ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-TSITSIPAS FINALE TRA FENOMENI

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ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-TSITSIPAS FINALE TRA FENOMENI

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Il numero uno al mondo che a maggio non ha ancora vinto un titolo nel nuovo anno è una contraddizione che Novak Djokovic ha tutta l’intenzione di cancellare. Ore 16, Foro Italico di Roma, finale degli Internazionali d’Italia: sul Centrale si sfidano il serbo, tornato a far parlare di sé per le prodezze in campo e non per le sue scelte di vita o le sue opinioni, e Stefanos Tsitsipas, attualmente al quinto posto del ranking ma sempre più deciso a completare la scalata.

 

 

ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-TSITSIPAS NOLE IN RAMPA DI LANCIO

 

Djokovic ha giocato la sua prima partita ufficiale del 2022 a Dubai, contro Lorenzo Musetti, il 21 febbraio. Prima, era volato in Australia, dove gli era stato impedito di scendere in campo per la scelta del serbo di non vaccinarsi e le successive polemiche per un’esenzione che non gli è stata riconosciuta. Sconfitto da Vesely, si è fermato di nuovo per quasi due mesi e a quel punto la sua stagione è davvero cominciata, ma nel peggiore dei modi, con l’eliminazione immediata a Montecarlo. Perfino la sua Belgrado gli ha riservato una delusione cocente, con la sconfitta in finale contro Rublev, mentre a Madrid ci ha pensato Alcaraz a fare la voce del padrone. Così arriviamo a Roma e a un cammino tutto sommato in discesa: Karatsev, Wawrinka, Auger-Aliassime e Ruud, battuti uno dopo l’altro, senza concedere neppure un set. Non un percorso netto, perché qualche servizio qua e là l’ha lasciato, ma non è mai sembrato in pericolo. Djokovic, per farla breve, è tornato Djokovic. Ecco cos’ha detto Roma. Qui Nole ha trionfato già cinque volte in carriera, ma il sesto sigillo avrebbe un sapore speciale.

 

 

ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-TSITSIPAS PER IL RIBALTONE GENERAZIONALE

 

Stefanos Tsitsipas è da così tanto tempo nel gotha del circuito mondiale che sembra un veterano ma ha soltanto 23 anni con otto titoli già in bacheca. Gli manca uno Slam per la svolta definitiva, ma non è ancora arrivato e per quanto sembrasse il più promettente della sua generazione, nel frattempo è sbucato Carlos Alcaraz, classe 2003, che pare possa fare ancora meglio. Qui, però, l’enfant prodige di Murcia non c’è, e allora il greco è pronto a recitare il ruolo del giovane che fa le scarpe al vecchio, dove “vecchio”, ci perdoni Djokovic, è ovviamente una voluta esagerazione. Il 2022 di Tsitsipas è stato all’insegna della continuità: semifinali agli Australian Open, sconfitta in finale a Rotterdam contro Auger-Aliassime, una sola vera sorprendente battuta d’arresto contro Safiullin a Marsiglia, poi dopo la tournée americana priva di grandi gioie tra Acapulco, Indian Wells e Miami, ecco il grande trionfo di Montecarlo, seguito dalle sconfitte di Barcellona e Madrid, rispettivamente ai quarti contro Alcaraz e in semifinale contro Zverev. Tsitsipas non è mai perfetto: a Roma ha battuto a fatica Dimitrov annullando due match point nel terzo set vinto al tie-break, è andato sotto contro Khachanov, ha eliminato Sinner sfruttandone i problemi fisici per spuntarla senza grandi affanni e infine ha superato in rimonta Zverev. Così, eccoci qui, alla sfida cruciale contro Djokovic.

 

 

ROMA MASTERS 1000 DJOKOVIC-TSITSIPAS 4-0 SULLA TERRA

 

Djokovic e Tsitsipas si sono affrontati nove volte in carriera e il greco l’ha spuntata in tre occasioni, la prima volta nel 2018, a Toronto, poi l’anno dopo a Shanghai e ad Abu Dhabi. Mai in una finale e questa è la sua terza occasione dopo i k.o. di Dubai nel 2020 e al Roland Garros l’anno scorso. E mai sulla terra. Sul rosso Nole ha sempre fatto valere la maggiore propensione allo scambio, la più elevata capacità di variare il gioco o, semplicemente, il suo pregio principale, l’abilità nel restare mentalmente dentro la partita, anche nei momenti di difficoltà. Così, se a Madrid, nel 2019, era stata poco più di una passeggiata (6-3 6-4), non si può dire altrettanto degli ultimi tre confronti diretti: 3-2 nelle semifinali del Roland Garros 2020, 2-1 in rimonta ai quarti a Roma l’anno scorso, e altro 3-2 a Parigi, stavolta in finale e rimontando da 0-2, poco meno di un anno fa. Degli otto titoli conquistati in carriera da Tsitsipas, quattro sono arrivati sulla terra, perciò non è la superficie a condannarlo contro Djokovic. E oggi, allora, è lecito aspettarsi di tutto.

(Credit: Getty Images)

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