ITALVOLLEY CAMPIONE DEL MONDO, DOV’E’ NATO IL TRIONFO

ITALVOLLEY CAMPIONE DEL MONDO, DOV’E’ NATO IL TRIONFO

ITALVOLLEY CAMPIONE DEL MONDO, DOV’E’ NATO IL TRIONFO

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L’Italia è di nuovo Campione del Mondo di volley. Ventiquattro anni dopo “I 12 Uomini d’oro” guidati magistralmente da Julio Velasco prima e da Bebeto poi; una squadra che di Coppe del Mondo ne vinse due consecutive, conquistando in meno di un decennio ogni competizione per nazioni, eccetto l’Olimpiade di Atlanta 96, costata appunto la panchina al tecnico nato in Argentina. Argentina come la squadra che, battendo gli azzurri un anno fa, diede il via al successo del Mondiale di ieri. Per capire dove nasce il trionfo però, bisogna fare un salto indietro nel tempo.

Olimpiadi di Tokyo 2020, gli Azzurri escono ai quarti contro l’Argentina al quinto set: era dal 1992 che l’Italvolley maschile non falliva l’approdo in semifinale. La delusione nel gruppo era evidente, tanto da portare i vertici Fipav ad optare per uno scossone necessario per risollevare l’ambiente. Quello è stato il momento decisivo che ha portato al trionfo nei Mondiali 2022.

Via il ct Blengini, dentro Fefé De Giorgi e con lui una serie di cambiamenti profondi nella rosa. Rispetto alla sconfitta nipponica, non sono stati più convocati giocatori come Juantorena e Zaytsev, due fuoriclasse della storia sportiva italiana, ma anche talenti d’esperienza come Kovar e Vettori. La storia della vittoria azzurra nasce da quella sconfitta dolorosa, che ha insegnato a perdere. Imparare a chinare il capo per lavorare ancor più duramente. Una lezione di sport e di vita che i reduci olimpionici hanno interiorizzato al meglio: Lavia concluse il match contro l’Argentina con zero punti a referto, ieri è stato top scorer della gara con 19. Giannelli è l’esempio più lampante, non tanto per i numeri (tre i punti nei quarti dei giochi nipponici, sette ieri contro la Polonia), quanto per la leadership e il carisma mostrati in campo che, uniti ad un palleggio sopraffino, gli sono valsi il premio di MVP del Mondiale, oltre a quello, chiaramente, di miglior palleggiatore. Riconoscimenti personali anche per Galassi, eletto miglior centrale e Balaso, decretato miglior libero del torneo.

L’impresa contro la Francia al quinto set e la vittoria netta sulla Slovenia per 3-0, hanno portato l’Italia a giocarsi il Mondiale contro la Polonia, superfavorita, numero uno del ranking FIVB e reduce dalle vittorie ai campionati mondiali del 2014 e 2018. Il triplete è rimasto indigesto agli uomini di coach Grbic, fermati dal talento e dal carattere azzurro che hanno spento un’arena che batteva per i polacchi, perché, come se non bastasse, giocavano pure in casa, a Katowice. Un’atmosfera surreale, fotocopia di quella che si poteva respirare allo stadio di Wembley lo scorso luglio, quando l’Italia del calcio vinse gli Europei contro gli inglesi padroni di casa. Dopo il primo set vinto dalla Polonia in rimonta, l’Italia non ha più mollato neanche un punto, merito della freddezza del ct che durante i timeout è riuscito emotivamente a far mantenere i nervi saldi ai suoi ragazzi fino alla vittoria finale. L’Italvolley è rinata dalle proprie ceneri, da Tokyo a Katowice per continuare a sognare sulle orme dei 12 Uomini d’oro. 

 

(Credits: Getty Images)

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