ROMA MASTERS 1000 SINNER-FOGNINI: IL DERBY SUL CENTRALE, SFIDA GENERAZIONALE

ROMA MASTERS 1000 SINNER-FOGNINI: IL DERBY SUL CENTRALE, SFIDA GENERAZIONALE

ROMA MASTERS 1000 SINNER-FOGNINI: IL DERBY SUL CENTRALE, SFIDA GENERAZIONALE

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La certezza è che un italiano agli ottavi ci sarà. Ma sarà l’unico sopravvissuto rispetto al main draw principale, perché la campagna tricolore nel torneo di casa è stata un po’ al di sotto delle aspettative, complici anche i forfait obbligati di Berrettini e Musetti. Così Sinner-Fognini è un derby fratricida che in qualche modo dovrà servire che offrire al pubblico degli appassionati nostrani l’ultima bandiera da sventolare sui campi del Foro Italico.

Sorteggio un po’ crudele, ma almeno ci sarà un italiano tra i primi 16 del torneo. Magra consolazione? Forse, ma al netto di una consapevole capacità di non poter produrre uno sforzo superiore, perché senza due alfieri come Berre e Musetti non restava molto altro a cui attingere. E allora tanto vale godersi un derby nel tardo pomeriggio (diretta sul Canale 20 di Mediaset, oltre che su Sky Sport, non prima delle 19) senza dover stare a penare troppo per sperare che in italiano acceda al turno successivo. Quella è l’unica cosa certa che accadrà, mentre sul campo potrebbe succedere tutto e il contrario di tutto.

SINNER E LA NECESSITÀ DI ESSERE LEADER

A un appassionato che s’è affacciato sul mondo del tennis in tempi recenti, il nome Sinner suona certo più familiare piuttosto a quello di Fognini. Poi la storia chiaramente racconta che Fabio è l’unico italiano ad aver vinto un Masters 1000 negli ultimi 32 anni, da quando cioè è stato riordinato il calendario internazionale, ed è anche probabilmente il miglior giocatore sulla terra che l’Italia abbia mai avuto dai tempi di Panatta (e sono passati più di 40 anni).

Che abbia 35 anni è evidente, con tutti gli acciacchi del caso e i rischi connessi, ma da qui a considerarlo sul viale del tramonto forse ancora ce ne passa. Così come ce ne passa all’idea di considerarlo favorito nel match contro quello che più di ogni altro è l’atleta che stuzzica la fantasia di grandi e piccini. Perché Sinner è un po’ ovunque, sulle pubblicità che passano in tv o sullo smartphone o sui cartelloni pubblicitari dei tornei nazionali, e il fatto che al momento Berrettini sia ai box gli consente di prendersi per sé buona parte della scena (se non quasi tutta).

E il fatto che abbia pubblicamente detto di voler fare tanta strada al Foro Italico lo pone nella condizione di dimostrare davvero tutto il suo valore al cospetto di un rivale, amico e collega che stima e al quale riconosce il merito di averlo aiutato e non poco durante i suoi primi anni di carriera.

In Davis Cup lui e Bolelli mi hanno aiutato tanto, perché la loro esperienza è servita per darmi qualche dritta e agevolare il mio inserimento in gruppo. Fabio è un gran giocatore, oltre che un perfetto compagno di nazionale. Sarà una sfida dura, perché contro di lui bisogna essere bravi a variare i colpi e a tenere sempre desta l’attenzione. Sarà bellissimo affrontarlo sul Centrale, quindi con una cornice di pubblico davvero all’altezza dell’evento.

FOGNINI, UN MERCOLEDÌ DA LEONI TRA TENNIS E… INTER

Nel debutto contro Pedro Martinez l’altoatesino ha dimostrato di essere in buone condizioni e di voler cercare spesso di cambiare tattica a seconda del momento, cosa sulla quale sta lavorando parecchio in allenamento con coach Vagnozzi. Quella con Fognini sarà un’occasione utile per alzare ulteriormente l’asticella e poi andare a pescare agli ottavi Krajinovc, che battendo Rublev ha fatto capire al mondo intero di non essere venuto a Roma per fare una scampagnata.

Fognini a sua volta ha però dimostrato di essere bello carico: all’esordio contro Thiem ha mostrato i muscoli, sfruttando il rodaggio infinito dell’austriaco (sempre ko. nelle gare disputate dopo lo stop di 10 mesi dovuto ai problemi al polso sinistro) e infilando una buona prova nella quale ha saputo gestire al meglio i punti più importanti. L’incrocio con Sinner è una prima assoluta, ma i due si conoscono piuttosto bene e forse rappresentano ancora oggi il meglio che il tennis italiano può offrire sulla terra, al netto dell’ottimo percorso fatto sulla superficie da Musetti da un anno a questa parte.

Per il passaggio di consegne è forse ancora presto, dal momento che Fogna ha fatto capire di volersi ancora divertire per un po’, ma è chiaro che è Sinner ad avere di più da chiedere a questo derby e in generale alla sua campagna romana 2022. Una vittoria potrebbe consentirgli subito di rimettere piede alla numero 12 mondiale, sfruttando il ko. di Hurkacz al primo turno contro Goffin, provando poi a fare la corsa su Norrie e Ruud per cercare di agganciare di nuovo un posto in top 10.

Anche Fognini però in chiave ranking ha molto da chiedere a Roma: in virtù dei punti scartati a Montecarlo s’è ritrovato confinato oltre i primi 50 al mondo, ma la distanza da chi lo precede non è poi così tanta e qualora trovasse il modo di avanzare per un altro paio di turni ritroverebbe tranquillamente una top 30. E poi questo per lui è una mercoledì… da leoni: alle 19 sfida Sinner, un paio d’ore dopo (comunque vada) si trasferirà all’Olimpico per la finalissima di Coppa Italia tra Juventus-Inter, dove accompagnerà il piccolo Federico a tifare per i nerazzurri. Se poi sarà una serata magica o da dimenticare (o dal vago sapore agrodolce), questo è tutto da vedere.

(Credits: Getty Images)

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