MADRID MASTERS 1000 SINNER-AUGER ALIASSIME: JANNIK HA FATTO 100 MA HA VOGLIA DI CORRERE

MADRID MASTERS 1000 SINNER-AUGER ALIASSIME: JANNIK HA FATTO 100 MA HA VOGLIA DI CORRERE

MADRID MASTERS 1000 SINNER-AUGER ALIASSIME: JANNIK HA FATTO 100 MA HA VOGLIA DI CORRERE

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La tripla cifra come premio per la costanza, la dedizione e la voglia di vincere dimostrate durante tutto l’arco di questo primo scorcio di carriera. La tripla cifra come investitura per il futuro, perché non si arriva a 100 vittorie da professionista per caso quando la carta d’identità dice che hai compiuto 20 anni da pochi mesi, segno evidente che Jannik Sinner può davvero cominciare ad essere considerato uno dei tennisti più forti della sua epoca.

Che poi è appena cominciata: a Madrid non sta nascendo certo una stella, semmai arriva solo la conferma di un potenziale di incredibile qualità che sta maturando giorno dopo giorno, pronto ora ad affrontare un’altra sfida elettrizzante e stimolante contro quel Felix Auger-Aliassime col quale l’altoatesino condivide la frequentazione delle posizioni intorno alla numero 10 del ranking, dove Jannik vorrebbe saltare nuovamente sfruttando proprio lo scontro diretto col rivale canadese.

IL LIBRO DEI RICORDI GIÀ PULLULA DI PERLE

Contro de Minaur il livello di gioco mostrato da Sinner è stato degno dei giorni migliori. Qualche errore in mezzo c’è stato, ma in generale la prova è stata pari alle attese.

Ho dovuto cambiare tattica, ci conosciamo talmente bene con Alex che non potevo tenere solo uno spartito per tutta la partita, ma ho dovuto variare colpi e cercare soluzioni differenti. Chiaro però che non posso dire di essere stato perfetto: ho concesso due break (lui però ne ha portati via 5), ho faticato nella parte centrale del primo set dopo che ero partito bene, ho cercato di sfruttare poi un suo momento di appannamento per andar via e chiudere in fretta nel secondo. Si può far meglio ma sono felice, anche perché fare cifra tonda non è cosa di tutti i giorni. Spero però che sia solo un numero da aggiornare e che ce ne siano tante altre di cifre tonde. Le vittorie più belle? Quelle ottenute a Sofia (primo titolo in carriera) e alle Next Gen Finals del 2019 sono indimenticabili tanto quanto quella con Zverev al Roland Garros 2020 e quella con Tsitsipas a Roma, sempre nel 2020. Che poi è alle porte, e la cosa mi rende ancora più felice e impaziente di far bene al Foro Italico.

Prima però meglio pensare ad Auger-Aliassime, che seppur sulla terra non sia un fulmine di guerra (anche se la percentuale di vittorie è simile a quella generale, cioè intorno al 63%) rimane pur sempre un rivale da temere.

Vero è che sin qui la sua stagione sul rosso ha prodotto risultati non troppo esaltanti: tolti i quarti di finale raggiunti a Barcellona, battuto da uno specialista come Schwartzman, per il resto il canadese ha fatto fatica a trovare continuità negli altri tornei che ha affrontato. A Madrid è partito bene tanto da lasciare appena tre game a Garin nel match di secondo turno (al primo ha beneficiato di un bye), ma contro Sinner l’asticella per lui si alzerà.

UN DERBY AI QUARTI, O LA RIVINCITA CON ZVEREV

Non ci sono precedenti tra i due baldi giovanotti, ma ci sono tanti motivi per ritenere che quello in programma intorno alle 18 sul campo 3 sia un match che vale la pena vedere. Intanto perle già note ragioni di classifica: Sinner ad oggi è numero 12 e con una vittoria contro Auger-Aliassime, numero 10 che lo precede di 610 punti in classifica, potrebbe avvicinarsi sensibilmente alla top ten e magari anche cominciare a fare previsioni un po’ a più lunga mandata. Anche perché in mezzo tra i due c’è Cameron Norrie che pure è opposto ad Alzaraz, e che dunque dovrà affrontare un ostacolo che per ciò che ha raccontato il recente passato non dovrebbe rivelarsi tanto leggero.

Poi perché battere un top ten non è mai una cosa da liquidare come “normale”, al netto delle possibili caratteristiche dell’uno come dell’altro interprete: Sinner l’ha già fatto in stagione con Rublev a Montecarlo e potrebbe concedere il bis contro Felix, che pure in stagione è riuscito a battere due volte uno dei primi 10 tennisti al mondo, vale a dire proprio Rublev e Tsitsipas nel corso della cavalcata verso il titolo ATP 500 di Rotterdam dello scorso febbraio. La prospettiva dell’altoatesino è quella di prendersi i quarti e magari di ritrovarsi a disputarli contro Lorenzo Musetti, del quale ha avuto parole di elogio dopo il bel successo su Korda.

Ha fatto una grande prestazione e sono convinto che una vittoria di questa portata potrebbe consentirgli di affrontare Zverev con la fiducia necessaria per provare a superarlo.

Se proprio poi derby non dovesse essere, quantomeno l’idea di una pronta rivincita col tedesco, a tre settimane dal quarto di finale di Montecarlo, non sarebbe poi cosa tanto sgradita. Prima, però, testa su Felix: che non ha molto da perdere, che ha un mentore che del rosso ne sa qualcosa (Toni Nadal, zio di Rafa) e che a Madrid non è mai riuscito a vincere due partite di fila nel torneo. Se il passato qualcosa insegna…

(Credits: Getty Images)

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