La storia di Lorenzo Sonego, il guerriero che non molla mai

La storia di Lorenzo Sonego, il guerriero che non molla mai

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Le sue prestazioni a Miami gli sono valse il ritorno in top 50, grazie ai successi su Thiem, Evans e Tiafoe: poi Lorenzo Sonego ha dovuto arrendersi davanti all’argentino Francisco Cerundolo ed è stato eliminato in tre set. Una battuta d’arresto che però non sminuisce quanto costruito negli anni. Ormai “Sonny” si è candidato a pieno titolo come uno dei protagonisti della rinascita del tennis maschile italiano. Tra Sinner, Fognini e Berrettini, Sonego è uno di quegli interpreti che suscita più attenzioni su di sé. Torinese di 28 anni, è sembrato spuntar fuori quasi all’improvviso: dal 2019 ha continuato a meravigliare dopo una prima, importante, stagione sull’ATP Tour. 

 

Le origini di Lorenzo Sonego: dal Torino a Wimbledon 

Dietro gli incoraggiamenti di suo padre Giorgio, Lorenzo Sonego ha iniziato a giocare a tennis a partire dagli 11 anni. A seguirlo c’è da sempre il suo storico allenatore Gipo Arbino, che tuttora lo sostiene nonostante siano trascorsi quasi 18 anni. Torinese doc e grande tifoso della Torino granata, Lorenzo ha giocato fino alla categoria Esordienti nelle giovanili del Toro, la sua squadra del cuore. Chi lo ha allenato ricorda come quel ragazzino “non smettesse mai di correre”. Poi, però, è stata la passione per il tennis a prevalere. Sonego ha iniziato a competere sul circuito di tennis professionistico all’età di 19 anni. Nel 2019 ha raggiunto i quarti di finale al Monaco Rolex Master, poi ha conquistato il suo primo torneo ATP ad Antalya e si è guadagnato un posto tra i primi 50 giocatori del mondo. Nel 2020, al debutto in un torneo del Grande Slam, ha raggiunto gli ottavi di finale al Roland Garros: non male come prima volta. Pochi mesi più tardi si è spinto sino alla finale del torneo ATP 500 a Vienna, impreziosendo il suo cammino con la vittoria sul numero uno del mondo Novak Djokovic ai quarti di finale. Tra lo stupore generale, è così diventato il primo tennista italiano a battere il leader della classifica mondiale in un torneo di categoria ATP 500. Per Djokovic, quella con Sonego è rimasta la peggior sconfitta in carriera. Nell’aprile 2021, il talento torinese ha vinto il suo secondo titolo in carriera a Cagliari, trionfando anche nel suo primo torneo di doppio. Un mese dopo è arrivata la prima semifinale Masters 1000 a Roma. A Wimbledon 2021 ha raggiunto gli ottavi di finale in un evento del Grande Slam, bissando il risultato dell’anno precedente. Nello stesso anno è arrivato il suo best ranking, la 21esima posizione, raggiunta ad ottobre 2021 e poi riagguantata il 14 febbraio 2022. Sonny ha vinto tre titoli su tre superfici diverse nelle cinque finali disputate in singolare, mentre in doppio ha conquistato due titoli ATP ed è stato numero 60 del mondo nel settembre 2022. 

 

Lorenzo Sonego raccontato da coach Gipo Arbino 

Per raccontare il talento di Lorenzo Sonego non possiamo che affidarci alle parole di chi, almeno sul piano professionale, lo conosce meglio di tutti. Il suo allenatore storico, Gipo Arbino, lo descrive come un atleta dotato di un ottimo servizio e di un dritto potente e efficace. Col tempo Sonego ha migliorato anche il rovescio, una peculiarità senz’altro decisiva nel permettergli di entrare tra i migliori trenta tennisti del mondo. Nonostante giochi prevalentemente da fondo campo, possiede buone capacità anche a rete. Gioca il rovescio a due mani ma spesso anche ad una. Arbino parla di “un giocatore a tutto campo, moderno”, che per adeguarsi a “come si gioca oggi” non deve rinunciare “alle sue caratteristiche di regolarità da fondo”. Secondo il suo coach, nonostante i tanti miglioramenti, Sonego può crescere ancora tanto. Sotto la sua supervisione, il ragazzo ha lavorato su punti deboli come il rovescio e la risposta, ma anche la precisione al servizio, “i fronzoli che lo possono ostacolare”. “Sì, sono davvero e fortemente convinto che può migliorare ancora”. 

 

Alcune curiosità su Lorenzo Sonego 

La sua guida ormai storica sottolinea come Sonego sia “attaccatissimo” al suo maestro. Alcune curiosità su di lui: Arbino rivela come, per mantenere di pari passo la crescita mentale con quella fisica, Sonny abbia deciso di affidarsi ad un mental coach. Si chiama Lorenzo Beltrame e lo segue costantemente, “anche su Skype”. Lorenzo non è uno che bada molto ai soldi: “Viene da una famiglia media, né povera né ricca, ma sa investire su sé stesso con l’obiettivo della sua crescita”. Arbino lo definisce “uno spirito semplice”, a cui non piace leggere (“niente di niente”) ma apprezza la musica e ama ballare. E quando può, “frequenta i vecchi amici di sempre”, molti dei quali “giocano anche a tennis”


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