ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-AUGER ALIASSIME: PRIMA VOLTA TRA NOLE E IL CANADESE

ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-AUGER ALIASSIME: PRIMA VOLTA TRA NOLE E IL CANADESE

ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-AUGER ALIASSIME: PRIMA VOLTA TRA NOLE E IL CANADESE

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Nole Djokovic sta tornando, Nole (forse) non se n’era mai andato. S’era soltanto preso un po’ di pausa dopo un periodo nel quale aveva il mondo del tennis ai suoi piedi, ma che di colpo qualcuno o qualcosa gliel’hanno portato via, facendo rotolare a terra e costringendolo a rialzarsi di scatto.

Nole però non ha disimparato a giocare: ha faticato e pure tanto a rimettersi in carreggiata, però strada facendo ha saputo riannodare i fili e ricominciare a vincere, la cosa che in fondo sin qui gli è riuscita meglio durante tutta la carriera. Nole adesso è felice, anche se non lo sarà davvero fino a che non metterà mani su un nuovo trofeo, dopo averlo assaporato ma soltanto sfiorato nella sua Belgrado lo scorso mese di aprile.

Non vince da più di 6 mesi, da quando a Parigi-Bercy sconfisse in finale quel Medveved dal quale ora deve difendere la prima posizione nel ranking. Cosa che avverrà con successo se oggi contro Felix Auger-Aliassime dovesse tenere fede al pronostico che lo vede favorito nella sfida che si disputerà nella sessione serale: prima volta assoluta contro il canadese, ma la sostanza non cambia.

Perché Nole vuol andare dritto al sodo: l’uscita di scena di Nadal nella parte alta del tabellone sembrerebbe avergli aperto un’autostrada verso la finale (e sarebbe la 12esima assoluta: 5 finora ne ha vinte, 6 ne ha perse, inclusa l’ultima dell’anno passato proprio contro Rafa), ma come recitava il vecchio adagio tanto caro al Trap, meglio non dire gatto se prima non ce l’hai nel sacco. E il buon Felix, che tutti consideravano un avversario abbordabile sul rosso, ha fatto capire di avere le idee molto chiare sul da farsi.

LA FIDUCIA DEL SERBO CON VISTA SUL ROLAND GARROS

Felix gode spesso dei consigli di Toni Nadal, che affianca spesso il suo coaching staff al punto da farsi vedere di tanto in tanto ai suoi allenamenti. E i risultati in campo si vedono, perché tolto Montecarlo il giovane canadese ha sempre raggiunto i quarti di finale nei quattro tornei sulla terra disputati in stagione, dall’ATP 250 di Marrakech a Barcellona, da Madrid appunto a Roma.

Vero è che questa rimane la sua superficie meno digeribile (appena il 53% di vittorie contro il 66% sul cemento), ma scendere a patti con Auger-Aliassime di questi tempi non è mai un buon affare. E Djokovic, che per la prima volta dopo tanto tempo si ritrova a che fare con un tennista mai affrontato prima, è il primo a diffidare dal giovane rivale.

Felix è cresciuto molto negli ultimi tempi, anche sulla terra dove sicuramente i consigli ricevuti da Toni Nadal gli avranno fatto più che bene. Fa uno strano effetto constatare che non ci siamo mai affrontati prima d’ora, ma è un giocatore che ho seguito spesso durante i tornei e che merita grande fiducia e considerazione, anche perché avrà sicuramente il futuro dalla sua.

Nole agli ottavi ha avuto vita fin troppo facile con Stan Wawrinka, che come facilmente intuibile non ha saputo resistere alla forza d’urto del numero uno al mondo.

Stan è tornato da poche settimane e siamo tutti contenti che sia riuscito a vincere un paio di partite. Deve lavorare e avere pazienza, lui è il primo a saperlo e gli auguro davvero di tornare ad essere quel giocatore che ha fatto entusiasmare le folle e dannare noi rivali fino a qualche anno fa. Non è stata una partita semplice come il punteggio vorrebbe far credere (doppio 6-2), ma sicuramente è stata una buona occasione per mettere altro lavoro nelle gambe e proseguire nel mio percorso di crescita verso i prossimi appuntamenti.

ROMA HA ACCOLTO NOLE COME UN FIGLIOL PRODIGO

Che Djokovic a Roma si sentisse come a casa non era certo un mistero: in 16 partecipazioni totali, questa è la 16esima volta nella quale ha raggiunto i quarti di finale. E il successo su Wawrinka è stato anche il numero 998 in carriera, quindi a un passo ormai da quota 1.000 nei tornei ATP dai 250 in su.

Anche il canadese però arriva bello carico alla sfida: intanto perché da lunedì mal che vada sarò numero 8 al mondo, suo best ranking, e poi perché il proposito di fare un ulteriore passo avanti e mettersi alle spalle Rublev non è poi così campato per aria, missione che risulterebbe portata a compimento proprio in caso di accesso alle semifinali.

Dove una nazione intera, il Canada, spera di poter vedere due giovani atleti in rampa di lancio, o se preferite in costante ascesa: Shapovalov, bravo e fortunato a piegare il claudicante Nadal nell’ultimo match del giovedì, se la vedrà con Ruud e l’idea di poter sfidare uno tra Nole e Felix lo elettrizza al solo pensiero.

Difficile però che il serbo possa farsi scappare l’occasione per rimettere nuovamente piede in una semifinale di un Masters 1000 a distanza di appena una settimana da quella giocata (e persa) a Madrid contro Alcaraz. È saltato un altro incrocio atteso con Nadal, ma a maggior ragione il pubblico del Foro Italico potrebbe schierarsi dalla parte di Nole, che ha espresso gratitudine all’indirizzo dei tanti sostenitori italiani che non gli hanno mai fatto mancare il loro supporto in tutti questi anni e che lo hanno accolto di nuovo come si conviene a un eroe.

Loro farebbero carte false per vederlo per la 12esima volta in finale sul campo Centrale. E se Djoko è quello visto nelle prime gare del torneo, probabilmente non dovranno neppure ansimare tanto prima di vederlo all’opera.

(Credits: Getty Images)

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