ATP ROMA MASTERS 1000 FOGNINI-THIEM: SUL CENTRALE VETERANI IN CERCA DI RISPOSTE

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ATP ROMA MASTERS 1000 FOGNINI-THIEM: SUL CENTRALE VETERANI IN CERCA DI RISPOSTE

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Roma come centro di gravità permanente, Roma come luogo dei sogni e dei desideri di rilancio. Quelli che Fabio Fognini e Dominic Thiem vogliono far loro nel bel mezzo di una campagna europea sul rosso pronta a immergersi nel suo momento culminante, ma pronta (si spera) a raccogliere due grandi interpreti della racchetta che in qualche modo sentono di avere ancora molto da dare a se stessi, oltre che a tutto l’ambiente del tennis.

Perché Fabio e Dominic hanno scritto pagine altisonanti sulla terra, e adesso vogliono semplicemente riprendere il filo del discorso interrotto per i più disparati motivi. Roma per loro non è solo un torneo di passaggio: Fognini si sente a casa, vuol far vibrare e attingere a piene mani energia dal calore del Foro Italico, determinato a riprendersi ciò che qualche acciacco dovuto all’età gli ha sottratto negli ultimi tempi.

Thiem, semplicemente, va in cerca di una svolta, di quella scintilla utile per riaccenderlo e farlo tornare quel giocatore che a un certo punto della storia (vecchia di soli 3-4 anni, mica un’era geologica fa) sembrava davvero sul punto di detronizzare Nadal dal trono di re della terra. Poi le strade hanno preso percorsi differenti, ma l’austriaco di arrendersi non ne vuol sapere. E nella Capitale conta di fare un altro passo fuori da una crisi che sembra non volerlo più abbandonare, quasi ci fosse un accanimento nei suoi confronti.

THIEM HA BISOGNO DI UNA SCINTILLA

Giusto, allora, chiedersi cosa potrà dare Thiem al torneo che ha aperto i battenti al Foro Italico, rimasto orfano di quell’Alcaraz che tutti attendevano alla stregua del nuovo oracolo. Il polso sinistro, quello che tanto l’ha fatto penare negli ultimi mesi, non gli permette ancora di essere quel giocatore che ha dimostrato di saper essere quando la forma fisica glielo aveva consentito.

Il suo 2022 è stata una sorta di via Crucis: dei 4 incontri disputati nessuno l’ha visto prevalere, con un solo set vinto contro Millman a Belgrado e in generale una sensazione di difficoltà a rimettere in moto il motore piuttosto diffusa, eredità anche di quella maledetta depressione che l’ha colpito dopo la vittoria a New York nell’autunno del 2020. Roma per lui diventa una sorta di ancora di salvezza: il rischio di uscire dalla top 100 mondiale è incombente, ma quel che conta oggi è ritrovare in parte le sensazioni di un tempo, e in parte anche un successo che gli consentirebbe di guardare al futuro con un pizzico in più d’ottimismo.

Guardare indietro ai tre precedenti con Fognini serve oggettivamente a poco: Thiem s’è imposto in 3 dei 4 incroci con il ligure, dominando i primi due atti (a Monaco di Baviera, sulla terra, nel 2015 e sul cemento di Cincinnati nel 2017) prima di cedere a Montecarlo nel 2018 nell’unica occasione in cui la sfida è andata al terzo set, prendendosi poi la rivincita nel 2019 a Madrid.

FOGNINI, ROMA E QUEL FEELING MAI SBOCCIATO

Quando Fognini batté Thiem a Montecarlo nel 2018, la sensazione fu quella di aver compiuto un’autentica impresa. Eppure il Fogna non era proprio un tennista di primo pelo, tanto più sulla terra: a essere spesso ingiocabile per qualsiasi avversario in quel periodo era proprio l’austriaco, che poche settimane dopo avrebbe conteso a Nadal il titolo al Roland Garros (e arrivò in finale anche a Madrid, battuto da Zverev), vincendo invece il torneo 250 di Lione).

Quattro anni dopo il mondo è cambiato, e non solo sul campo da gioco: Fognini ha 35 anni, un paio di caviglie rimesse a nuovo dopo le operazioni effettuate in piena pandemia nel 2020 e una carriera di doppio con Bolelli che promette bene anche in vista dell’appuntamento romano. La semifinale raggiunta a Belgrado, battuto solo da Rublev che poi avrebbe vinto il torneo, lo ha rinfrancato, seppur l’eliminazione contro Basilashvili al debutto a Madrid qualche certezza l’ha tolta.

Contro Thiem parte come favorito, non fosse per il fatto che il rivale appare ancora piuttosto in difficoltà e alle prese con un percorso di ripresa alquanto lungo e complicato. Nel match disputato la settimana scorsa contro il georgiano è stato però quest’ultimo ad alzare notevolmente il proprio livello, di fatto rendendo inutile qualsiasi tentativo di Fabio di opporre resistenza. Magari stavolta l’esordio sarà un po’ più soft e l’idea di affrontare poi nel secondo turno Jannik Sinner è di quelle che in qualche modo autorizzano a sperare in un bel debutto sul Centrale, finalmente vestito a festa.

Per l’occasione ci sarà modo di assistere al match anche con la diretta in chiaro garantita dal canale 20 di Mediaset, e certo Fognini vorrà sfruttare questa vetrina per far vedere di che cosa è ancora capace. Con Roma il suo è sempre stato un rapporto di odio e amore: quella in programma oggi intorno alle 19 sarà la partita numero 29 disputata nel torneo (qualificazioni incluse), con un bilancio fatto di 13 vittorie e 15 sconfitte e il miglior risultato fatto registrare nel 2018, quando si fermò ai quarti davanti a Nadal. Dice di amare l’atmosfera del Foro Italico, ma a bene vedere il torneo “di casa” non sempre gli ha riservato grosse gioie, anche se la vittoria del 2017 contro Murray (all’epoca numero 1 del mondo) rimane scolpita nella roccia.

(Credits: Getty Images)

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