Monte Carlo: Nadal contro tutti sulla terra del Principato

Monte Carlo: Nadal contro tutti sulla terra del Principato

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Scatta al Monte Carlo Country Club la stagione europea sulla terra battuta, col terzo Masters 1000 stagionale. Rafael Nadal ha vinto per ben dieci volte, ed è favoritissimo per l’undicesimo successo. I problemi al ginocchio sono solo un ricordo: sul rosso, con lui in campo, sembra diventata una battaglia per il secondo posto.

Già da qualche anno, quando al via di un torneo sulla terra battuta si presenta Rafael Nadal, la domanda non è più chi vincerà, ma con chi vincerà lui, il più grande Re dei campi rossi nella storia della racchetta. Un discorso che si ripete in questi giorni al Monte Carlo Country Club, casa del primo Masters 1000 europeo della stagione, uno dei terreni di conquista preferiti di “Rafa”. Il numero uno del mondo ha vinto per la prima volta nel Principato nel 2005, a 18 anni, e ha firmato la sua personalissima “decima” dodici mesi fa, siglando un record poi bissato anche al Roland Garros. Ora prova a migliorarlo ancora, senza più incognite sulle sue condizioni, apparse già ottime la scorsa settimana in Coppa Davis. Il campione di Manacor era fermo dall’Australian Open per i problemi al ginocchio che si trascinava dietro dal 2017, ma le due vittorie alla Plaza de Toros di Valencia hanno detto che è prontissimo per vincere un nuovo titolo, e hanno cancellato ogni dubbio anche dalla mente dei bookmakers. Secondo gli esperti di SNAI, il suo undicesimo titolo al Rolex Monte-Carlo Masters paga 1,70 volte la posta, praticamente un sesto rispetto alla quota (10,00) del suo primo inseguitore Alexander Zverev, uno dei due avversari battuti (e severamente) nel duello di Davis fra Spagna e Germania. Un divario che la dice fin troppo lunga sulla possibilità di vederlo di nuovo col trofeo in mano, in barba a un tabellone non proprio semplicissimo.

A Nadal è andata bene nei primi turni, mentre il suo cammino potrebbe complicarsi nei quarti di finale, quando dovrebbe trovare sulla propria strada uno fra Dominic Thiem, l’unico in grado di batterlo nel 2017 (nei quarti di finale degli Internazionali d’Italia) e Novak Djokovic, il solo giocatore capace negli anni di superarlo con continuità anche sulla terra. Tuttavia, il condizionale resta d’obbligo: Thiem è al rientro dopo uno stop per un infortunio alla caviglia destra che ha definito il più grave della sua carriera, e infatti è dato “solo” a 15, quando sulla terra è sempre stato pericoloso, mentre sul nome di Djokovic aleggia sempre un grandissimo punto di domanda. Riguarda sia i problemi al gomito che lo affliggono ormai da mesi, ma dovrebbero finalmente essere solo un ricordo, sia le ripetute modifiche al suo team. A Monte Carlo, dove risiede da anni, “Nole” si presenterà col suo storico coach Marian Vajda, cacciato nella primavera dello scorso anno ma appena tornato al suo angolo, anche se – per ora – non in via definitiva. Basterà per aiutarlo a recuperare l’armonia persa? Magari sì, ma non da un giorno all’altro. La quota SNAI di 12,00 è più per il cognome che per ciò che ha saputo far vedere nelle prime uscite dell’anno, e nell’elenco reale dei favoriti non merita il terzo posto assoluto al pari con Marin Cilic, seconda testa di serie e capitato nella parte bassa del tabellone, ma un po’ meno pericoloso sulla terra battuta.

Oltre al forfait di Federer, che sulla terra non giocherà nemmeno un punto neanche quest’anno, scorrendo il tabellone salta all’occhio l’assenza di Juan Martin Del Potro, che dopo le fatiche degli States ha preferito prendersi qualche giorno in più per preparare la stagione sulla terra, così – come accennato – secondo SNAI le principali chance di arrivare in finale contro Nadal le ha “Sascha” Zverev (10,00). Sulla terra il ventenne tedesco un Masters 1000 se l’è già preso, vincendo al Foro Italico nella passata stagione, e anche in virtù della finale giocata a Miami (dove finalmente ha mostrato di uovo un buon tennis) è sicuramente è il più attrezzato per arrivare in fondo nella parte bassa del tabellone, non così ricca di big. Le altre teste di serie alte sono Cilic, il semifinalista dello scorso anno Lucas Pouille (30,00) e Pablo Carreno Busta (35,00), entrambi considerati meno pericolosi rispetto a Milos Raonic (20,00) e Tomas Berdych (25,00). Davvero improbabile che il nome del finalista non sia tra questi, anche se qualche potenziale pericolo c’è. Per esempio, ha imparato a farsi rispettare l’argentino Diego Schwartzman (40,00) e sul rosso è sempre pericoloso anche il nostro Fabio Fognini (40,00). Nel Principato l’azzurro è quasi di casa (è nato ad Arma di Taggia, Imperia), ha già giocato una semifinale cinque anni fa e ha iniziato la stagione col piglio giusto. Vederlo arrivare in fondo non sarebbe chissà quale sorpresa. Il problema di tutti è che nel tennis si gioca per vincere, mentre sulla terra, con Nadal in campo, ormai è diventata una battaglia per il secondo posto.

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Marco Caldara Marco Caldara, bergamasco, classe 1991, giornalista freelance. Si occupa di racchette e palline per Il Tennis Italiano, la rivista specializzata più ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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