AUSTRALIAN OPEN SINNER-JOHNSON: JANNIK, A TESTA (DI SERIE) ALTA!

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AUSTRALIAN OPEN SINNER-JOHNSON: JANNIK, A TESTA (DI SERIE) ALTA!

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Ha già capito tutto dalla vita, Jannik Sinner. E se magari sul campo qualcosa deve ancora imparare (del resto l’età è dalla sua parte), fuori ha cominciato a far vedere che sa destreggiarsi eccome anche con le parole. Tanto che più del suo esordio convincente contro Sousa sin qui s’è parlato dell’uomo misterioso dello staff, quello che ha annunciato di voler rivelare al mondo alla fine del torneo, e che andrà ad affiancarsi al coach Riccardo Piatti, al preparatore atletico Dalibor Sirola e al fisioterapista Claudio Zimaglia. La ridda di voci sul papabile s’è fatta sempre più confusionaria, con un candidato che pare essere in vantaggio su tutti gli altri, e che risponderebbe al nome di John McEnroe. Qualunque sarà l’esito del quiz, una cosa è certa: Sinner parla poco, ma quando ape bocca sa farlo con cognizione di causa. E ha saputo distogliere bene l’attenzione dal campo, ora che si appresta ad affrontare nel secondo turno lo statunitense Steve Johnson, attuale numero 51 al mondo.

JOHNSON, L’ESPERTO MA IN PARABOLA DISCENDENTE

L’incrocio sulla carta appare decisamente benevolo, e non solo a livello tecnico. Se la scaramanzia vuole la sua parte, è bene far sapere a tutti che Sinner ha battuto Johnson in entrambi i precedenti in carriera, il primo sulla terra rossa di Roma nel 2019, il secondo ad agosto, durante la favolosa cavalcata nell’Open di Washington, primo torneo 500 vinto in carriera dall’altoatesino, quando i due si affrontarono ai quarti (vittoria facile 6-4 6-2). A volerla dire tutta, i due si sono affrontati un paio di volte anche in doppio, spartendosi le vittorie, ma poco conta. Il Sinner visto contro Sousa appare decisamente in grado di tenere a bada le velleità dell’americano, uscito vincitore al quinto da un’autentica battaglia contro l’australiano Jordan Thompson (i due spesso fanno coppia anche in doppio e si allenano insieme), recuperando da una situazione che vedeva Thompson avanti due set a uno. Jannik contro Sousa ha dovuto faticare decisamente meno, mostrando progressi soprattutto nei colpi al volo (e magari un po’ di pratica in doppio a cavallo tra gli impegni di Davis e ATP Cup ha aiutato) e concedendo poche possibilità all’avversario soprattutto negli scambi prolungati. Unico piccolo neo di giornata, la difficoltà a mantenere i break di vantaggio conquistati all’inizio del primo e del secondo set: in entrambi i casi Sinner s’è fatto controbrekkare dal portoghese, che ha sfruttato tutte e due le palle break concesse dall’altoatesino nel corso della partita. Passaggi a vuoto minimi, ma da evitare per non incorrere in brutte sorprese nel corso del torneo. E sotto questo aspetto il match con Johnson rappresenta un bel banco di prova, dove fondamentale sarà mantenere alta la concentrazione.

SOGNI DI TABELLONE: SUBITO LA RIVINCITA CON MURRAY?

Raggiungere il terzo turno rappresenterebbe il miglior risultato in carriera ottenuto a Melbourne dall’allievo di Piatti. E a quel punto il percorso potrebbe proporgli un avversario dal passato glorioso ma dal presente comunque di tutto rispetto come Andy Murray, inserito in tabellone grazie a una wild card e uscito vincitore dalla battaglia con Basilashvili al primo turno. Murray dovrà vedersela con il giapponese di origini statunitensi Taro Daniel, numero 120 al mondo, che all’esordio ha spazzato via in tre set il cileno Barrios ed è passato attraverso le qualificazioni, battendo nel terzo e ultimo incontro quel Salvatore Caruso ripescato poi in tabellone per via dell’esclusione di Djokovic dal suolo australiano. Contro Murray, Sinner ha perso l’unico precedente in carriera, storia peraltro abbastanza recente: negli ottavi di finale dell’Open 250 di Stoccolma, il 10 novembre scorso il britannico s’impose in due set, mentre contro Daniel sarebbe una prima volta assoluta. Va ricordato che nella parte di tabellone dell’altoatesino è venuta meno la testa di serie numero 7, vale a dire il norvegese Casper Ruud, che causa infortunio ha dovuto rinunciare a prendere parte al torneo. Sinner è diventata dunque la testa di serie più alta (è numero 11) e potrebbe incrociare agli ottavi De Minaur, oppure Pablo Andujar. Sulla carta una strada non impossibile, anche se è bene pensare un passo alla volta.

(Credits: Getty Image)

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