US OPEN, BERRETTINI-MURRAY: SUPERSFIDA DALL’ERBA AL CEMENTO

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US OPEN, BERRETTINI-MURRAY: SUPERSFIDA DALL’ERBA AL CEMENTO

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C’è un baronetto dall’altra parte della rete, ma non aspettatevi che Matteo Berrettini si lasci impressionare dal titolo nobiliare del rivale. Semmai potrebbe ammettere che Andy Murray, benché non sia più il talento che ha contribuito a riportare la terra d’Albione sul trono di Wimbledon dopo decenni di attesa, resti ancora uno dei clienti più scomodi da affrontare, per giunta in una partita dello slam.

Il ranking, una volta tanto, lo guardino gli altri: Murray è fuori dalla top 50, ma a Flushing Meadows ha dimostrato di star bene e di poter dire la sua contro qualunque avversario. E poi i due si conoscono, oltre ad essersi affrontati diverse volte nel recente passato: l’ultima è storia vecchia di poco più di due mesi, con Berrettini bravo a imporsi al terzo nella finale del torneo di Stoccarda, sull’erba, che per molti è sembrato quasi un passaggio del testimone tra chi lottava per piegare la supremazia dei Fab 3 (Andy in fondo è stato considerato a ragione il quarto della saga) e chi lotterà in futuro per piegarla definitivamente.

Sull’erba Matteo vinse anche il precedente incrocio, datato estate 2021 (al Queen’s: anche quel torneo se lo portò a casa…), Murray vinse invece il primo assoluto, disputato poco meno di tre anni fa sul cemento di Shanghai (doppio tiebreak e tanti saluti). Da qualunque lato la si voglia inquadrare, una sfida incerta e decisamente probante.

IL TABELLONE FAVOREVOLE NON DEVE DISTRARRE

Le critiche nemmeno troppo velate rivolte a Berrettini dopo le prime due sfide disputate a NY testimoniano quanto grande sia l’attenzione rivolta nel suoi confronti da tutti gli addetti ai lavori, nonché dagli appassionati italiani. Che confidano molto nel romano, al pari di Sinner, consapevoli anche del fatto che il tabellone che s’è aperto davanti a lui è di quelli che farebbero ingolosire anche il più prudente dei tifosi.

Dopotutto agli ottavi gli ostacoli sembrerebbero (sulla carta) più abbordabili del britannico: Daniel Galan sta andando oltre ogni più rosea aspettativa, capace di battere prima Tsitsipas e poi Thompson (in rimonta al quinto), Alejandro Davidovich Fokina non è certo uno specialista del cemento e appare certamente un buon incrocio pensando al fatto che si porrebbe davanti a metà torneo.

Lo spagnolo ha battuto Berrettini nell’unico precedente disputato (Montecarlo 2021), con Galan sarebbe una prima volta assoluta. Ma prima c’è da pelare la gatta Murray: il sir non ha voglia di abdicare, e lo ha dimostrato lungo tutto un 2022 nel quale, pur mancando l’exploit, è comunque tornato a esprimersi su livelli importanti (finalista a Sydney e Stoccarda, battuto da Karatsev e Berrettini). Matteo dovrà alzare un po’ il livello, ma questa partita (ore 19 italiane) sembra fatta apposta per farlo decollare.

 

(Credits: Getty Images)

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Redazione Redazione SNAI Sportnews... VAI ALLA PAGINA AUTORE