COPPA DAVIS: A MALAGA L’ITALIA PUNTA AL BERSAGLIO GROSSO

COPPA DAVIS: A MALAGA L’ITALIA PUNTA AL BERSAGLIO GROSSO

COPPA DAVIS: A MALAGA L’ITALIA PUNTA AL BERSAGLIO GROSSO

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Siamo belli, giovani e forti, magari persino spensierati, il che non guasta mai. E l’abbiamo dimostrato a Bologna superando ogni tipo di difficoltà nel girone di Coppa Davis che ha spedito l’Italia (con merito) tra le prime 8 nazionali al mondo, pronta a giocarsi l’insalatiera d’argento a Malaga nella fase finale a eliminazione diretta in calendario tra due mesi esatti. Un trionfo che l’Italia del tennis attende dal 1976 e che adesso è tornato davvero possibile, se è vero che una squadra così completa e solida in ogni sua componente le rivali non sembrerebbero avercela.

Ma dall’essere favoriti al rischiare di deragliare è un attimo: la Davis da sempre ha stupito tutti per imprevedibilità e facilità con la quale i pronostici vengono ribaltati, e la nuova formula più snella (due singolari e un doppio al meglio dei tre set, tutti in un giorno, anziché i quattro singolari e il doppio spalmati su tre giorni e al meglio dei cinque set) rende i ribaltoni ancora più facili da raggiungere. Meglio tenere le antenne dritte, pensando però a un avvenire che non può che essere luminoso.

 

BERRETTINI, SINNER E UN DOPPIO SOLIDO: IL MIX PERFETTO

Il girone di Bologna ha detto che l’Italia di Filippo Volandri ha tutte le carte in regola per ambire al bersaglio grosso. L’essersi messa alle spalle due nazionali come Croazia (con la quale gli azzurri avevano perso nel 2021) e Argentina non è cosa di poco conto: la Svezia ha fatto la sorpresa insidiando il primato nel raggruppamento fino al doppio conclusivo dell’ultima giornata, salvo poi ritrovarsi addirittura fuori dalle migliori 8 (è passata la Croazia per via degli contri diretti favorevoli), ma in generale l’Italia è stata sempre padrona del proprio destino e in controllo della situazione.

Delle 9 gare disputate, solo un paio ne sono andate via storte: l’ininfluente doppio con l’Argentina, a risultato già acquisito, e l’inopinato ko. di Sinner contro il più piccolo dei fratelli Ymer, vale a dire Mikael (numero 98 ATP) che per stessa ammissione dell’altoatesino era figlio anche e soprattutto della certezza di aver già messo in cascina il primato nel girone.

Un’Italia al completo, questo s’era detto da sempre, non ha molto da temere: sul veloce indoor Berrettini riesce ad essere incisivo come pochi altri giocatori grazie a una prima di servizio solida, mentre Sinner su questo fondamentale sta lavorando tanto e continuerà a farlo nelle prossime settimane, quando dovrà affrontare proprio la stagione sul cemento.

In doppio la coppia composta da Fabio Fognini e Simone Bolelli offre certezze consolidate: è il lizza per accedere alle ATP Finals, cosa che consentirebbe loro di arrivare belli rodati proprio all’appuntamento con i quarti di finale di Davis Cup, e Volandri ha fatto capire di volerci puntare forte. Anche perché il doppio spesso in Davis fa tutta la differenza del mondo (non a caso è in programma come terzo e ultimo match) e sapere di avere un tandem affiatato e competitivo al massimo livello è cosa assai rilevante.

Mentre in singolare, se uno tra Berrettini e Sinner dovesse dare forfait per qualche motivo, Lorenzo Musetti ha dimostrato di saper reggere la pressione sulle proprie spalle: magari sul veloce sa di non essere tra i top al mondo, ma quanto a garra e determinazione il carrarino non è secondo a nessuno.

 

GLI USA NEI QUARTI PEGGIO DEI POSSIBILI RIVALI IN SEMIFINALE

A Malaga, a fine novembre, ci toccheranno subito gli Stati Uniti. Che hanno in Frances Tiafoe la variabile impazzita: se il giovane newyorchese sarà della partita, certo avranno anche loro una carta in più da giocare accanto alla certezza chiamata Taylor Fritz. E poi i doppisti Jack Sock e Rajeev Ram non sono proprio gli ultimi della fila, soprattutto il secondo, che è numero 2 mondiale nella specialità.

Paradossalmente i quarti rischiano di rivelarsi più duri dell’eventuale semifinale, dove l’avversario uscirà dalla sfida tra il Canada di Auger-Aliassime (con l’incognita Shapovalov, sostituito nel girone eliminatorio da Pospisil) e la Germania, che se recuperasse Zverev sarebbe una brutta gatta da pelare, ma che in assenza del suo conclamato numero uno (che potrebbe tornare direttamente ad anno nuovo) avrebbe in Struff e Otte i due singolaristi, affidandosi principalmente alle velleità del doppio che nelle tre gare del girone disputate la settimana scorsa ha sempre ottenuto i punti decisivi con la coppia Krawietz-Puetz.

Le parole di Berrettini, che ha detto che certo gli USA non dovrebbero essere contenti di aver pescato l’Italia, rendono bene l’idea: l’Italia è consapevole della propria forza, ma dovrà rasentare la perfezione se vorrà riportare a casa l’insalatiera d’argento in una final eight dove forse una vera favorita non c’è, tolta la Spagna di Alcaraz (con o senza Nadal?) che potrebbe giovarsi del fatto di giocare davanti al proprio pubblico.

 

(Credits; Getty Images)

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