Italian writer Alessandro Baricco, Torino, Italy, 10th May 1990. (Photo by Leonardo Cendamo/Getty Images)
Alessandro Baricco e la leucemia: una battaglia da vincere annunciata via twitter dallo stesso scrittore. Un lungo paragrafo con lo stile di sempre: inconfondibile, irrinunciabile, unico. Una pagina di testo che sa catturare e restituire emozioni. Come quando ci si perde tra le righe di Oceano, mare. O come quando con Novecento sembra di finire dentro una storia, che ha dentro un’altra storia, che ne ha dentro un’altra ancora.
Ci sono rimasto male, ma nemmeno poi tanto, dai. Quando hai una malattia del genere la cosa migliore che puoi fare è sottoporti a un trapianto di cellule staminali del sangue, cosa che farò tra un paio di giorni (be’, non è così semplice, ci stiamo lavorando da mesi, è un lavoro di pazienza). A donarmi le cellule staminali sarà mia sorella Enrica, donna che ai miei occhi era già piuttosto speciale prima di questa avventura, figuriamoci adesso.
Ehm, c’è una notizia da dare e questa volta la devo proprio dare io, personalmente. pic.twitter.com/10AWWAWl4o
— Alessandro Baricco (@bariccoale) January 22, 2022
Baricco, nel fare cronaca, non ha dimenticato neppure di lanciare qualche messaggio. Di ottimismo, di positività. Impossibile non aver già colto altre cento volte – in tutti i suoi scritti – l’arte di sdrammatizzare: nei suoi personaggi, tra le sfumature dei racconti di alcuni lassi temporali, di certe intrusioni geografiche che non capisci mai se sono ancora la licenza dello scrittore o già l’estensione del personaggio. Eppure sdrammatizzare su se stessi deve essere altre cento volte più complesso. Trapela un sorriso alla fine della lettura perché i magheggi di chi usa in maniera esclusiva le parole riescono a distogliere l’attenzione e – a un tempo – focalizzare comunque. Il miglior Torino dai tempi dello scudetto è un compagno di viaggio che non ti cambia la vita – dice Baricco – però certo non te la guasta. Indubbiamente ha ragione lui. Lui e quella sua certa idea di mondo che è un obiettivo al quale tendere mentre si dà importanza al percorso. Al tragitto. Abbraccio grande.
Molto altro non mi verrebbe da aggiungere. Forse, ecco, mi va ancora di dire che percepisco ogni momento la fortuna di vivere tutto questo con tanti amici veri intorno, dei figli in gamba, una compagna di vita irresistibile, e il miglior Toro dai tempi dello Scudetto. Sono cose, le prime tre, che ti cambiano la vita. La quarta certo non te la guasta. Insomma, la vedo bene. Per un po’ non contate su di me, ma d’altra parte non abituatevi troppo alla cosa perché i medici che si sono ficcati in testa di guarirmi hanno tutta l’aria di essere in grado di riuscirci abbastanza in fretta.
(Credits: Getty Image)
