WIMBLEDON DJOKOVIC-NORRIE: NOLE PER LA STORIA, CAM PER LA GLORIA

WIMBLEDON DJOKOVIC-NORRIE: NOLE PER LA STORIA, CAM PER LA GLORIA

WIMBLEDON DJOKOVIC-NORRIE: NOLE PER LA STORIA, CAM PER LA GLORIA

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Per uno che a detta di molti neppure doveva esserci, mica male sapere che le porte dell’ennesima finale sul Centrale stanno per spalancarsi per l’ennesima volta. Perché pensare che Novak Djokovic possa sbagliare la semifinale contro Cameron Norrie è esercizio che richiede un minimo (anzi, un po’ tanto) di fantasia.

In condizioni normali, quindi senza che intervengano infortuni o cose simili, il serbo ha praticamente entrambi i piedi nella partita che domenica assegnerò il terzo titolo slam della stagione. Servirebbe altrimenti la classica partita della vita da parte del britannico, nato in Sudafrica ma cresciuto in Nuova Zelanda (evviva il Commonwealth), per rovesciare un pronostico che appare solido come in poche altre semifinali a memoria si possa ricordare.

Troppo più forte Djokovic sull’erba, troppo più a suo agio su quello che per lui dal 2018 a questa parte è davvero il giardino di casa, se è vero che è imbattuto da 26 partite consecutive. E il dominio del serbo è destinato a non conoscere fine: con Norrie di certo avrà davanti a sé l’ostacolo più agevole, perché poi uno tra Nadal e Kyrgios in finale qualche grattacapo in più è destinato a darglielo. A meno che Cam non azzecchi la giornata di gloria, quella dove ogni cosa che tocca si trasforma in oro.

NORRIE È COMUNQUE UNA PIACEVOLE SORPRESA

Di base nessun atleta parte battuto prima ancora di scendere in campo, ma Norrie non ha quel che si può definire il pedigree del perfetto atleta sull’erba. Dove ha un record appena negativo (18 vinte e 19 perse) che almeno negli ultimi 10 giorni è stato un po’ limato nella forma e nella sostanza, poiché comunque nella sua campagna nel Championship 2022 ha dimostrato di essere sulla via della piena maturazione.

Vero è che sul suo cammino non ha incontrato avversari tanto irresistibili, con Tommy Paul (numero 32 ATP) che ha rappresentato il rivale più insidioso, benché battuto senza troppi fronzoli in tre set. Contro Munar all’esordio e soprattutto contro il redivivo Goffin nei quarti c’è stato molto più da soffrire, e aver portato a casa la pagnotta va preso come un segnale benaugurante.

Che possa bastare per impaurire Nole è forse chiedere troppo: il miglior risultato in carriera ottenuto da Norrie sull’erba è la finale del Queen’s 2021, persa contro Berrettini, e dopo che un anno fa toccò a Federer interrompere la sua avventura sui prati dell’All England Club, l’incrocio con Djokovic rappresenta un altro ostacolo (forse) troppo impervio.

Dopotutto anche l’unico scontro diretto tra i due non procura dolci ricordi al britannico, sconfitto in due set durante le ATP Finals dell’anno passato (6-2 6-1). E in generale contro i top ten il bilancio di Cam è di 4 vinte e 23 perse.

DJOKO, PARTITA E INCONTRO: A WIMBLEDON È COSÌ DA 26 PARTITE

Nole a Wimbledon viaggia spedito come un fuso. Contro Sinner ha visto i sorci verdi, ma come già gli era capitato al Roland Garros 2021 contro Musetti ha saputo riappropriarsi di ciò che il campo gli stava portando via, rimontando da 0-2 a 3-2 e facendo sembrare tutto abbastanza semplice. In verità non sono state tutte rose e fiori: senza il calo fisico ma soprattutto mentale accusato da Sinner, probabilmente la corsa al primo (e unico) titolo slam del 2022 del (quasi ex) numero uno al mondo sarebbe terminata all’istante.

Chiaro però che adesso tutti i favori del pronostico pendono dalla sua parte: benché non sia stato sempre irreprensibile e abbia mostrato solo a tratti i lampi di classe e strapotere assoluto che ne avevano incensato la passata stagione, il serbo rimane il pretendente numero uno alla vittoria finale.

E il bilancio contro i giocatori mancini a livello slam (Norrie è tra questi) racconta di 40 vittorie e 13 sconfitte, di cui 11 patite per mano di Rafa Nadal, e le restanti due contro Verdasco e Melzer agli albori della carriera. A parole Cameron ha fatto capire di voler credere nell’impresa, ma tra il dire e il fare di mezzo c’è sempre il mare.

E Djokovic, che come noto non potrà partecipare agli US Open (a meno che gli Stati Uniti non cambino le regole di ingresso nel paese, cosa assai improbabile), sa di avere una sola cartuccia da sparare per non rischiare di perdere ulteriore terreno da Nadal nella speciale classifica dei plurivincitori slam.

I sudditi di Sua Maestà si divideranno nel tifo, ma non si fanno troppe illusioni: Norrie sta vivendo una piccola favola, favorito anche dall’approssimarsi di una parte di tabellone che è parso da subito più agevole rispetto all’altro, ma per spingersi oltre dovrà superare se stesso e limiti solitamente invalicabili. Sognare non costa nulla, ma Djokovic difficilmente sarà in vena di regali. Come il povero Jannik ben sa…

(Credits: Getty Images)

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