Questa è la fine di Re Roger Federer?

Questa è la fine di Re Roger Federer?

Questa è la fine di Re Roger Federer?

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Roger Federer è uscito di scena al culmine di una brutta partita giocata in condizioni pessime per qualunque sport e che lo svizzero, a 37 anni, è evidentemente in grado di reggere con meno mezzi fisici del passato.
Re Roger ha perso con un giocatore come Millman, che in qualunque altra occasione avrebbe eliminato con poco sforzo, ma il caldo e alcune discutibili decisioni dell’organizzazione dell’ultimo slam stanno falsando l’ultimo grande appuntamento della stagione.

Da una parte Roger ha disputato una seconda parte di stagione non particolarmente brillante. L’ultimo torneo vinto è quello di Stoccarda, poi una finale persa ad Halle contro Coric e l’eliminazione dolorosa contro Kevin Anderson ai quarti, dopo un incontro maratona terminato 13-11 al quinto e che Federer stava dominando.
Dal terzo set il calo fisico e il conseguente allungamento ha causato la sconfitta.
Un mese di stop e il rientro a Cincinnati, per disputare un buon torneo con un’altra finale, persa questa volta contro Djokovic.
Agli Us Open stavamo vedendo un Federer con una buona tenuta di gioco. Ma dopo il secondo set, in ognuno dei turni disputati, le cose iniziavano a complicarsi e ad intravedere un tennis più stanco.

Dall’altra parte a New York si è registrato un numero record di ritiri, con giocatori, tra cui il nostro Travaglia, che hanno lamentato una condizione climatica inaccettabile per poter restare in campo a lungo. Le temperature hanno sfiorato i 100 gradi Fahrenheit (38 centigradi) con percentuali di umidità insopportabili e inevitabili ripercussioni soprattutto nel singolare maschile dove si gioca al meglio dei cinque set.
In conferenza stampa Federer ha dichiarato: “Mi sono sentito senza aria, non riuscivo a respirare – ha spiegato – E’ fastidioso, continuavo a sudare e sudare, sempre di più. Perdi energia col passare del tempo. Sapevo che sarebbe stata dura. Quando ti senti così, inizi a sprecare occasioni. Sono solo contento che il match sia finito”.

Emblematico il caso di Jack Sock nella partita contro Bemelmans, in cui è stato trasportato fuori dal campo per le sue condizione causate dal caldo: “Non ho mai visto nessuno sudare come lui”, ha detto Isner. “Un crollo del genere non è dovuto alla preparazione fisica. Ha perso quando ha iniziato a sudare in quel modo. Il suo corpo ha avuto un deficit di sodio, potassio, magnesio e tutto quello che serve per poter affrontare un incontro”. Come lui tanti altri che hanno dovuto abdicare, battuti dalle condizioni atmosferiche.

La questione per Roger Federer ora è capire se ricondurrà l’eliminazione a questo fattore straordinario, in relazione ad un età che non gli permette di affrontare l’eccezionalità come i suoi rivali più giovani, al meglio dei cinque set, oppure estremizzi e rifletta sull’opportunità di lasciare a 37 anni, rinunciando all’idea di partecipare alle prossime Olimpiadi del 2020, come più volte aveva dichiarato di voler fare.
Il concetto banale è che più tempo passa e meno può essere in grado di mantenere la competitività e il suo livello di tennis nel corso delle due settimane, per un periodo superiore alle due ore e mezza. Il Federer di oggi, tecnicamente è il più forte di tutti per distacco: completo, elegante, tatticamente imbattibile e robusto psicologicamente. Fisicamente è però parecchio svantaggiato rispetto ai primi al mondo. Può essere che voglia prepararsi al meglio per uno slam, nella speranza che questo gli possa dare l’ultima grande soddisfazione.

Se anche decidesse oggi di ritirarsi resterebbe il più forte e completo tennista di sempre, una leggenda con la racchetta che ha il diritto di scegliere il suo destino e l’epilogo con tutta la serenità di questo mondo.

Federer

Credits: Getty Images

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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