Rafael Nadal, i 35 anni del tennista che sognava di giocare a calcio

Rafael Nadal, i 35 anni del tennista che sognava di giocare a calcio

Rafael Nadal, i 35 anni del tennista che sognava di giocare a calcio

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Aveva iniziato a tirare calci al pallone. Come tanti altri prima di lui, magari sognando di far parte di quella Spagna che tra il 2008 e il 2012 si è portata a casa 2 Europei e un Mondiale. Ma si è presto ricreduto, scoprendosi un fenomeno con la pallina. E la racchetta.

Rafael Nadal Parera, per tutti Rafa, quei titoli internazionali che sognava col calcio li ha vinti col tennis, stracciando record su record già a 12 anni. Senza mai dimenticare un solo attimo che per eccellere doveva metterci tutta la dedizione possibile, di muscoli, di cuore e pure di testa.

“Se ho vinto così tanto in tutto questo tempo non è perché ho sempre giocato al massimo, ma perché anche quando non sono al top dal punto di vista del gioco o del fisico, sono sempre al 100% mentalmente”.

Scatti, velocità e nervi d’acciaio che ne hanno fatto il dominatore incontrastato della terra rossa, riuscendo a mettere in bacheca 1023 vittorie, 13 Roland Garros e la miglior percentuale di successi dell’Era Open Maschile, senza mai retrocedere di un passo dalla Top 10 della classifica.

Quando nel 2006, poi, un infortunio allo scafoide lo costrinse a rinunciare agli Australian Open, in tanti pensarono a un suo ritiro, eppure il tennista maiorchino ha stretto ancora di più i denti per dimostrare di essere ancora in grado di far sentire i propri colpi, arrivando a dare tutto sé stesso in quello scontro di Wimbledon 2008 contro Roger Federer, considerato, a detta di molti, il match che ha riscritto la storia di questo sport.

Lo svizzero, lì sul terreno di Sua Maestà, era imbattuto dal 2002, ma soprattutto sentiva di dover resistere all’avversario dopo la disfatta, appena 28 giorni prima, agli Open di Francia. Eppure Nadal si rivelò di nuovo pronto a spegnere il rivale, dopo 4 e 48 minuti di dritti e rovesci, con il primo punto che trafigge Federer arrivato dopo 14 colpi di epica intensità. La leggenda Ivan Lendl avvisava che “Nel tennis, ci sono due punti importanti, il primo e l’ultimo”. Quel 6 luglio 2008, Nadal li conquistò entrambi, per prendersi il suo primo Slam lontano dalla terra rossa del Roland Garros, aggiungendo a quelle parole un ulteriore peso specifico: “Il primo punto è sempre importante, specie in finale a Wimbledon”.

Un Re Sole del tennis che oggi festeggia i suoi 35 anni vissuti scalando classifiche e macinando tornei come pochissimi altri al mondo. Un atleta talmente fuori dal comune da avere perfino nel cosmo un asteroide che ne porta il nome, il 128036 Rafaelnadal.

 

 

(Credits: Getty Images)

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