Tennis | Miami, Jannick Sinner in finale contro Hurkacz

Tennis | Miami, Jannick Sinner in finale contro Hurkacz

Tennis | Miami, Jannick Sinner in finale contro Hurkacz

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Dalle valli dell’Alto Adige a Miami, dallo sci al tennis, dalla vittoria delle Next Generation Finals al ranking mondiale scalato partita dopo partita: questo è Jannick Sinner, un 19enne col vizio della vittoria e una tenuta mentale impressionante.

Secondo italiano ad accedere a una finale di Masters 1000 dopo Fabio Fognini, Jannick incontra nel match conclusivo degli Open di Miami il polacco Hurkacz. “Non sei umano” gli ha detto Bublik nel turno precedente, e forse ora non basta più neanche questa frase per definirlo. Al di là di come terminerà questa gara, solo applausi per un percorso di crescita costante e repentino del gioiello del tennis azzurro.

 
UN CUOCO NOVELLO
Jannik Sinner è diventato il più giovane finalista del Masters dai tempi di Novak Djokovic nel 2007. L’altoatesino è anche il terzo under-20 a raggiungere la finale maschile a Miami, dopo Djokovic, Rafael Nadal e Andre Agassi. Ma parlando con la stampa dopo la sua vittoria, l’italiano ha fatto luce sul suo risultato e ha sottolineato che ha ancora una lunga strada da percorrere.

 
Quando sei lì a pelare le patate, non vuol dire che proprio non sai cucinare. Vuol dire che la strada è lunga, che devi imparare tante ricette, devi capire come impiattare. Ma quello arriverà dopo. Io credo di essere cresciuto nelle ultime tre settimane, ma questo non vuol dire che io abbia finito di pelare patate e carote. Mi piacerebbe essere già lì a impiattare, ma adesso è impossibile“.

Se finirà per sollevare il trofeo, l’italiano diventerà il terzo più giovane campione Masters 1000 di tutti i tempi, dietro solo Rafael Nadal e Michael Chang. Quando gli è stato chiesto se avvertiva la pressione di essere giunto all’apice di così tante grandi imprese in così poco tempo, ha dato una risposta misurata.

Sì, ovviamente. Le cose possono cambiare molto velocemente. Sai, ho avuto una grande esperienza a Bergamo, un Challenger, e poi ho vinto un paio di tornei quell’anno (2019) che mi hanno dato un po’ di fiducia. Ovviamente non pensi a giocare i grandi tornei a quel punto perché la tua classifica non è lì. E poi, a volte, ti senti bene in alcune settimane“.

 
HURKACZ, IL KILLER DELLE TESTE DI SERIE
Jannick Sinner, sulla soglia della top 20 mondiale, è stato il primo a prenotare il posto nella finale. L’italiano sul 3-3 del secondo set, è stato in grado di tenere un game di battuta di importanza fondamentale nonostante fosso sotto di 0-40, con quattro palle break da annullare. Il tutto contro la settima testa di serie Roberto Bautista Agut, non uno qualsiasi, insomma.

Al contempo, Hurkacz ha messo su un’incredibile performance per eliminare la più alta testa di serie rimanente nel sorteggio, Andrey Rublev. Si tratta della seconda vittoria del polacco in top 10 a Miami, in precedenza aveva eliminato la seconda testa di serie Stefanos Tsitsipas ai quarti di finale e, ancor prima, Shapovalov e Raonic. Il polacco aveva già ottenuto un brillante inizio di stagione, centrando il titolo al Delray Beach Open. Sarà ancor di più pieno di fiducia dopo queste fantastiche prestazioni in Florida.

I pronostici degli analisti danno l’azzurro come favorito alla vittoria del torneo, ma in una sfida così “stretta” è complicato sbilanciarsi. Ma quanti set serviranno per decretare il vincitore? Sempre secondo i bookmaker dovrebbero bastare due set all’azzurro per alzare al cielo il trofeo. Considerata la posta in palio potremmo anche assistere a una partenza molto combattuta, magari con un primo set deciso al tie-break.

 
(Credits: Getty Images)

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