Mini crisi Djokovic e la sorpresa Aliassime

Mini crisi Djokovic e la sorpresa Aliassime

Mini crisi Djokovic e la sorpresa Aliassime

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Tre protagonisti in meno di 24 ore per un torneo di Miami che sta dando nuovi spunti in questo anomalo inizio di stagione.

Partiamo dal più giovane semifinalista di sempre di questo torneo ovvero Felix Auger Aliassime che a soli 18 anni e 7 mesi, ha raggiunto un traguardo straordinario in un master 1000, dopo aver sconfitto Borna Coric in meno di 2 ore e in soli due set 7-6 6-2.

Un quarto di finale molto equilibrato solo nel primo set di un incontro che ha mostrato, oltre al talento, la straordinaria maturità del giovane canadese.

Ora lo aspetta il vincitore del torneo della scorsa edizione: il padrone di casa John Isner reduce da un complicato ma autorevole successo su Bautista Agut.

Se riuscirà ad arrivare in finale, Aliassime si candiderà ad essere il più precoce talento del momento, e sarebbe davvero suggestivo se riuscisse a trovare in finale il “vecchio” più grande di sempre, ovvero Roger Federer, secondo protagonista di Miami, che ha disputato la partita migliore del torneo, proprio negli ottavi, disputati con un giorno di ritardo a causa del maltempo.

Dalla parte di tabellone dello svizzero, che ha battuto in scioltezza Medvedev, c’è un pericoloso Kevin Anderson, che con il suo servizio e una buona robustezza da fondocampo, ha spesso messo in difficoltà re Roger. 
Il quarto di finale potrebbe essere molto equilibrato così come quello tra Tiafoe e Denis Shapovalov, reduce da una sfida straordinaria con Tsitsipas iniziata davvero tardi e terminata a notte fonda.

Sulla carta è favorito il canadese, dotato di maggior talento e un repertorio più vasto ma va valutata la sua stanchezza.

Il terzo protagonista questa volta negativo è invece Nole Djokovic per l’inattesa eliminazione agli ottavi, per mano di Bautista-Agut che ha aperto una crepa resa più misteriosa dallo stesso serbo, con una dichiarazione che ha lasciato immaginare una tensione con il suo gruppo di lavoro: “può essere che troppe cose extra campo mi abbiano influenzato negativamente”.  Dopo il trionfo agli Australian Open e la netta affermazione su Rafa Nadal, il numero 1 al mondo ha iniziato a pensare in modo deciso al Grande Slam, l’affermazione nei quattro tornei principali, a partire dal Roland Garros e puntando a spodestare proprio Nadal, il padrone (quasi) incontrastato dal 2005. Il problema è che il gioco espresso dal serbo a Indian Wells e Miami ha mostrato quel tipo di fragilità già vista in occasione della sua lunga crisi, confermando quanto il tennis sia tra tutti, lo sport con il la più alta percentuale di valore psicologico nelle prestazioni.

Anche con lo spagnolo sembrava avere il match in mano, poi è scattato qualcosa nella testa del suo avversario, il quale a iniziato a cambiare il piano di gioco e Nole non è più riuscito a trovare le misure e certezze. Djokovic da inizio stagione ha giocato poco e questo si è riverberato anche sulla sua tenuta di gioco, anche se non sembra intenzionato a cambiare la strategia e voglia tornare in campo solo a maggio con i tornei su terra battuta.

Se la crisi sarà acclarata, o soltanto un passaggio a vuoto stagionale, lo capiremo tra un mese. Intanto a Miami potremmo vedere il ventesimo vincitore diverso in venti tornei disputati da inizio stagione.
(Credits: Getty Images)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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