Djoko è tornato, la Osaka è una stella

Djoko è tornato, la Osaka è una stella

Djoko è tornato, la Osaka è una stella

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E’ stato uno strano Us Open quello appena concluso questa notte. Giocato in un caldo irreale, tra ritiri a ripetizione, litigi, tensioni, melodrammi in diretta della Williams, intemperanze ben oltre la media del pubblico americano, la nascita di una stella nel tennis femminile e il rientro definitivo tra i tre tenori di Nole Djokovic.

Partiamo dalla fine, con il servo che ha saputo portare a casa un torneo giocato con sempre più convinzione e grazie ad un tennis solido come ai tempi migliori. Un torneo persino “facile” per il serbo, considerando gli avversari trovati e la possibilità di non dover fare maratone che lo avrebbero spremuto e tenuto in tensione. Ha perso solo due set nel primo e secondo turno contro Fucsovic prima e Sandgren poi.

Da quel momento si è rilassato, è andato in scioltezza e ha trovato sulla sua strada Gasquet, Sousa, Millman, Nishikori e Del Potro, con il quale ha vissuto un lungo momento di nervosismo nel secondo set, quando ha discusso col pubblico, poi con l’arbitro per una palla sgonfia e ha ceduto un game, permettendo il controbreak a Del Potro. Il tie break vinto ha definitivamente spostato l’asticella e permesso di chiudere in tre set anche la finale. Ora il serbo è di nuovo al terzo posto, con vista sul primo, si aggiudica il 14esimo slam della carriera e punta Nadal, fermo a 17, per cedere se riesce a raggiungere Federer addirittura a 20.

E’ l’inizio di una seconda parte della sua carriera che solo a inizio dell’anno era impensabile. Invece da Wimbledon in avanti è tornato ad avere consapevolezze e tenuta fisica che sembravano perdute.

Nadal invece con il suo ritiro conferma che il suo tennis fisico ha bisogno di un aggiornamento per poter mantenere questo standard. Nessuno ha le sue qualità e il suo temperamento da fighter ma se resta in campo 15 ore in tre partite per aver ragione dei suoi avversari finisce che il ginocchio si infiamma ed è costretto al ritiro, come con Del Potro. Ha bisogno di accorciare gli scambi, come ha fatto Federer che con la sua classe e il cambio strategico si è allungato la carriera.

Per Del Potro è invece un rientro importante nell’elite del tennis e ora è numero 4, l’auguro è che non abbia altri infortuni e continui così.

Nel tennis femminile invece abbiamo assistito ad una situazione surreale, con la Williams ammonita prima da un warning per aver ricevuto un suggerimento dal suo angolo. Lei si infuriata con l’arbitro Ramos sostenendo di non aver bisogno di aiuti, salvo essere smentita dal video che ritraeva il suo allenatore farle un cenno tattico. Ha perso il servizio e ha distrutto la racchetta, secondo warning e conseguente punto di penalità.

Qui la Williams ha perso la testa e ha dato del “ladro” a Ramos, che conseguentemente ha dato un game alla Osaka: era il secondo set e la giapponese è salita sul 5-3 senza doverlo giocare.
La Williams a quel punto si è scagliata contro l’arbitro dicendogli: “Non ho mai rubato in vita mia, sono una mamma, ho una bambina e tu mi derubi. Ogni volta è la stessa storia. Lo fai perché sono una donna? Ti devi scusare con me!”. Un comportamento infantile che non ha permesso alla Osaka di godersi il primo slam della sua carriera, con il pubblico che fischiava e tifava per la Williams anche durante la cerimonia. Serena ha cercato di metterci una pezza sostenendo l’avversaria ma il danno era fatto.

Non c’è bisogno di aggiungere altro, è sufficiente il racconto di una pagina legata al tennis femminile che va dimenticata ma sarà senz’altro ricordata.

 

Us Open

Credits: Getty Images

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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