WIMBLEDON: DJOKOVIC-KOKKINAKIS, OSTACOLO AUSTRALIANO PER NOVAK

WIMBLEDON: DJOKOVIC-KOKKINAKIS, OSTACOLO AUSTRALIANO PER NOVAK

WIMBLEDON: DJOKOVIC-KOKKINAKIS, OSTACOLO AUSTRALIANO PER NOVAK

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La vera sfida per Nole Djokovic è cercare di schivare… il Covid. Quello che di fatto gli ha impedito di essere al via degli Australian Open (meglio non tornare sulla stucchevole querelle del “lo faccio entrare o lo rispedisco a casa” messa su dal governo australiano giusto 5 mesi fa), quello che potrebbe impedirgli di rincorrere l’agognata quarta vittoria consecutiva a Wimbledon (e sarebbe la settima complessiva), un po’ come fatto con Matteo Berrettini.

Il problema è ben noto: Djoko nei giorni scorsi s’è allenato con Cilic, a sua volta costretto al forfait dopo essere risultato positivo a un tampone, e negli ambienti vicini all’All England Club circola con insistenza la voce che anche al serbo potrebbe toccare in sorte la medesima fine.

Perché quest’anno a Wimbledon non c’è la “bolla” che aveva consentito di arrivare fino al termine del torneo nella passata edizione: il “liberi tutti” rischia di venir pagato a caro prezzo da quei giocatori che, senza saperlo, sono entrati in contatto con qualche collega positivo. Se sarà o meno il caso di Nole è presto per dirlo, ma i timori sono fondati e l’avversario più infimo sembrerebbe essere proprio il virus, anziché quello che troverà ogni due giorni sull’erba.

THANASI HA FRETTA DI DIVENTARE GRANDE (PER DAVVERO)

Thanasi Kokkinakis, benché sia nel giro dei grandi da un pezzo, è quasi un avversario sconosciuto agli occhi del numero uno del mondo. I due si sono affrontati soltanto una volta in carriera, ed è storia vecchia ormai 7 anni: nel terzo turno del Roland Garros 2015 un diciannovenne Kokkinakis poco poté per impedire al serbo di spingersi verso una delle sue campagne parigine più felici, tanto bravo da imporsi in tre set fotocopia vinti tutti per 6-4.

A distanza di tanto tempo i valori si sono un po’ appiattiti: l’australiano è in crescita e il fatto che sia tornato a vincere un match sull’erba nel main draw di un torneo ATP dopo 5 anni di attesa (l’ultima volta al Queen’s nel 2017, contro Raonic: da allora in 12 match disputati sono arrivate sole tre vittorie, tutte datate 2018, di cui una nel primo turno di qualificazione del Queen’s e due di Wimbledon) testimonia che qualcosa è cambiato, almeno nella testa, ma le chance di poter davvero impensierire il campione in carica del torneo (e in striscia aperta di vittorie da 22 partite) appaiono oggettivamente assai risicate.

La vittoria al primo turno contro Majchrzak in tre set ha dato però fiato alle trombe di Thanasi, che dopo aver gozzovigliato in coppia con Kyrgios nei primi tornei stagionali in doppio (tra gli altri si sono portati a casa il montepremi destinato al vincitore degli Australian Open) vorrebbe cercare di aumentare sensibilmente il suo ranking anche in singolare: oggi è rientrato stabilmente nella top 100, ma per avvicinare le prime 50 posizioni ne resta di strada da fare.

NOLE HA ROTTO IL GHIACCIO, NON SENZA PATEMI

Wimbledon peraltro non potrà comunque dargli una mano, non essendo prevista l’assegnazione dei punti per le note vicende legate all’esclusione degli atleti russi e bielorussi. Ma la partita, benché dal pronostico scontato, servirà sia a Kokkinakis che a Djokovic per testare meglio il polso della situazione.

Nole al primo turno ha faticato più del previsto contro il sudcoreano Kwon, che l’ha costretto ad allungare la partita fino al quarto set. Non che fosse in cattiva compagnia: tutti i big più attesi hanno dovuto sudare più del previsto, incluso Nadal che a sua volta è stato portato al quarto da Cerundolo (Tsitsipas idem contro Ritschard).

Chiaro però che adesso il serbo dovrà dimostrare di essere in crescita costante, anche perché l’aver rotto il ghiaccio sull’erba 11 mesi e mezzo dopo l’ultima gara disputata (la finale dell’anno passato contro Berrettini) gli consentirà di andare in campo più sgombro da pensieri al cospetto del 26enne australiano. Che non batte un top 10 da 4 anni, da quando cioè a Miami fece l’exploit sconfiggendo al tiebreak del terzo set nientemeno che Roger Federer.

Quest’anno ne ha affrontati già due: Zverev a Miami e Ruud a Ginevra, in entrambi i casi battuto in due set. Dal momento che la gara si disputerà sul Centrale, non ci saranno problemi legati al meteo, poiché qualora ci fosse la necessità ci penserà il tetto retrattile a consentire il normale svolgimento della contesa (orario d’inizio fissato per le 14 italiane).

E per chi passerà al turno successivo ci sarà da fare i conti con uno tra Miomir Kecmanovic (che Djokovic ha sempre battuto nei due incontri disputati, mentre con Kokkinakis sarebbe una prima volta assoluta) e Alejandro Tabilo, che al contrario vanta un precedente vittorioso contro l’australiano (l’ha sconfitto la scorsa estate a Lexington, Challenger in preparazione agli US Open), mentre contro Nole non ha mai giocato prima.

(Credits: Getty Images)

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