Foro Italico (Credits: IMAGO)
L’idea di trasformare gli Internazionali di Roma nel quinto Grande Slam è una notizia che sta circolando da tempo e che viene alimentata dalle ambizioni della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP). Non si tratta di una semplice: negli ultimi mesi, discussioni e mosse concrete hanno rilanciato il dibattito, con il presidente Angelo Binaghi in prima linea per trasformare il sogno in realtà.
ATP Roma quinto Slam: come nasce l’idea
L’ipotesi nasce dalla volontà di elevare un torneo già tra i più prestigiosi, il Masters 1000 di Roma, che dal 2023 si è esteso a due settimane e attira gente da tutto il mondo che accorre sui campi del Foro Italico. Binaghi, stanco del “monopolio” dei quattro Slam tradizionali (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, US Open), vede Roma come alternativa ideale: passione italiana, storia e potenziale economico la rendono candidata naturale, a differenza di eventi arabi o altri Masters come Indian Wells o Miami, da sempre definiti “quinti Slam” in senso figurato. L’idea guadagna terreno dopo successi come le Next Gen Finals a Milano, superiori per affluenza a edizioni saudite.
ATP Roma quinto Slam: la fattibilità
Recentemente, la FITP ha offerto 550 milioni di dollari agli organizzatori di Madrid per acquisirne lo slot calendariale, estendendo Roma a un full Slam-format con più campi, inclusa la SuperTennis Arena allo Stadio dei Marmi. Binaghi insiste: “Non è un sogno, ma un obiettivo concreto“, puntando su governo e investimenti per infrastrutture e trasporti.
Tuttavia, gli ostacoli ci sono e non possono essere tracurati: serve l’ok del Grand Slam Committee, restio a diluire prestigio e calendario; la terra battuta ravvicinata al Roland Garros crea sovrapposizioni; servono spazi per 128 giocatori e migliaia di spettatori extra. Realtà possibile con leva economica, ma ad oggi più una suggestione che un progetto.
