JANNIK SINNER È PRONTO A FARE LA STORIA

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“Dategli un paio d’anni e vedrete che sarà pronto per lottare con i migliori”.

Riccardo Piatti, per chi ne sa qualcosa di tennis, più che un allenatore è un guru: spesso, anzi, quasi sempre c’azzecca, e allora tanto vale prenderlo in parola anche stavolta. Anche perché da quando ha preso Jannik Sinner sotto la sua ala le prestazioni del talento di San Candido sono cresciute a dismisura. E Sofia domenica scorsa è arrivato il quarto titolo in carriera, che per uno nato il 16 agosto del 2001 non è roba di poco conto. Tra i millennial, quei talenti ricondotti alla categoria Next Gen che dovranno (presto o tardi che sia) raccogliere il testimone dai big 3 (Djokovic, Nadal, Federer), un posto d’onore l’altoatesino se l’è conquistato da tempo, almeno da quando nel novembre del 2019 stupì tutti a Torino vincendo proprio le Next Gen ATP Finals pur partecipando grazie a una wild card. La Bulgaria è invece divenuta il suo secondo giardino di casa: a Sofia nel novembre 2020 Sinner vinse il primo titolo ATP in carriera superando in finale Vasek Pospisil, a Sofia s’è ripetuto battendo Gael Monfils al termine di un torneo nel quale non ha lasciato neppure un set agli avversari. In mezzo fanno bella mostra nella bacheca di casa anche il titolo conquistato a Melbourne contro Stefano Travaglia a febbraio e quello di Washington dello scorso agosto, avversario Mackenzie McDonald, primo titolo ATP 500 in carriera. Uno specialista delle finali, se è vero che sin qui ne ha vinte 4 delle 5 disputate: l’unica finita male, ad aprile nell’ATP Masters 1000 di Miami contro Hurzack, probabilmente gli costerà l’accesso alle ATP Nitto Finals di Torino, in programma a novembre. Ma a dar retta a Piatti, l’appuntamento sarà solamente rimandato.

DALLO SCI ALLA RACCHETTA

Sinner, numero 14 della classifica ATP, è il volto giovane e fresco di un tennis, quello italiano, che è tornato a competere ai massimi livelli, forse più di quanto non avesse mai fatto in decenni di storia. Con la salita alla ribalta di Matteo Berrettini e l’ascesa di Lorenzo Sonego, rispettivamente alla posizione 7 e alla 21 (solo la Spagna vanta tre atleti tra i primi 20 al mondo), i riflettori si sono accesi su un movimento che appare oggi foriero di buoni propositi. Sinner è il più giovane della cricca, e forse anche quello con i maggiori margini di crescita: i suoi genitori l’hanno cresciuto mentre mandavano avanti l’attività di famiglia, cioè il rifugio Fondovalle in Val Fiscalina. Appassionato di sci, sport praticato con buoni risultati fino all’età di 13 anni (a 13 anni si è laureato anche campione italiano di slalom gigante), ha sviluppato parallelamente la passione per il tennis, scegliendo di partire verso Bordighera a 14 anni e imparare i trucchi del mestiere nell’accademia diretta proprio da Riccardo Piatti. Dopo un apprendistato promettente nei tornei giovanili, all’inizio del 2019 è il primo classe 2001 a mettere le mani su un torneo Challenger, vincendo nettamente quello disputato a Bergamo grazie a una wild card. Da quel momento in poi comincia a incasellare una sfilza di record di precocità legati non solo al tennis italiano, ma in buona misura anche a quello mondiale. La vittoria alle Nezt Gen è la ciliegina sulla torta, tanto che alla fine dell’anno è già nei primi 100 al mondo, facendo registrare numeri che non si vedevano dai tempi del giovanissimo Nadal, e i colleghi lo eleggono rivelazione dell’anno.

ALZARE L’ASTICELLA

Nelle intenzioni il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno della consacrazione, e in parte lo diventa nonostante la pandemia ne rallenti l’ascesa. Raggiunge il primo quarto di finale in uno Slam, perdendo proprio da Nadal al Roland Garros, ma batte pure tre giocatori presenti in top 10, da Goffin a Zverev passando per Tsitsipas. Diventa un volto noto al grande pubblico, non solo quello legato al tennis: i primi tornei conquistati a partire dalla fine del 2020 ne confermano le qualità tecniche e lo proiettano in fretta verso le posizioni più ambite del ranking. Nel frattempo fa parlare di se anche per la relazione con la bella Maria Bruccini, influencer con la quale però tutto fila liscio nonostante i tanti impegni agonistici. Tifosissimo del Milan, appassionato di basket NBA (tifa per gli Houston Rockets), parla tre lingue e spera di riuscire presto a completare gli studi e ottenere il diploma, proposito che ha dovuto interrompere a un anno dal termine del suo percorso. Prima però vorrebbe mettere le mani su un Masters 1000: Indian Wells gli offrirà una nuova occasione proprio in questi giorni, mentre il cemento californiano farà da sfondo anche al primo esperimento della coppia Sinner-Berrettini in doppio. Con vista sulla Davis, dove l’Italia (come logica vuole) si presenterà a fine novembre come una valida candidata per la vittoria finale.

(Credits: Getty Image)

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