ATP Finals | Nelle semi scontri generazionali

ATP Finals | Nelle semi scontri generazionali

ATP Finals | Nelle semi scontri generazionali

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Oggi all’O2 Arena in Londra vanno in scena le semifinali dell’ultimo torneo della stagione e sarà, per certi versi, un doppio scontro generazionale o, se preferite, mostri sacri Vs newcomers (se tali ancora si possono definire Daniil e Dominic).
Nel primo pomeriggio (non prima delle ore 15) si sfideranno Dominic Thiem e Novak Djokovic. Il match della serata contrapporrà invece Daniil Medvedev contro Rafael Nadal. Eventuali ritardi dipenderanno dalla durata delle semifinali del torneo di doppio che si disputeranno sul medesimo campo.

Arriviamo all’appuntamento odierno al termine di due gironi combattuti che hanno offerto matches di particolare caratura tecnica e non certo privi di spettacolarità: l’equilibrio in campo è parso evidente e, forse complice la stagione ridotta che hanno dovuto affrontare i top 10, nessuno è venuto a Londra per fare passerella.
Analizziamo il percorso dei tennisti impegnati nelle sfide di oggi…

 

TRA DOMINIC E NOLE SARÀ SFIDA AL 3° SET?
Di nuovo in campi i finalisti dell’Australian Open: sarà la dodicesima sfida tra i due, coi favori degli H2H che pendono dalla parte di Nole, ma coi precedenti alle ATP Finals in perfetta parità nelle due sfide (2016 e 2019) entrambe giocate sino al terzo set.
Thiem esce come primo classificato dal round robin intitolato a London 2020: ha giocato splendidamente le prime due partite del girone, rispettivamente contro Tsitsipas (replica della finale 2019) e contro Nadal, per poter poi dosare le forze nell’ultimo incontro che l’ha contrapposto a Rublev, essendo già certo del primo posto nel girone. L’esordio col greco è stato di notevole impatto visivo: lunghi scontri incrociati sui rispettivi rovesci ad una mano, servizi potenti e precisi, alcune belle conclusioni a rete. Una sfida determinata da pochi punti e che ha messo in evidenza come l’austriaco abbia fatto quel passo in più necessario per vincere le partite che contano, come i veri grandi devono essere in grado di fare. Per Stefanos delle Finals amare, dato che era il campione uscente, ma abbiamo potuto ammirare nuovamente scorci di quel bel gioco e di quel potenziale che ne faranno un top player, se saprà far sua la mentalità da vincente che alle volte cede il passo ai disperati monologhi in greco.
Partita del torneo (almeno sino ad ora) e certamente una delle più belle dell’anno, quella che ha visto trionfare Thiem su Rafa. Due set tiratissimi, basti pensare che in entrambe le occasioni i giocatori sono arrivati al tie break col medesimo numero di punti vinti; quasi due ore e mezza di gioco per uno spettacolo davvero eccellente. Forse consapevoli di essere i più forti del girone, i due non si sono risparmiati per conquistarne la leadership. Come sottolineato in precedenza, Dominic ha brillato non solo per la bellezza e l’efficacia dei suoi colpi ma, soprattutto, per esser stato freddo e determinato nei momenti chiave dell’incontro.
A fronteggiarlo in semifinale ci sarà Djokovic, 2° piazzato del round robin Tokyo 1970 grazie alle due vittorie maturate su Schwartzman e Zverev.
Due partite i cui tabellini messi a raffronto mettono in evidenza l’incredibile regolarità di Nole. Eccetto che per le percentuali in risposta, che sono state molto più basse contro il tedesco (ci mancherebbe, vista la velocità dei servizi di Sasha!), le due sfide sono state pressoché identiche. Solo per citare alcune statistiche: 65% sulla prima di battuta e 78% sui punti conquistati con la prima; intorno al 70% (poco sotto, poco sopra) in entrambi i matches la percentuale di punti conquistati nei propri turni di battuta. Numeri ottenuti contro due avversari di caratura inferiore, tra il piccolo (di statura) Diego alla sua prima partecipazione al Masters e chiaramente sfavorito dalla superficie e Zverev, che ha messo in mostra la brutta copia di sè stesso in tre incontri nei quali non ha mai brillato (per vincere contro Schwartzman è dovuto arrivare al 3° set).
Quando l’avversario dall’altra parte della rete s’è fatto più di spessore invece non c’è stata partita: contro Medvedev, Nole ha potuto ben poco, cedendo il suo turno di battuta per tre volte senza riuscire mai a penetrare il muro eretto dal russo.
Per questo motivo la prima semifinale della giornata dovrebbe andare oltre i precedenti tra i due tennisti e valutare lo stato di forma mostrato a Londra: ma dare per spacciato Djokovic sarebbe un errore madornale sebbene sia ragionevole pensare anche che Thiem vorrà prendersi la rivalsa sulla finale persa al 5° a Melbourne.

 
SARÀ RIVINCITA PER IL RUSSO?
La partita in programma nel turno serale vedrà contrapposti due tennisti che hanno ben impressionato. Da una parte il russo ha dominato il suo girone, vincendo tutte e tre le partite, compresa la passerella finale contro Schwartzman che ha usato come banco di prova per testare alcuni colpi spettacolari e diverse discese a rete (nelle quali a dire il vero non ha mai brillato).
Abbiamo rivisto il Daniil del 2019, che arrivò però a Londra completamente esausto e fece 0/3, compresa anche la partita contro Nadal, unico precedente indoor tra i due e vinto dal maiorchino al tie break del terzo set.
La sensazione è che lo cose quest’anno possano andare diversamente, visto che il russo ha ingranato la quarta sul finire di stagione con l’importante successo al 1000 di Parigi Bercy e tre convincenti partite disputate sino ad ora a Londra.
Quello che è mancato a Medvedev è stato un avversario mai domo e chi meglio di Rafa può ricoprire questo ruolo? Il maiorchino ha stupito con la nuova strategia adottata per vincere finalmente sui campi indoor: una fase offensiva spregiudicata, propensione alla rete (nei pressi della quale è comunque uno dei migliori esecutori di volée tra i tennisti in attività) e servizio micidiale sia per potenza che per scelta degli angoli.
Per certi aspetti è sembrato di rivedere il Federer 2.0, quello che si fece convincere da Edberg ad accorciare gli scambi per far prevalere il maggior tasso tecnico.
Evidentemente Moyá e lo staff tecnico di Nadal hanno pensato che questa strategia possa risultare vincente contro giocatori che hanno ormai 10 anni in meno rispetto al re di Parigi e fondamentali da fondo campo potenti e incisivi.
Il percorso dello spagnolo è stato in parte favorito dal calendario: il primo match contro Rublev, che sulla carta poteva essere una prova difficile da superare visto lo stato di forma del giovane russo, l’ha invece favorito dato che l’avversario ha pagato lo scotto dell’esordio nel torneo dei “maestri”. E, dopo aver perso ai punti contro Thiem, ha potuto gestire la qualificazione nell’incontro con Tsitispas che si è giocato in parità per i primi due set salvo poi concludersi rapidamente nel terzo, chiuso da Rafa per 6/2.
Le Finals sono sempre state avare di soddisfazioni per Nadal, ed il percorso verso la vittoria finale è ancora molto duro, ma la tenacia e l’efficacia del gioco visti nel corso della settimana ne legittimano le pretese alla conquista della coppa.

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Redazione Redazione SNAI Sportnews che tratta tutti gli sport, con le quote, presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE