MUSETTI È DIVENTATO GRANDE, SINNER E BERRETTINI NON SONO PIÙ SOLI: L’ITALTENNIS È GIÀ NEL FUTURO

MUSETTI È DIVENTATO GRANDE, SINNER E BERRETTINI NON SONO PIÙ SOLI: L’ITALTENNIS È GIÀ NEL FUTURO

MUSETTI È DIVENTATO GRANDE, SINNER E BERRETTINI NON SONO PIÙ SOLI: L’ITALTENNIS È GIÀ NEL FUTURO

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Il risveglio non è mai stato così dolce per Lorenzo Musetti, che a 20 anni s’è scoperto grande per battere. Perché battere Carlos Alcaraz non è cosa di tutti i giorni, per giunta in una finale di un ATP 500 che per il giovane carrarino ha rappresentato una prima volta assoluta.

Un trionfo che s’è tradotto nel nuovo best ranking in carriera alla posizione 31, che in settimana peraltro verrà certamente migliorato in quanto Lorenzo sarà impegnato nel torneo ATP 250 di Umago, con ulteriori margini di scalata (se dovesse arrivare in fondo salirebbe alla 24, ma intanto di sicuro a fine torneo sarà nella top 30 mondiale).

E se tre tennisti italiani tra i primi 30 al mondo non sono una novità assoluta, se è vero che un anno fa ad aprile ce n’erano addirittura quattro (oltre a Sinner e Berrettini c’erano Sonego e Fognini), tutto si può dire meno che l’Italia della racchetta al maschile sia tornata davvero a fare la voce grossa. E promette anche di regalarsi un futuro radioso, visto che carta d’identità alla mano ci sono un ventenne (appunto Musetti), un 21enne (Sinner) e un 26enne (Berrettini), che in un modo o nell’altro riescono persino a completarsi bene come caratteristiche spartendosi le varie superfici (Musetti giocatore perfetto per la terra, Sinner ottimo sul veloce e Berrettini probabilmente il più forte di tutti sull’erba). Scenari entusiasmanti che lasciano presagire un futuro quanto mai luminoso.

AD AMBURGO LORENZO È STATO DAVVERO MAGNIFICO

Prima di scendere in campo ad Amburgo, Musetti era reduce da un paio di mesi neri nei quali aveva collezionato 5 eliminazioni consecutive al primo turno. Ma in terra di Germania, battendo all’esordio Lajovic in rimonta, è come se fosse riuscito a far scoccata la classica scintilla, quella che gli ha permesso poi di arrivare fino in fondo a un torneo dove la concorrenza era agguerrita come non mai.

La finale contro Alcaraz è stato un piccolo capolavoro: avanti saldamente nel primo set, nel secondo ha sciupato due match point sul proprio servizio nel decimo gioco (e altre tre nel tiebreak) ma non s’è disunito, né tantomeno s’è abbattuto quando lo spagnolo ha vinto il secondo parziale , preludio a quella che sembrava l’ennesima rimonta subita da Lorenzo dopo i precedenti negli slam contro Djokovic e Tsitsipas negli ultimi due Roland Garros (in entrambe le volte è passato da 2-0 a 2-3).

Invece nel terzo il carrarino ha risposto pan per focaccia all’illustre collega, vincendo quella che è stata definita la “finale del nuovo millennio”, tra due dei futuri grandi protagonisti sul rosso (e non solo). Musetti ha rotto l’incantesimo e adesso si candida autorevolmente a diventare uno dei tennisti di riferimento del panorama nazionale: la terra rimane il suo terreno di caccia preferito (65% di vittorie contro il 49% sul cemento), ma i mezzi ci sono tutti.

JANNIK TORNA IN CAMPO: MERCOLEDÌ DEBUTTA A UMAGO

I mezzi ce li ha anche Sinner, che rispetto al giovane collega è più poliedrico e che vanta anche maggiore esperienza, al netto dei soli 9 mesi di età che li dividono. Jannik dopo tre settimane è pronto a tornare in campo, forte anche della ritrovata top ten nel ranking mondiale, inattaccabile e immodificabile almeno per un’altra settimana: dovesse anche imporsi a Umago, il torneo ATP 250 dove ha programmato il rientro, non potrebbe comunque salire o scendere dalla numero 10.

La curiosità di rivedere l’altoatesino sul rosso è tanta, benché nei quattro tornei stagionali disputati sulla terra non sia mai andato oltre i quarti di finale conquistati a Montecarlo e Roma (agli ottavi è finito invece sia a Madrid che al Roland Garros). L’obiettivo di Sinner è quello di farsi trovare pronto nell’estate nordamericana sul cemento, ma intanto in Croazia dovrà cercare di ritrovare il feeling con il campo dopo gli oltre 20 giorni di assenza (esordirà mercoledì).

BERRETTINI RINUNCIA A KITZ: APPUNTAMENTO A MONTREAL

Un obiettivo condiviso anche da Matteo Berrettini, che a Gstaad non è riuscito ad avere ragione di Casper Ruud in una finale che pure era sembrata mettersi sui binari desiderati, con la vittoria netta nel primo parziale e più di un’occasione sprecata per provare a trovare il break nel secondo, perso poi al tiebreak. Nel terzo la fiducia ritrovata di Ruud ha fatto il resto, con il romano che ha visto così interrotta una striscia di 12 risultati utili incassando la prima sconfitta dopo oltre quattro mesi (ma di cui due e mezzo passati a casa per via dell’operazione alla mano destra).

Un epilogo che nulla toglie al ritorno sulla scena di Matteo, che ha sfruttato la vetrina svizzera per ritrovare certe sensazioni in vista della trasferta per i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati, preludio all’appuntamento con gli US Open dove punta deliberatamente al bersaglio grosso (non ci sarà Djokovic e Nadal è ancora un punto interrogativo). La scelta di rinunciare a Kitzbuhel si spiega anche così: meglio non chiedere troppo al proprio corpo e riposare in vista dei prossimi impegni.

IL NUOVO CHE AVANZA: A TRIESTE È SBOCCIATO PASSARO

A Kitz ci sarà Sonego, che rispetto a un anno fa sembra invece essere un po’ meno brillante. A Umago ci sarà invece Fognini, atteso al debutto contro il colombiano Galan nella giornata di lunedì. Ma l’Italia del tennis maschile ha pure un altro motivo per sorridere: nel Challenger 100 di Trieste è arrivata la prima vittoria nel circuito ATP di Francesco Passaro, perugino classe 2001, da oggi numero 144 del mondo, che in stagione aveva già raggiunto la finale a Sanremo (persa con Rune) e Forlì (ko. con Musetti), ma che conta già di aggiornare il proprio ranking in settimana, atteso nel Challenger di San Benedetto del Tronto.

 

(Credits: Getty Images)

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