ROMA MASTERS 1000 BOLELLI/FOGNINI-MEKTIC/PAVIC: SIMONE E FABIO PROFETI IN PATRIA?

ROMA MASTERS 1000 BOLELLI/FOGNINI-MEKTIC/PAVIC: SIMONE E FABIO PROFETI IN PATRIA?

ROMA MASTERS 1000 BOLELLI/FOGNINI-MEKTIC/PAVIC: SIMONE E FABIO PROFETI IN PATRIA?

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C’è ancora un po’ d’azzurro nel cielo sopra Roma, e di tanto in tanto qualche pennellata tricolore s’intravede. Quella che Simone Bolelli e Fabio Fognini vorrebbero disegnare simile a un arcobaleno anche nella notte che li vedrà opposti ai numeri uno del ranking di doppio, vale a dire la coppia croata composta da Nikola Mektic e Mate Pavic, che fino a qualche mese fa era famosa per fare un sol boccone di tutti gli avversari ma che nel corso del 2022 ha mancato più di un appuntamento, tanto da lasciare aperta la porta a qualsiasi tipo di ribaltone.

E Bolelli e Fognini di ribaltoni, o meglio, di rimonte se ne intendono, eccome: contro i tedeschi Mies e Krawietz nei quarti ne hanno dato una dimostrazione lampante, rimediando al primo set perso al tiebreak conquistando il secondo e poi riuscendo a spuntarla nel super tiebreak del terzo.

Per loro ormai arrivare alle battute conclusive di un torneo è divenuta quasi la regola: dopo aver conquistato il titolo all’ATP 500 di Rio de Janeiro, centrato la finale nel primo torneo dell’anno a Sydney (250), la semifinale al Masters 1000 di Miami e i quarti all’Australian Open, ora sognano di riportare una coppia italiana sul trono del Foro Italico, cosa che non è mai accaduta, anche se si ricondano le 7 finali perse da Pietrangeli e Sirola nei lontani anni ’60.

Non erano ancora nati Simone e Fabio, benché per loro i 40 siano più vicini di quanto non lo sono i 30. Ma hanno trovato la formula magica per ringiovanire, anziché accusare la fatica, e ora puntano dritti a fare la storia.

LA COPPIA PERFETTA PER “SALVARE” LA SETTIMANA DEGLI ITALIANI

Dopotutto quest’anno nel circuito di doppio poche coppie hanno saputo far meglio di loro: nella Race sono quarti, dunque in piena corsa per conquistare il pass per le ATP Finals. E sulla terra dimostrano di avere una marcia in più, come fatto vedere già a febbraio a Rio. Roma per loro sarebbe la ciliegina sulla torta di un percorso che l’ha visti porsi all’attenzione come due grandi interpreti della disciplina.

E contro la coppia croata, con la quale non hanno mai giocato prima, non partono affatto battuti: vero che Metkic e Pavic hanno un passato glorioso alle spalle, ma le titubanze mostrate nelle ultime uscite lasciano aperto il pronostico. E poi bisogna considerare anche la spinta del pubblico romano, che naturalmente non farà difficoltà a schierarsi dalla parte della coppia azzurra.

Che sogna una notte romana come si deve, anche per regalarsi poi una finale che avrebbe un significato tutto particolare in un’edizione degli Internazionali d’Italia che per gli atleti di casa è stata tutta in salita, con i forfait di Berrettini e Musetti prima, il derby fratricida al secondo turno tra Sinner e Fognini e l’eliminazione di Jannilk ai quarti contro Tsitsipas.

LA DAVIS CUP COME OBIETTIVO FINALE

La scorsa settimana Bolelli ha affrontato la coppia croata, ma in coppia con l’altro croato Dodig (col quale è abituato a giocare in assenza di Fognini): vittoria al super tiebreak e tanti saluti, con la consapevolezza di aver avuto una buona opportunità per conoscere meglio da vicino i punti deboli del tandem dei balcani.

Stavolta magari sarà diverso, ma di sicuro non meno emozionante. Anche perché le prospettive di crescita sono sotto gli occhi di tutti: l’obiettivo finale rimane la campagna di Parigi, ma vincere a Roma per Bolelli e Fognini avrebbe un significato tutto particolare e li porrebbe sulla scena come un’altra faccia vincente del tennis tricolore.

Qualora dovessero avanzare all’atto conclusivo, troverebbero peraltro un tandem alquanto insolito: quello tra Isner e Schwartzman è un connubio di potenza e forza bruta applicata alla racchetta, mentre Golubev e Gonzalez sono più abituati a giocare a certi livelli e di sicuro partono favoriti nell’altra semifinale di giornata.

A seguire con particolare attenzione il percorso dei due azzurri è anche il capitano di Davis Cup Filippo Volandri, che chiaramente sogna di vederli giocare e fare la differenza in vista dell’appuntamento di fine anno.

Perché un doppio così forte, unito e coeso in Italia mancava da anni, e pensando a ciò che possono offrire Berrettini, Sinner e Musetti nei match in singolare, ecco allora che l’idea di una nuova generazione d’oro del tennis italiano applicato alla storica competizione per nazionali non può che scaturire all’unisono. Prima però meglio conquistare Roma: la spinta del Foro Italico potrebbe fare tutta la differenza del mondo.

(Credits: Getty Images)

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