Il tie break è un “game speciale” che viene disputato quando due tennisti si trovano in parità di giochi alla fine di un set, e cioè sul punteggio di 6-6. Si tratta di un sistema di spareggio che permette di determinare il vincitore del set senza dover proseguire potenzialmente all’infinito.
Come funziona il tie-break?
Il funzionamento del tie break segue alcune regole che lo differenziano dagli altri game. Il primo punto viene giocato con il servizio del tennista a cui spettava battere nel tredicesimo game del set (quindi in continuità con il set, per intenderci). Dopo il primo punto, il servizio passa all’avversario che batte per due punti consecutivi e poi avanti così con i giocatori che si alternano ogni due punti al servizio.
Il conteggio dei punti nel tie break è numerico e progressivo: si parte da 0 e si contano i punti come 1, 2, 3, 4 e così via, abbandonando il tradizionale sistema 15-30-40. I giocatori cambiano campo ogni sei punti totali disputati, quindi al raggiungimento del punteggio di 3-3, poi di 9-9 e così via. Questo accorgimento serve a bilanciare eventuali vantaggi derivanti da condizioni ambientali come vento o sole.
A quanto si arriva nel tie break?
Il tie break si vince raggiungendo per primi 7 punti, ma con una condizione fondamentale: è necessario avere almeno 2 punti di vantaggio sull’avversario. Questo significa che se il punteggio raggiunge 6-6, il tie break prosegue fino a quando uno dei due giocatori non ottiene un margine di due punti.
Teoricamente un tie break potrebbe quindi terminare 7-0, 7-1, 7-2, 7-3, 7-4, 7-5, oppure proseguire con punteggi come 8-6, 9-7, 10-8 e così via. Non esiste un limite massimo: la partita continua finché non si verifica lo scarto di due punti.
Il super tie break: la variante rapida
Oltre al tie break tradizionale esiste anche il super tie break, una variante che viene utilizzata principalmente nel doppio e in alcune competizioni a squadre come la Coppa Davis.
Il super tie break si gioca al posto del terzo set e segue le stesse regole del tie break classico, con un’unica differenza sostanziale: si vince raggiungendo per primi 10 punti invece di 7, ma sempre mantenendo la regola dei due punti di scarto.
Questa formula è stata introdotta, ovviamente, per ridurre la durata degli incontri.
Tie-break: differenze tra tornei e Slam
Non tutti i tornei applicano il tie break con le stesse modalità. Nei tornei ATP e WTA regolari, il tie break viene disputato in tutti i set quando si raggiunge il 6-6, compreso il set decisivo.
Invece, nei Grandi Slam le regole variano a seconda della competizione. L’Australian Open, il Roland Garros e gli US Open utilizzano il tie break anche nel set finale, ma con formule diverse: all’Australian Open e agli US Open si gioca un tie break tradizionale sul 6-6, mentre al Roland Garros si disputa un super tie break a 10 punti sempre sul 6-6 del quinto set. Wimbledon ha una regola particolare: nell’ultimo set (quello decisivo) il tie break si gioca normalmente fino al 12-12, poi scatta un super tie break a 10 punti.
Perché si chiama tie-break?
Il “tie break” deriva dall’inglese e significa letteralmente “rompere il pareggio“. La parola “tie” indica infatti una situazione di parità, mentre “break” si riferisce all’azione di interrompere o spezzare questa condizione di equilibrio.
L’espressione cattura perfettamente l’essenza di questo meccanismo: risolvere in modo rapido e definitivo una situazione di stallo che altrimenti potrebbe protrarsi indefinitamente.
