Federer-Nadal: il sogno si è avverato

Federer-Nadal: il sogno si è avverato

Federer-Nadal: il sogno si è avverato

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La finale degli Australian Open è un sogno realizzato, il culmine di due carriere straordinarie che sembravano davvero nella fase crepuscolare.
Potremmo dire altrettanto per  le sorelle Williams, il cui approdo in finale sembra rientrare nella logica dello Slam più vintage della storia di questo sport.
Non è esattamente una grande notizia perché, da una parte significa che i top ten non sono così solidi e che le nuove leve sono ancora lontane dall’esprimere il loro potenziale, dall’altra però permette di riaffermare che i numeri uno di questo ventennio sono sempre loro e poi questa è una storia bellissima.

La finale si è concretizzata dopo due semifinali appassionanti  rimaste in bilico fino al quinto set. La prima, quella vinta da Federer. sembrava incanalata in una lezione di tennis che avrebbe potuto concludersi in tre set. Invece Roger, dopo aver vinto con sicurezza i primi due, ha mostrato un preoccupante calo fisico permettendo al connazionale di aggiudicarsi in scioltezza (6-1) il terzo.  Perso anche il quarto si stava materializzando lo spettro della sconfitta, invece, dopo una sosta per poter curare un problema lombare, Federer è di nuovo tornato ad essere preciso nei colpi da fondocampo migliorando  le sue percentuali al servizio. Fatto il break a Wawrinka ha gestito fino alla fine ed  esultato in modo contenuto.
Rafa invece ha sofferto in modo indicibile la più grande partita della carriera di Dimitrov. A dirla tutta avrebbe meritato più fortuna il bulgaro, il quale ha espresso un tennis finalmente vicino a quello di Federer per stile e concretezza. Ha perso per pochi dettagli ma se il suo livello restasse tale oggi sarebbe stabilmente nei primi tre al mondo.
Nadal è tornato ad esibire quella straordinaria forma fisica che gli permette di recuperare ogni pallina, esasperando i suoi avversari e costringendoli a fare punto tre volte per realizzarne uno.
Cinque ore in campo e con un livello quasi impossibile per entrambi.
Chi pensa che però il maiorchino perderà qualcosa in termini fisici nella finale con Federer si sbaglia. La sua capacità di recupero è impressionante e sarà determinante per aggiudicarsi questo Slam.
La superficie che darà vita all’ennesimo magnifico duello tra i due questa volta è più veloce ma Rafa ha cambiato il suo tennis e ha saputo adattarsi migliorando anche la strategia da fondocampo. Tra il due il favorito è Nadal perché ha un tipo di gioco che ha sempre dato fastidio allo svizzero e gli ha dato la possibilità di aggiudicarsi un maggior numero di match (23 a 11) e anche Snai assegna una quota leggermente favorevole allo spagnolo 1,80 per lui contro i 2,00 di Roger.

Conta anche l’età (più di cinque anni di differenza tra i due) e la lunghezza del match che, se dovesse allungarsi oltre al terzo, premierebbe quasi certamente Nadal.
Federer dopo la lunga sosta di sei mesi è però tornato più fresco e consapevole, migliorando ulteriormente la sua efficacia in battuta e la qualità del suo immenso repertorio.  Il mondo è spostato più per un tifo per Federer perché è il superlativo assoluto di questo sport e rappresenta idealmente il perfetto atleta silenzioso e di grande personalità, facendolo somigliare in questo a Borg. Nadal è invece più vicino ad una forma di wrestling tennistico ma non va dimenticato il suo enorme talento e la straordinaria qualità nel giocare ogni colpo come se fosse quello decisivo, anche al primo scambio del primo gioco del primo set.
Probabilmente vincerà lui ma la finale se la sono aggiudicata entrambi e Roger Federer, con questo rientro, ha cementato un mito, con tutto il rispetto per Nadal, superiore a chiunque nella storia del tennis.

 

(Credits: La Presse)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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