ATP Finals | L’ultimo capitolo

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Entrambe le previsioni si sono avverate, nel corso di due incontri entusiasmanti, ricchi di colpi di scena e giocati in maniera superba dai tutti e quattro i protagonisti.
E, come già avvenne nel 2019, nessuno dei Big Three accede alla finale, dove si fronteggeranno invece Dominic Thiem e Daniil Medvedev. Chi vince sarà MAESTRO per la prima volta in carriera.

 

DOMINIC L’INESAURIBILE
Il commento più diffuso dopo la sconfitta contro Rublev nell’ultimo incontro di round robin a qualificazione ormai certa è stato che Thiem abbia inteso risparmiare energie. E certamente questa si è dimostrata una scelta vincente dato che è riuscito a vincere l’epica sfida contro Djokovic dopo 2 ore e 54 minuti di agonismo puro, con due tie break da antologia.
Thiem ha incamerato il primo set per 7 giochi a 5 in poco meno di un’ora, ottenendo il break decisivo nel sesto turno di battuta di Nole dopo aver sofferto in una paio di circostanze, pur senza mai far arrivare il serbo alla palla break. Un inizio di partita votato alla prudenza per il Djoker, regolare nello scambio da fondo in attesa dell’errore avversario, circostanza verificatasi con frequenza dato che l’austriaco cercava con assiduità il colpo vincente. Per lui alla fine del set parità tra vincenti e non forzati, con cifre ben maggiori di quelle messe a registro da Djokovic. La differenza, come da pronostico, l’ha fatta il servizio: non tanto per la velocità di palla né per percentuale di prime in campo, ma per l’incisività di Dominic che ha portato a casa l’86% dei punti sulla sua prima battuta. Da segnalare uno strepitoso lob giocato in pieno recupero da Thiem e posatosi sulla linea laterale con Nole costretto ad applaudire l’avversario.

Nel secondo set chance di break rispettivamente al 5° ed all’8° gioco per Thiem prima e Djokovic poi: Nole porta all’errore l’austriaco (solito film già visto), che invece si salva nel suo turno di battuta proprio grazie al servizio. Nuova doppia possibilità di chiudere il set a suo favore per il serbo, ma dal 15-40 Thiem recupera e chiude ai vantaggi. Nel tie break va in scena una sfida di ben 22 punti in cui Dominic dilapida 4 palle match, una con doppio fallo. Da parte sua Nole vanifica un primo tentativo e riesce poi a chiudere il set attaccando il rovescio dell’avversario tradito dalla prima di servizio. Nonostante il punteggio, anche la seconda partita ha messo in scena una supremazia tecnica di Thiem capace di affondare col diritto, in special modo con lo sventaglio a uscire verso il rovescio bimane dell’avversario e di ribattere agli attacchi di Djokovic sul proprio rovescio giocando la palla in anticipo. Per il serbo la solita capacità di recuperare palle da angoli impossibili ma, per l’appunto, senza riuscire a ribaltare la situazione e restando al perenne inseguimento degli attacchi portati dal ragazzo di Wiener Neustadt.

Il copione non varia molto nel corso del 3° set con i due atleti che concedono poco sul proprio servizio, a parte un turno di Djoker finito ai vantaggi, sino al nuovo tie break. Dominic vede le streghe in avvio regalando subito un mini break con un doppio fallo e vedendo l’avversario scappare addirittura sul 4-0, quando non riesce a tenere in campo un diritto abbastanza facile. Comincia a questo punto l’ouverture di Thiem che con un ace, un diritto a incrociare e portando Nole a sbagliare due volte, pareggia il punteggio e poi, non contento, si porta in vantaggio sino ad ottenere due palle per accedere alla finale. Sulla prima il servizio salva il numero uno del ranking che nulla può nel punto successivo ottenuto da Thiem con l’ennesima bomba di diritto.
Con questo straordinario incontro, il campione degli US Open raggiunge la 300ª vittoria nell’ATP tour e si porta per la seconda volta in finale, come già fece l’anno scorso.

 

DANIIL INVERTE LA ROTTA
La seconda semifinale non offre certo uno spettacolo da meno per intensità e ribaltamenti di fronte. Nadal mette subito in chiaro la sua strategia: partita all’attacco, anche col serve&volley, per non permettere al russo di affondare i suoi colpi.
Dall’altra parte della rete Daniil si pianta coi piedi sulla linea di fondo cercando di far fare il tergicristallo a Rafa, soprattutto grazie agli angoli strettissimi che riesca a raggiungere col suo rovescio bimane. I turni di servizio del russo scorrono veloci quando entra la prima: erige una barriera, recupera tutto e passa al contrattacco muovendosi veloce sulle lunghe leve e accelerando improvvisamente col rovescio.
Nadal salva tre palle break già al 2° turno di battuta, messo sotto pressione dai colpi piatti e potenti del russo, e risultando insolitamente falloso col diritto.
All’ottavo game il russo ha un passaggio a vuoto e si trova in un niente 0-40: dopo un bellissimo scambio di 20 colpi sbaglia l’attacco di diritto e concede a Nadal l’occasione di servire per il set: il maiorchino non se lo fa ripetere e chiude 6/3 alla prima palla utile.

Avvio di 2° set ed il russo conquista subito un vantaggio messo in cassaforte nei suoi turni di battuta non concedendo a Rafa che un solo 15 (su doppio fallo!) e facendosi apprezzare con diversi rovesci lungolinea che lambiscono le linee laterali.
Sul 4-1 a suo sfavore lo spagnolo offre all’avversario un doppio fallo e diversi errori gratuiti di diritto che portano Daniil all’ennesima palla break, ma Nadal si salva ai vantaggi. L’adrenalina sale e nel turno successivo arriva finalmente la possibilità di contro break per il maiorchino: se alla prima occasione nulla può contro l’ace (a fine match saranno 13 per Medvedev), al successivo vantaggio chiama a rete il russo e lo passa con un ottimo cross di diritto. Rientrato a pieno nel set, Nadal capisce che la partita va giocata di strategia: si mette un metro e mezzo oltre alla linea di fondo e insiste sul rovescio avversario, notevolmente falloso. Ne deriva un secondo break e completo ribaltamento di fronte. Dal 4-1 e palla per il 5-1, Medvedev si trova a rispondere sul 5-4 servizio contro: se l’arena fosse gremita dal pubblico di appassionati, tutti darebbero il match per concluso. Invece Nadal perde a 0 il servizio e rimette in pista il russo che, improvvisando anche del serve&volley, torna in vantaggio con un parziale di 8 punti a 1. Degna conclusione di un set così combattuto è il tie break finale che prende la via del ragazzo di Mosca nel 3° punto, quando Daniil recupera due volte velenose palle incrociate di Rafa e chiude con un diritto a uscire dopo 25 colpi. 7 punti a 4 il risultato finale e si va al terzo set.
In questa ultima parte di match non succede molto nei primi games: si arriva abbastanza regolarmente al 7° gioco nel quale Nadal salva una prima palla break con un ace, una seconda con un servizio a uscire seguito dal cross di diritto, ma nulla può quando Medvedev attacca a rete e chiude con lo smash. A questo punto Rafa appare visivamente stanco e sul successivo proprio turno di servizio lascia la via della finale alla testa di serie numero quattro.

 

CHI SARÀ IL MAESTRO 2020?
I precedenti tra i due sono a favore dell’austriaco, che ha sconfitto il russo l’ultima volta lo scorso settembre a New York.
La sfida, visto quando mostrato in campo nel corso della settimana, dovrebbe essere equilibrata e quindi non sono da escludersi né tie break, né un esito al terzo set. Thiem è notevolmente in vantaggio nella speciale classifica “under pressure”, dietro solo a Rafa e Novak. Di contro Medvedev è miglior risponditore.

 

ARRIVEDERCI AL 2021
Si chiuderà con l’incontro di oggi questo 2020, almeno per quanto riguarda il circuito ATP.
A quanto pare i ragazzi avranno davvero poco tempo per godersi casa&famiglia dato che l’associazione tennisti e la federazione australiana hanno programmato di radunare tutti nei dintorni di Melbourne ben prima del Natale per poter affrontare un periodo di quarantena (in Australia si registrano ormai pochissimi casi di covid-19) e cominciare poi gli allenamenti e la stagione 2021 con quasi 2 mesi di tornei vari, compreso l’Open di inizio anno ovviamente.

 

(Credits: Getty Images)

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