottando su ogni palla come se fosse l’ultima. Fabio scenderà in campo alle 16 sul centrale di Belgrado, quando già conoscerà il nome dell’eventuale sfidante in finale (Djokovic e Khachanov scenderanno in campo alle 14). La partita dell’azzurro potrà essere seguita in diretta su SuperTennis TV.

(Credits: Getty Images)

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