US OPEN, NADAL-FOGNINI: AMICI E RIVALI DA SEMPRE

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US OPEN, NADAL-FOGNINI: AMICI E RIVALI DA SEMPRE

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Rieccoli, Rafa e Fabio. Amici da una vita, ma rivali da sempre, a volte anche con qualche parolina sopra le righe che ha alimentato più di un dubbio sull’effettiva solidità di un rapporto che (a parole) ha sempre funzionato. Perché Rafa e Fabio sono praticamente coetanei, e come tali si sono affrontati una marea di volte nel corso della loro carriera. Con quello in programma nella notte italiano fanno 18 sfide ufficiali: il bilancio è tutto dalla parte dello spagnolo, che ha vinto 13 dei 17 incontri, ma le 4 vittorie di Fognini rimandano certo alle sfide più belle ed emozionanti.

E ce n’è una che svetta giocoforza su tutte le altre, guarda a caso disputata proprio a Flushing Meadows nell’anno di grazia 2015, probabilmente quello nel quale il ligure ha espresso il suo massimo livello tennistico: Nadal quel giorno era avanti 2-0, praticamente con un piede e mezzo già negli ottavi, ma di colpo Fabio accese la luce, giocò come mai aveva fatto prima sul cemento e ribaltò l’inerzia di una gara che pareva ormai segnata.

Vinse 6-4 al quinto, raggiungendo per la prima (e unica) volta in carriera gli ottavi a Flushing Meadows, dove avrebbe perso contro Feliciano Lopez, pagando dazio anche allo sforzo sostenuto 48 ore prima. Chiaro che stavolta il pronostico, se possibile, penderà ancora di più dalla parte di Rafa, ma non è questo un buon motivo per ritenere che non si possa fare un’altra impresa.

MARATONETI NATI, MA CON OBIETTIVI DIVERSI

Dopotutto Fognini a New York c’è andato principalmente per puntare al bersaglio grosso nel torneo di doppio, e per ora il debutto ha detto che il tandem con Simone Bolelli funziona (hanno battuto l’indiano Ramanathan e il croato Cacic al debutto). Ma contro Nadal avrà ben poco da perdere: la rimonta show contro Karatsev al primo turno ha mostrato al mondo la resilienza di un talento che non sembra accusare la fatica o il logorio del tempo, tanto che annoverarlo tra i grandi dell’ultimo decennio è il minimo che si possa fare.

È una sfida che ha già il sapore della nostalgia tra due colleghi che si stimano e si rispettano, benché non sono mai mancate punzecchiature e parole un po’ sopra le righe (Fognini due mesi fa sembrò muovere dubbi sul ritorno in grande stile di Nadal a Wimbledon, rilasciando una dichiarazione criptica come poche prima di accusare di essere stato male interpretato).

Nadal a Flushing Meadows è arrivato a corto di preparazione sul cemento, avendo peraltro perso a Cincinnati contro Coric (sembrava una sorpresa: il proseguo del torneo ha smentito tale ipotesi…), ma contro Hijikata al primo turno s’è messo in moto prontamente dopo aver lasciato al rivale il primo parziale, senza lasciargli però scampo una volta che ha deciso di alzare i giri del motore.

NADAL E QUELLE POLEMICHE CHE NON AIUTANO

Il pubblico dell’Artur Ashe l’ha accolto con tutti gli onori del caso, anche perché a NY il maiorchino ha davvero scritto pagine indelebili di storia tennistica. Contro Fognini il match si presenterà per lui abbastanza insidioso, anche perché pochi meglio di Fabio conoscono i suoi pochi punti deboli. E l’altra insidia arriverà anche dalle temperature piuttosto elevate di questi giorni, con un’alta percentuale di umidità a condizionare ulteriormente le fasi di preparazione alla battuta di Nadal, non a caso punzecchiato dopo il match con Hijikata perché accusato da qualcuno di ricevere un trattamento di favore legato alla regola dei 25 secondi (se un tennista non serve entro quel lasso di tempo riceve un warning, un avvertimento).

Rafa non l’ha presa troppo bene, spiegando che chi come lui ha una sudorazione corporea abbastanza elevata le nuove regole (vedi quella che impedisce ai raccattapalle di porgergli l’asciugamano) hanno complicato un po’ la vita, ma ribadendo di voler essere sempre nel giusto e di comportarsi in modo corretto. Polemiche strumentali che stanotte non troveranno spazio, perché quando si gioca nel tempio del tennis a stelle e strisce (il campo con la massima capienza al mondo) certi pensieri spariscono all’istante.

E a Rafa, come a Fognini, interesserà solo giocare: Nadal nel 2022 non ha ancora perso nessuna partita nei tornei dello slam, poiché a Wimbledon la semifinale con Kyrgios non la giocò per niente, ritirandosi il giorno prima. Chi avanza troverà sulla sua strada uno tra Kecmanovic e Gasquet: lo spagnolo contro di loro non ha mai perso (17 vittorie contro il povero Gasquet, due contro il serbo), Fognini ha vinto l’unico precedente con Kec ed è 2-2 con il francese, che pure l’ha battuto l’ultima volta 10 anni fa. Sulla carta, insomma, chi avanza potrebbe trovare una piccola corsia preferenziale. Meglio di niente, per quel che vale.

(Credits: Getty Images)

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Redazione Redazione SNAI Sportnews... VAI ALLA PAGINA AUTORE