ATP SYDNEY BOLELLI-FOGNINI IN FINALE NEL DOPPIO: L’AMICIZIA C’ENTRA ECCOME

ATP SYDNEY BOLELLI-FOGNINI IN FINALE NEL DOPPIO: L’AMICIZIA C’ENTRA ECCOME

ATP SYDNEY BOLELLI-FOGNINI IN FINALE NEL DOPPIO: L’AMICIZIA C’ENTRA ECCOME

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Quando tutti aspettano che Berrettini e Sinner escano il coniglio dal cilindro, ecco che puntuale l’Italtennis trova il colpo a effetto. Che poi forse, a volerla dir tutta, era una soluzione bella e buona già sotto al naso di atleti e capitani di Davis e ATP Cup: Simone Bolelli e Fabio Fognini hanno conquistato la finale nel torneo di doppio del Sydney Open, uno dei tanti tornei del circuito 250 in preparazione all’Australian Open. E nella notte italiana (ore 4,15) alla “Ken Rosewall Arena” affronteranno lo slovacco Filip Polasek (campione agli Australian Open 2021 in coppia con il croato Ivan Dodig) e l’australiano John Peers per conquistare il primo successo del 2022 del tennis azzurro. E sarebbe davvero una bella iniezione di fiducia per la coppia, che in semifinale ha spazzato via in poco più di un’ora i tedeschi Kevin Krawietz e Andsrea Mies per 6-4 6-2.

SEI ANNI DOPO, VOGLIA DI VINCERE ANCORA

La questione doppio in Italia comincia ad essere piuttosto dibattuta, specie dopo che sia in Davis che all’ATP Cup i punti che hanno condannato la nazionale contro Croazia e Russia sono arrivati proprio in virtù della sconfitta nell’ultima gara del programma. E mentre l’opinione pubblica si è lanciata alla ricerca del colpo a effetto, chiedendo a gran voce che Berrettini e Sinner facciano pratica assieme in quanti più tornei in giro per il mondo (così da farsi trovare preparati quando devono rispondere alla chiamata azzurra), ecco che a fari spenti Bolelli e Fognini hanno dimostrato che in fondo loro, il feeling, ce l’hanno, eccome. Del resto l’Australia gli porta bene: nel 2015 conquistarono l’unico titolo slam della loro carriera, imponendosi sul cemento di Melbourne e lasciando intendere di avere davanti un futuro luminoso. Le strade della vita (e della racchetta) magari non hanno tenuto fede alle attese, ma a 36 anni Bolelli e 34 Fognini si sono ritrovati, ritrovando quell’intesa che da tempo avevano smarrito. Un’alchimia figlia anche di un’amicizia vera e sincera, di quelle che raramente si vedono all’interno del circuito pro. Tre i tornei vinti in carriera assieme: Umago 2011, Buenos Aires 2013 e appunto l’Australian Open 2015. E sarebbero potuti essere di più, se solo 5 finali non li avessero visti uscire sconfitti (quella di Indian Wells 2015 contro Sock e Pospisil, persa al tiebreak al terzo, grida ancora vendetta).

SOGNARE NON COSTA NULLA: OBIETTIVO DAVIS CUP

A mettere i bastoni fra le ruote alla coppia certamente hanno contribuito gli infortuni, con Bolelli specialmente che s’è visto costretto in più di un’occasione a fermarsi, obbligando Fognini (che pure, tra caviglie e polsi, non se l’è passata poi tanto meglio nell’ultimo triennio) a trovarsi altri partner. Proprio Bolelli ha scelto da un anno a questa parte di dedicarsi esclusivamente al doppio, di tanto in tanto in coppia con l’argentino Maximo Gonzalez. Fognini ha invece trovato in Berrettini una valida spalla, tanto da vincere assieme a San Pietroburgo nel 2018 un torneo 250. Ma con Bolelli c’è un feeling che va oltre l’aspetto tecnico. Intanto perché i due si completano: Simone forte al servizio, Fabio scaltro come pochi altri a rete. E poi caratterialmente: riflessivo e posato Bolelli, decisamente più istrionico ed esplosivo Fognini. Che pure, per sua stessa ammissione, quando gioca col compagno trova spesso la pace dei sensi. E assieme vogliono provare a convincere il capitano di Davis Filippo Volandri a dar loro una nuova chance: con Berrettini e Sinner concentrati sui singolari, loro vogliono badare al doppio, a dispetto dell’età e delle voci. Vincendo a Sydney manderebbero già un segnale: l’Italia (del doppio) s’è desta. E nella mattinata australiana, a dispetto del caldo, vuol regalarsi una festa.

(Credits: Getty Image)

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