ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-KARATSEV: NOLE FELICE NEL FEUDO ROMANO

ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-KARATSEV: NOLE FELICE NEL FEUDO ROMANO

ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-KARATSEV: NOLE FELICE NEL FEUDO ROMANO

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Prima i numeri, che di solito non mentono mai: 11 finali totali, 5 vinte e 6 perse, e un legame che giocoforza assume i connotati di un qualcosa che va oltre il puro e semplice lato sportivo. Ecco perché Nole Djokovic a Roma cerca davvero la spinta giusta per rilanciarsi a pieno titolo sul palcoscenico del tennis mondiale. E se Belgrado aveva mostrato un giocatore ancora indietro di condizione, ma capace comunque di lottare fino al punto da spingersi a sfiorare la vittoria finale (piegato da Rublev al terzo nell’ultimo atto), Madrid ha detto che il numero uno del mondo sta decisamente ingranando le marce.

E non ci fosse stato quel fenomeno che risponde al nome di Carlos Alcaraz, probabilmente la storia avrebbe consegnato al serbo un altro titolo, l’87esimo della sua lunga e irripetibile carriera (Zverev permettendo, s’intende). Quel titolo che magari è stato solamente rimandato di una settimana, perché al Foro Italico Nole è indiscutibilmente tra i papabili per poter mettere le mani sull’ultimo Masters 1000 che precede l’appuntamento da tempo segnato sul calendario, quel Roland Garros sul quale Djoko ha pubblicamente puntato tutte le sue carte.

E il fatto che Alcaraz non sarà in gioco sul Centrale aumenta le possibilità che qualcosa di grosso possa accadere: lui e Nadal hanno una possibilità ghiotta per rimettere subito a posto il “vecchio” ordine mondiale della racchetta, che verrà poi nuovamente messo sotto scacco sui campi parigini dal terribile 19enne di Murcia.

LA CONDIZIONE CHE CRESCE, LA RIVALITÀ CON ALCARAZ

La rincorsa di Djokovic alla 12esima finale di Roma parte con una sfida mica tanto soft. Perché Aslan Karatsev suscita ricordi contrastanti nel serbo, battuto dal rivale russo nella semifinale dell’ATP 250 di Belgrado del 2021 (quindi in piena era Djoko vinci tutto) al termine di tre ore di pura poesia e battaglia tennistica. Uno smacco che Nole potrebbe ancora tenere a mente e che rende il pronostico almeno un po’ più incerto, nonostante quanto fatto vedere dal numero uno del mondo a Madrid ha convinto molti addetti ai lavori che il ritorno alla normalità sia tutto sommato a portata di mano.

Ogni settimana che passa mi sento meglio, e questa è la cosa più importante. A Madrid credo di aver giocato bene e di aver alzato il mio livello rispetto alle precedenti uscite. Soprattutto ho capito di star bene a livello atletico: anche dopo le tre ore e mezzo giocate contro Alcaraz, il giorno seguente mi sentivo riposato e sono andato tranquillamente in campo ad allenarmi. Sono segnali che colgo in maniera positiva e che ritengo possano essermi d’aiuto sulla via che conduce a Parigi, che come ho detto più volte è l’appuntamento centrale di questa fase della stagione. Sono sempre molto critico nei miei confronti, ma sento di essere davvero sulla strada giusta e penso che Roma potrà darmi ottime conferme.

Djokovic ha parlato anche del giovane Carlos, facendo capire di temerlo nella giusta misura:

In questo momento è lui il numero uno del mondo, e lo ha dimostrato vincendo tanti tornei e giocando partite di grande qualità durante tutto il 2022. Il fatto che si sia voluto prendere qualche giorno di riposo fa capire quanto sia concentrato anche lui sull’obiettivo di Parigi, dove credo si presenterà da favorito. Mi spiace che non sia a Roma, ma ritengo che avesse tutto il diritto di fare una scelta simile e la comprendo perfettamente.

KARATSEV VA IN CERCA DI UNA SVOLTA

Proprio la vittoria ottenuta a Belgrado lo scorso anno resta l’unica di Karatsev contro un tennista numero uno al mondo. E da allora il russo ne ha fatta di strada fino ad arrivare nei pressi della top ten a inizio 2022, nei giorni in cui peraltro conquistava il terzo titolo in carriera a Sydney in uno dei tanti tornei in preparazione all’Australian Open.

La primavera però è stata meno prodiga di buone notizie: Alsan non è mai più riuscito ad andare oltre il secondo turno di un evento al quale ha partecipato, addirittura perdendo al debutto in 6 degli 8 tornei disputati e spesso con avversari nemmeno compresi nella top 100 mondiale. Un’involuzione che ha finito per preoccupare anche il suo coaching staff, ben evidenziata peraltro nel match d’esordio agli Australian Open che seppur vinto contro Munar vide il russo commettere qualcosa come 107 errori non forzati.

Quella contro Djokovic potrebbe rappresentare l’occasione giusta per rilanciarsi dopo tre mesi decisamente nefasti nei quali Aslan è sembrato davvero smarrire la retta via. L’esordio contro il sudafricano Harris è stato abbastanza complicato, con la vittoria arrivata al tiebreak del terzo set dopo che inizialmente era stato l’avversario a tenere in mano le redini dell’incontro, obbligando il russo a una faticosa rimonta.

Contro Nole i precedenti sono comunque in parità: detto della maratona di Belgrado 2021,  precedentemente il serbo s’era imposto tre mesi prima senza troppa fatica nella semifinale degli Australian Open 2021, il miglior risultato mai conseguito da Karatsev in un torneo dello slam. Oggi però si riparte da Zoff: Djoko con il Foro Italico ha un legame speciale, forte di 59 vittorie ottenute in 69 incontri disputati. E 15 anni dopo il debutto contro Robin Soderling, la voglia di dimostrare ancora di essere il più forte lo spinge ad andare nuovamente oltre i propri limiti. Appuntamento sul Centrale, non prima delle 14,30.

(Credits: Getty Images)

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